L’origine degli ingredienti

Spesso ci viene la curiosità di conoscere l’origine geografica dei cibi o degli ingredienti che sono utilizzati per la preparazione dei cibi che consumiamo. Qualche volta riusciamo a soddisfare questa curiosità perché il commerciante o il produttore indica nei banchi di vendita l’origine del prodotto: abbiamo quindi l’insalata di Lusia o l’asparago di Bassano e tutti gli altri prodotti geograficamente identificati. Molte volte questo lecito bisogno resta però largamente insoddisfatto. Scoprire  infatti la provenienza Austriaca di diversi tipi del latte a lunga conservazione che troviamo negli espositori dei supermercati o che la maggior parte degli speck altoatesini sono prodotti da maiali nati ed allevati in Olanda potrebbe colpire in modo più o meno gradito. Ad oggi non abbiamo una normativa che prescriva in modo obbligatorio per i produttori l’indicazione chiara e leggibile dell’origine dei prodotti alimentari. Esistono qua e là delle iniziative volontarie puntuali e poco diffuse che partono dall’iniziativa di singoli produttori che intendono valorizzare e dare evidenza della bontà di quello che mettono sul mercato. Nella maggior parte dei casi, invece, per evidente mancanza di convenienza da parte di alcuni settori della produzione alimentare industriale, tale indicazione non è pubblicata. E trova anche difficoltà alla sua attuazione. I piccoli produttori, quelli dei prodotti in numero limitato e quelli territorialmente contenuti, hanno invece tutto l’interesse a declarare con enfasi la provenienza dei singoli componenti da loro impiegati. L’utilizzo di latte trentino, di olio ligure, di pomodori siciliani o di patate emiliane e l’indicazione sulle etichette di queste informazioni è sicuramente un motivo di valorizzazione di questi prodotti. E’ una via per aumentare la conoscenza e la consapevolezza del consumatore e di valorizzazione dei produttori che, in questo modo, dovrebbero vedersi riconoscere il valore per un prezzo che normalmente sarebbe meno competitivo. Il prezzo è un fattore che, con i tempi che corrono, fa molto la differenza sui criteri di scelta. E’ però vero che in molti prodotti il cui consumo è quotidiano l’attenzione alla qualità o alla sicurezza è sicuramente un bisogno imprescindibile. L’identificazione dell’origine geografica degli ingredienti o dei prodotti è indiscutibilmente una modalità altamente qualificante del prodotto e discriminante in un momento come questo in cui le mistificazioni alimentari sono sempre più diffuse e producono sempre più danni. I piccoli produttori dovrebbero decidere di utilizzare questa modalità in modo diffuso per dare la massima evidenza della bontà del loro prodotti e, naturalmente, per fare la differenza con le grandi aziende alimentari con le quali non possono competere a livello di prezzi. L’auspicio è quindi che in futuro sempre più spesso riusciamo a trovare una soddisfacente risposta alla domanda “cosa e da dove?” nelle etichette dei prodotti locali.

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L’erba dello chef è sempre più buona

