Le teorie controtendenza di Dario Bressanini

Colgo lo spunto da un interessante pubblicazione per proporre una riflessione che va un po’ controtendenza rispetto alle certezze quotidiane o alle spontanee aspettative in fatto di cibo buono. L’occasione è offerta da una delle pubblicazioni di Dario Bressanini, un ricercatore universitario che suggerisce delle riflessioni scientifiche che invitano a “prendere con le pinze” una serie di convinzioni in tema di cibo ed alimentazione. La pubblicazione si intitola “Pane e bugie” (editore Chiarelettere) ed approccia con metodo scientifico diverse credenze spaziando dai cibi OGM, agli ibridi, agli incroci, passando per la fragola-pesce, gli alimenti biologici, quelli naturali ed il cibo a km zero. Continua parlando della frutta che non ci sarà più come le banane, del pesto cancerogeno, del latte crudo, del glutammato e dello zucchero come dolce veleno. L’autore critica in modo garbato, ma fermo, lo stesso fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, ma lo fa con approccio scientifico, difficile da contestare. A volte, leggendo le pagine della sua pubblicazione o navigando sul suo blog “scienza in cucina”, sorge potente il dubbio che parli al soldo delle grandi multinazionali del cibo, ma le sue argomentazioni sono talmente curate nella ricerca delle fonti e le sue affermazioni talmente scientificamente “testate” che non è facile, forse impossibile, contestare le sue teorie controtendenza. Il succo dei suoi concetti è che troppo spesso una propaganda giornalistica si presta ad interessi che portano a creare convinzioni errate, ma diffuse e difficili da sradicare. Dalla lettura dei suoi concetti emerge un modo di consumare il cibo più semplice, con meno paranoie od ossessioni, il che non può che fare bene in questo contesto di attenzione sempre più elevata a quello che mangiamo. La conoscenza che viene da una consapevolezza di un nuovo modo di accogliere le cosiddette “nuove scoperte in fatto di cibo” sarà senz’altro di aiuto a chiunque avrà voglia di farsi rapire dalla sua scrittura alla portata di tutti.

Davide Biasco

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Il Bancarel’Vino di Mulazzo ospiterà la Distilleria Marzadro

Venerdì 7 Agosto, ore 21:00

La storica Distilleria Marzadro di Nogaredo (Tn) metterà in degustazione alcuni dei suoi prodotti e svelerà l’Arte della distillazione in un convegno nella piazza principale di Mulazzo. Per finire uno chef presenterà una ricetta cucinata con la Grappa.

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Trabocco Food & Fashion

Venerdì 24 Luglio

Dalle antuche mura del Castello di Septe al fascino poetico del Trabocco Pese Palombo… un legame indissolubile di bellezza e sapori del territorio.

Programma

Dalle 10:00 alle 13:00 : Shooting fotografico c/o Hotel Castello di Septe.

Dalle 16:00 alle 18:00 : Shooting fotografico c/o Trabocco Pese Palombo.

Dalle 20:00 alle 24:00 : Fashion Show & Cena c/o il Trabocco Pese Palombo.

Durante la serata saranno degustati alcuni tipici dolci Abruzzesi.

Trabocco Pese Palombo – S.S. 16 Adriatica Fossacesia (CH)

 

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Panini, vini e… burattini!

Venerdì 24 Luglio, ore 20:30

Cena con panini Gourmet (a base di carne, pesce e verdure), vini della Cantina Malavasi e septtacolo teatrale.

Costo serata Euro 20,00.

Basilico Rosso – Via G.Matteotti 15/A – Castelmassa (RO)

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Streetfood, gli eventi sulle piazze delle città