Il Mangelo, in collaborazione con Koppert Cress e UNA Hotels & Resorts,
promuove alcune serate dal gusto… inconfondibile!
Milano, marzo 2014. Il Mangelo, la prima guida scritta da chi va al ristorante, festeggia 10 anni di attività
con una serie di eventi in Italia dedicati alla buona cucina e alla creatività, invitando alcuni chef a
sperimentare un nuovo ingrediente per piatti o cocktail molto particolari. Qualcosa di verde e profumato… e
perfettamente legale.
In collaborazione con l’azienda olandese Koppert Cress, leader nella produzione e nella lavorazione di
micro ortaggi per cucina, e con alcuni alberghi della prestigiosa catena UNA, è nata l’idea di costruire
alcune serate a tema, nelle città delle guide dove sono presenti le strutture alberghiere, durante le quali gli
chef avranno a disposizione le oltre 35 erbe differenti proposte a catalogo per dare vita a piatti unici nello
stile e nel gusto. Si svolgeranno fra aprile e settembre a Roma, Milano, Napoli e forse Venezia.
Ogni serata, che si svolgerà a partire dalle 18.30 circa, sarà l’avvio di un’intera settimana a tema, in cui
alcune delle proposte presentate in anteprima resteranno presenti nel menù dell’albergo: finger food, cocktail
o aperitivi, a seconda della fantasia dello chef. Una vera e propria sfida che Il Mangelo ha voluto proporre
alla loro creatività culinaria e che gli chef hanno accolto con entusiasmo, affascinati dal potenziale dei fiori,
delle foglie e dei germogli selezionati da Koppert Cress in ogni angolo del mondo. Per piatti (o bevande)
davvero gourmet, che si sposano perfettamente con il design raffinato ed elegante degli UNA Hotel.
Gli appuntamenti in calendario:
‐ UNA Hotel Roma, via Giovanni Amendola 57, Roma – 14 aprile 2014
‐ UNA Hotel Tocq, via Mazzini 4, Milano – 17 giugno 2014
‐ UNA Hotel Napoli, piazza Garibaldi 9/10, Napoli – inizio settembre (data da definire)
La serata di inaugurazione è riservata alla stampa, ai food blogger e agli ospiti dell’albergo.
Per informazioni o prenotazioni rivolgersi a:
Il Mangelo: Laura Fabbro, staff@ilmangelo.it
UNA Hotels: Paola Batisti (ufficio comunicazione), p.batisti@unahotels.it
Image Building: Simona Vecchies (ufficio stampa), s.vecchies@imagebuilding.it

Il Mangelo – Via Turati,3 – 20121 Milano

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Quota 101 al Vinitaly con un aperitivo in stile pic-nic

Martedì 8 aprile alle 13 i vini Quota 101 si mettono comodi per un déjeuner sur l’herbe. Ospiti tre illustratori per presentare un progetto con giovani artisti.
Pad. 5 stand E7.

Un aperitivo in stile pic-nic con fiori, prato verde, cestini di panini e crostate da abbinare ai vini Quota 101. Così l’azienda dei Colli Euganei della famiglia Gardina ha scelto di presentare al prossimo Vinitaly Factory Quota 101, un progetto dedicato a giovani illustratori. Appuntamento martedì 8 aprile alle 13 al Padiglione 5 Stand E7, con ospiti tre illustratori coinvolti nell’iniziativa. Il pubblico potrà lasciare un disegno che sarà affisso in una bacheca negli spazi dello stand.

“Un pic-nic per raccontare la degustazione come piace a noi. – spiega Silvia Gardina, co-titolare dell’azienda e neo socia dell’Associazione Le Donne del Vino – Fare il vino è una cosa seria ma non dobbiamo dimenticarci di viverlo con leggerezza. Per questo la scelta di collaborare con un mondo diverso dal nostro, come quello dell’illustrazione; un progetto che presenteremo al Vinitaly dedicato ai giovani e all’arte”.
Factory Quota 101 sarà una 48 ore in cantina dedicata all’illustrazione. Una giuria, composta da illustratori e i titolari dell’azienda, sceglierà i partecipanti in base al curriculum. Gli artisti selezionati saranno ospiti della cantina per due giorni. In programma: un workshop con Marina Marcolin (marinamarcolin.blogspot.com) a partire dal quale si svilupperà un gruppo di lavoro sul tema vino e illustrazione.

Quota 101, azienda gestita sui Colli Euganei dalla famiglia Gardina, sarà presente negli spazi del Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli Euganei. Durante tutti i giorni della manifestazione sarà possibile degustare i vini: Malterreno Bianco Veneto IGT (65% Tai e 35% Garganega); Prosecco DOC Brut; Serprino Colli Euganei DOC, Moscato Fior d’Arancio Colli Euganei DOCG e Cabernet Colli Euganei DOC (affinato in barrique) e le due novità: Prosecco DOC Extra Dry e Poggio Ameno (Cabernet Colli Euganei DOC).

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Le Morette presenta a Vinitaly il nuovo Lugana Riserva

Lunedì 7 aprile alle ore 13 il debutto abbinato ad un nuovo piatto del Ristorante Vecchia Malcesine. Nuove bottiglie personalizzate leggere ed ecologiche. Palaexpo – Area Lugana – stand D10/D11

 L’azienda agricola Le Morette di Peschiera (Verona) si presenta all’appuntamento di Vinitaly con nuovo vino destinato a diventare la punta di diamante dell’azienda: il  Lugana Riserva. Prodotto con uve Turbiana dell’annata 2011, il Lugana Riserva è stato introdotto con l’ultima modifica al disciplinare della DOC che ha previsto di assegnare questa menzione al Lugana affinato per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia. Il Lugana Riserva Le Morette risponde appieno alla vocazione di grande vino a cui è chiamata questa tipologia: dal colore dorato, presenta un bouquet intenso e complesso su cui dominano i sentori minerali. In bocca è caldo, sapido, avvolgente e persistente. Sicuramente un vino longevo. Le Morette – al primo Vinitaly dopo l’inaugurazione della nuova sede, lo scorso ottobre –  porta in fiera anche le nuove bottiglie personalizzate, con il marchio aziendale in rilievo, che a partire da quest’anno caratterizzeranno tutta la produzione. Esteticamente molto accattivante, il nuovo contenitore voluto da Fabio e Paolo Zenato mette al centro la sostenibilità ambientale. Si tratta infatti di una bottiglia superleggera: con un peso di poco più di 500 grammi è una delle più leggere bottiglie personalizzate mai realizzate. Il vantaggio è duplice: meno materia prima necessaria per la produzione e meno energia per il trasporto.

 

Altre informazioni su www.lemorette.it

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Il vino Turchetta

Scoprire e valorizzare il territorio significa anche conoscere quello che lo stesso di buono può offrire. Alcune volte queste bontà rischiano di andare irreparabilmente perdute, e qualche volta siamo fortunati e succede qualcosa per cui queste tipicità vengono salvate in extremis. E questo è quello che è accaduto ad un vitigno tipicamente polesano dei tempi passati che sta trovando negli ultimi tempi una sua riscoperta. Stiamo parlando della Turchetta, un vitigno dalla resa piuttosto scarsa, che ben si adatta ai nostri terreni e ben sopporto i nostri climi caldi ed umidi durante l’estate. Questa pianta permette di produrre un vino da tavola che si lascia bere con piacevolezza, lo si può classificare come un vino “estivo”, un rosso non impegnativo, che non ambisce a far sortire chissà quali sensazioni e non ha velleità di diffusione extraregionale. Lo potremmo definire un vino conviviale da compagnia. Giancarlo Stecca lo produce nella sua azienda agricola di Costa di Rovigo, ma anche Vittorio Comini a Giacciano con Barucchella, Rigoni a Bellombra e Salvan a Battaglia terme custodiscono gelosamente questi vitigni e sono impegnati nel loro reimpianto per garantirne la conservazione. Data l’alta carica di antociani, i componenti responsabili della colorazione rosso intenso, questo vino era impiegato per “tagliare” altri vini, cioè come componente aggiuntivo ad altri vini locali dal colore meno acceso. Addirittura l’Istituto per l’enologia di Conegliano si è disturbato per venire fino in Polesine ad assicurarsi la consegna dallo stesso Stecca delle ultime piante per assicurare il patrimonio genetico contro quella che era una prevedibile scomparsa. Adesso può accadere di poterlo degustare nelle aziende agricole dei produttori (e una gita conoscitiva ripaga del tempo dedicato ) oppure in qualche cena a tema che sempre più ristoranti ed osti propongono soprattutto nei fine settimana. Insieme alla Basegana, alla Benedina ed alla Mattarella questo vitigno rappresenta un testimonial del vitigni autoctoni e produce un vino rosso che rappresenta un degno testimone dei vini di pianura. Una certa tannicità, che si avverte in modo non trascurabile, rende questo vino abbinabile come tutti  rossi di questo tipo a piatti saporiti. Ben si sposa quindi con primi saporiti, salame fresco, bondola di cotiche,  selvaggina o faraona ripiena. E’ importante sapere che questo vino è territorialmente e storicamente un nostro vino cosicché, quando ci capiterà di conoscerlo o riassaggiarlo, sapremo valorizzarlo con una giusta consapevolezza.

davide.biasco@gaya-gusto.com

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Appuntamenti CRU a Vinitaly 2014, calendario eventi e degustazioni

Domenica 6 aprile

ore 11.30 – Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza (Padiglione 8 Stand G5)
Tai Rosso e i suoi fratelli. Degustazione di Tai Rosso Colli Berici DOC e dei vini dal concorso Grenaches du Monde. 
SU ACCREDITO

ore 12 – Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
4 Risate con l’olio del Garda: degustazione di piatti a base di Riso Vialone Nano Veronese IGP e Olio Garda DOP.

ore 14 – Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
Olio e Sport: l’extravergine nella dieta dei campioni. Ospite Diego Fortuna, atleta olimpionico, preparatore atletico e nutrizionista. Modera Luigi Caricato.

ore 15.30 – Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza (Padiglione 8 Stand G5)
Degustazione orizzontale di Tai Rosso Azienda Agricola Dal Maso.

ore 17 – Cantina S.Osvaldo (Padiglione 4 Stand E5) 
S.Osvaldo Party. Presentazione delle nuove linee Antichi Poderi e Selezione Platino. Concerto Swing, ambientazione anni Trenta, abbinamenti del ristorante da Jodo.

Lunedì 7 aprile

ore 13 – Azienda Agricola Le Morette (Palaexpo – Stand D10/D11)
Presentazione del nuovo Lugana Riserva Le Morette. Sarà abbinato a Sottacqua, nuovo piatto preparato sul posto da Leandro Luppi del ristorante Vecchia Malcesine. 
SU ACCREDITO

ore 12-15 Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
L’extravergine Garda DOP alla corte del Radicchio. Live cooking e degustazioni.

ore 14 – Montelvini (Padiglione 4 Stand E6)
Conferenza stampa di presentazione del progetto TappaMontelvini, il nuovo circuito di ristoranti e bar selezionati da Montelvini in collaborazione con Cucchiaio.it.
Modera: Davide Paolini.

ore 15 – Montelvini (Padiglione 4 Stand E6)
Tappatura delle prime bottiglie de Il Brutto, nuovo Prosecco Asolo DOCG con il fondo. Davide Paolini e i giornalisti presenti firmeranno e tapperanno le prime bottiglie che saranno spedite loro al termine della fermentazione in bottiglia.
SU ACCREDITO

vari orari – Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza (Padiglione 8 Stand G5)
Degustazioni monografiche a cura dei produttori del consorzio Colli Berici:
ore 11 Tenuta Monte San Giorgio (Tai Rosso)
ore 14 Vini Cris (Cabernet Franc Castel Bricon)
ore 15.30 Piovene Porto Godi (Merlot Fra i Broli) 
ore 17 Inama (Carmenere Oratorio San Lorenzo)

Martedì 8 aprile

ore 12 – Montelvini (Padiglione 4 Stand E6)
Presentazione Prosecco Asolo DOCG Terre del Canova, vino realizzato in collaborazione con la Fondazione Museo Canova di Possagno (TV). Degustazione in abbinamento a tre formaggi della Latteria Perenzin.

ore 12-15 Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
Amore al primo filo: l’Asparago di Badoere DOP e l’olio extravergine Garda DOP. 
Live cooking e degustazioni.

ore 13 – Quota 101 (Padiglione 5 Stand E7)
Dejeuner sur l’herbe: un evento in stile pic-nic per presentare Quota 101 Factory, iniziativa rivolta a giovani illustratori. Fiori, cestini gastronomici e tre artiste coinvolte nel progetto per una dimostrazione e per coinvolgere il pubblico nel disegno. 
SU ACCREDITO

ore 16 – Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
Convegno sul tema “La pacificazione nel mondo dell’Olio” a cura di Olio Officina e Informatore Agrario.

vari orari – Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza (Padiglione 8 Stand G5)
Degustazioni monografiche a cura dei produttori del consorzio Colli Berici:
ore 11 Pegoraro (Tai Rosso)
ore 14 Cavazza (Merlot Cicogna)
ore 15.30 Colle di Bugano (Tai Rosso Il Brolo)
ore 17 Ca’ Basso (Cabernet vs taglio bordolese)

Mercoledì 9 aprile

ore 11.30 – Consorzio Colli Berici e Vicenza (Padiglione 8 Stand G5)
Gli altri veneti. Degustazione guidata dei vini dalle aree DOC: Colli Berici, Bagnoli, Breganze, Colli di Conegliano, Corti Benedettine del Padovano, Garda e Terradeiforti Valdadige.

ore 12-15 Consorzio Olio Garda Dop (SOL&AGRIFOOD – Area C / Stand 7)
Molto più che una semplice insalata. Degustazione di piatti a base di Insalata di Lusia IGP e Olio Garda DOP.

ore 13 – Azienda Agricola La Pria (Padiglione 8 Stand L2)
Presentazione del Prosecco Brut 0.5 e focus sul particolare terroir d’orgine dei vini dell’azienda. Degustazione in abbinamento al Prosciutto Berico Euganeo DOP.

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La Pria lancia a Vinitaly la rivoluzione del prosecco

L’azienda agricola La Pria di Alonte (Vicenza) presenta per la prima volta a Vinitaly (padiglione 8, stand L2) il Prosecco Brut 0.5, con soli 5 grammi/litro di residuo zuccherino.

“Questa è l’essenza del prosecco – spiega Rino Polacco, titolare de La Pria – con un tenore zuccherino a cavallo tra il Brut e l’Extra Brut. Vino ideale per pasteggiare, anche con piatti a base di pesce crudo. Un risultato a cui siamo pervenuti solo grazie alla particolare combinazione di terroir e varietà”. I vigneti de La Pria si trovano infatti sul lato occidentale dei Colli Berici, area apprezzata solitamente per i vini rossi. Terreni calcarei ricchi di minerali, che conferiscono al Prosecco La Pria una spiccata sapidità e un retrogusto amarognolo che lo rende unico nel panorama. Le uve utilizzate sono di varietà Glera, del biotipo Balbi. Si tratta di un ceppo primitivo, caratterizzato da un grappolo più piccolo rispetto agli altri, spargolo, e con acini più piccoli. Ne consegue una resa più ridotta, ma con maggiori profumi.

“Il nostro si potrebbe definire il vero Prosecco – dichiara Polacco – perché, come è noto, la prima documentazione scritta relativa al Prosecco lo colloca a Monteberico, nel comprensorio dei Colli Berici. Qui lo descrive nel 1754 Aureliano Acanti nel suo Roccolo Ditirambo. Noi non solo siamo su quello stesso territorio, ma scelto di coltivare la varietà di uva che più si avvicinasse a quella dell’epoca”.

L’azienda agricola La Pria è inoltre la prima azienda di Vicenza ad avere ottenuto la certificazione Biodiversity Friend per la salvaguardia dell’aria, acqua e terreni e in corso di certificazione come vino biologico. Oltre al Prosecco Brut 0.5 produce altri due Prosecco (un brut e un extra dry) e a due vini fermi: Vespiere (Bianco IGT Veneto, 60% Chardonnay e 40% Garganega) e Bugamante (Rosso IGT Veneto, 70% Cabernet Sauvignon e 30% Merlot).

Altre info su www.lapria.it

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Per conoscere la cucina pugliese

Venerdì 11 Aprile ore 20:30

Menu
Bruschette di pane di Altamura all’olio extravergine pugliese
Olive “bella di Cerignola”, pomodori secchi sott’olio,
Focaccia al pomodoro e olive
Carciofi, zucchine, melanzane,
Pane di Altamura e tarallini Pugliesi,
Orecchiette al pomodoro fresco, basilico e ricotta dura
Burrata fresca e stracciatella
Mozzarella nodino di Martina Franca
Ciliegine di Scamorza fresca e affumicata
Dolcetti pugliesi
Acqua vino caffé digestivo

Euro 25.00

Ca’Cornera Osteria da Venerino,3 – 45014 Porto Viro (RO) – Tel. 0426 1900566 – info@cacorneradeltadelpo.it

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Swap Party: ripristina, ricicla, rinnova

Domenica 30 Marzo dalle ore 17.00

Porta abiti, accessori che non usi più! (minimo 4 pezzi massimo 10); consegna i tuoi abiti entro Giovedì 27 Marzo, li potrai Swappare con qualcosa di diverso e reinventare il tuo stile!

Gran aperitivo con Lele DJ per tutti!

Se vuoi fermarti a cena con noi per proseguire la tua serata fashion “Swap Menu”.

Ingresso Swap Euro 10.00           –         Cena Swap Euro 20.00 (è gradita la prenotazione).

 

Ristorante Villa Gardenia – Fratta Polesine – Barbara: 328 8613534 – Vanessa: 348 5351540 – Annalisa (per Villa Gardenia): 348 5919334

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Un “porzionometro” per perdere peso!

Il Corriere della Sera di qualche giorno fa illustrava i vantaggi di avere a disposizione una sorta di “porzionometro” per misurare quanto cibo consumiamo e di conseguenza poterci regolare e, soprattutto, limitare. Pare infatti che la nostra personale impressione visiva sia normalmente molto, anzi troppo concessiva e tollerante a confronto con quelle che sarebbero le nostre reali ed effettive esigenze alimentari. In qualche modo quello che ci sembra che ci possa normalmente bastare per sfamarci o per placare i nostri impulsi divoratori sia normalmente molto di più del necessario. Ecco perché uno strumento di misura comodo ed a portata di mano potrebbe aiutarci a farci capire qual è la giusta di misura o, al limite, a farci venire efficaci sensi di colpa. Pare quindi che sia scientificamente dimostrato (United States Department of Agricolture) che di solito sovrastimiamo le nostre porzioni di frutta, latticini e carne rispetto a quelle reali  ritenendo, al contrario, di mangiare meno dolci e grassi di quelli davvero consumati. Il tutto nasce probabilmente da una insufficiente conoscenza che normalmente abbiamo dei contenuti, per esempio in termini di grassi, dei cibi che consumiamo. L’idea innovativa del dietologo Oliviero Sculati di ADI, l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, è quella di misurare il cibo per volumi ed associare i volumi a qualcosa con cui abbiamo molta confidenza, come un pugno, un dito, un palmo, una noce, un bicchiere, un cucchiaio. La dieta per volumi, in realtà la proponeva anche la famosissima Dieta a Zona, che prevedeva che la porzione di petto di pollo da consumare a pranzo o a cena corrispondeva approssimativamente alla dimensione della nostra mano: un’idea immediata e molto facile, magari di sofferenza per quelli con le mani di piccole dimensioni. La successiva dieta GIFT prevedeva, ancora,  l’impiego di un piatto tripartito (trilobato) in modo da avere tutto il pranzo immediatamente disponibile a tavola e suddiviso in proteine, carboidrati e fibre, Il porzionometro consisterebbe quindi in una tabella di associazione dei volumi con cui abbiamo confidenza (dito, mano, palmo, pugno, noce, bicchiere, cucchiaio, etc.) con i cibi nelle giuste quantità giornaliere o per pasto. Secondo alcuni dietisti questa conoscenza si potrebbe ben sposare con un regime alimentare adeguato. Sapendo infatti quanti volumi di carboidrati, proteine o grassi necessitiamo quotidianamente e considerando una misura cosi “spannometrica” si potrebbe arrivare senza troppe rinunce a mangiare nella giusta misura i piatti preferiti bilanciando il fabbisogno complessivo quotidiano. Un altro vantaggio di questo sistema sarebbe quello di non essere schiavizzati dalla misura del peso rendendo questo regime alimentare normalmente perseguibile anche nel lungo tempo. Alla fine però la regola fondamentale resta quella che la dottoressa Giovanna Cecchetto, presidente dell’Associazione Nazionale Dietisti (Andid) esprime così : “dovremmo recuperare la capacità di ascoltare il nostro corpo, che è in grado di dirci quando siamo sazi o di quali nutrienti abbiamo bisogno. In questo modo riusciremmo spontaneamente a controllare le porzioni, mantenendoci nel giusto equilibrio”.

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