Da noi non sono arrivati, ma arriveranno, ormai li aspettiamo. Sono gli eventi identificati dal nome “street food”. Si tratta di una specie di festa in cui ristoratori ambulanti propongono sulle piazze delle città o dei piccoli centri, soprattutto nei fine settimana, delle specialità preparate ed offerte con dei baracchini ambulanti molti dei quali sono dei veri e propri apecar con allestimenti specifici ed originali.  L’intento di questi ristoratori “di strada” è quello di riproporre le qualità della tradizione con una specializzazione sui prodotti: si va dal fritto, alla polenta, alla pasta fatta in casa, al pane, alla carne passando naturalmente per le birre artigianali. I principi di riferimento di questa nuova forma ristorativa sono tutti nobili e condivisibili: rispetto della  storia e delle tradizioni, utilizzo di  ingredienti tipici e tradizionali , impiego di strumenti artigianali, originali o rivisitati per la preparazione, cottura e somministrazione del prodotto (padelle, testi in terracotta, refrattaria, metallo, teglie etc…), igiene, abbinamenti genuini con  bevande senza aggiunta di ingredienti che ne modifichino il gusto (eccetto l’aggiunta di anidride carbonica), rispetto dell’ambiente e promozione del territorio di appartenenza. L’utilizzo degli streetfood mobile, gli ape car con allestimenti specifici (www.streetfoodmobile.com), poi, offre una nota di colore e di pittoresco che rendono le manifestazioni particolarmente vivaci ed interessanti. In Piemonte, dove nascono spesso le novità delle organizzazioni gastronomiche, il fenomeno è particolarmente diffuso e vissuto dai degustatori. Arriverà progressivamente anche dalle nostre parti. Sul sito www.streetfood.it è disponibile il programma del prossimi eventi. Vediamo se sarà una formula urbana o anche dei piccoli centri che rappresenterà l’evoluzione o un’alternativa alle sagre e feste estive.

Davide Biasco

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Mettiamo a fuoco il peperoncino piccante

Ogni tanto ci concentriamo su qualche mediterranean super food che, a volte, può non essere adeguatamente valorizzato. Questa volta mettiamo “a fuoco” il peperoncino piccante. Sorvolando sulla completa attendibilità e fondatezza degli studi scientifici che ci stanno dietro, ci basti sapere che a questo prodotto della terra vengono attribuiti una lunga serie di  poteri che iniziano da quello di agevolare la perdita di peso per la sua presunta capacità di agevolare il consumo di grassi grazie ad un suo componente, il diidro capsiato. Ancora, si sostiene che questo alimento faciliti la digestione, aiuti a prevenire le malattie cardiovascolari e, secondo alcuni esperti, abbia anche un ruolo importante come sostanza anti-cancro e come anti-dolorifico per merito di un suo componente, la capsaicina. Da una recente ricerca pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry, infatti, è emerso che è anche in grado di bloccare la percezione del dolore. Non bastasse, pare sia prezioso anche in campo cosmetico aiutando a combattere la cellulite e la caduta dei capelli. Insomma un utilizzo moderato e sistematico del capsicum annum, come si chiama scientificamente, pare abbia e positivi effetti sulla salute. Essendo un vegetale, questo alimento, poi, porta con se tutti i benefici tipici di questi alimenti: è poco calorico essendo composto prevalentemente di acqua, ma al tempo stesso è ricco di vitamine e di sali minerali. Potassio e fosforo, in particolare, sono tra i sali minerali più abbondanti, mentre le elevate quantità di vitamina C in esso contenute, lo rendono un prezioso alleato per mantenere in efficienza il sistema immunitario. Antiossidanti come carotenoidi e flavonoidi sono presenti in buone quantità e contribuiscono a combattere i radicali liberi nell’organismo contrastando quindi i fisiologici processi di invecchiamento. Alcune attenzioni o limitazioni vanno usate in caso di bambini, gestanti o in allattamento o persone con alcune patologie che mal sopportano questa piccantezza. A parte ciò, si direbbe che dovrebbe essere un naturale completamento per insaporire i piatti magari più scialbi.

Davide Biasco

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Serata all’ Enoteca Caveau

Venerdì 10 Luglio, dalle ore 19:00

Abbiamo il piacere di ospitare al Caveau la famiglia Balter che presenterà le bollicine dell azienda omonima. A ciascuno di questi grandi Metodo Classico Trento DOC della Vallagarina accompagneremo degli intriganti stuzzichini abbinati al BRUT, BRUT ROSE E BRUT RISERVA MILLESIMATO.

Per conferma tel. 345 2270093

Enoteca Caveau – Piazzale Vittoria 1 – 34043 Monselice (PD)

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Vini di confine

Mercoledì 15 Luglio, ore 11:00

In occassione della conferenza il professor Scienza presenterà il suo libro scritto in collaborazione con Serena Imazio: Vini di confine. Storie, leggende e vigneti di Lombardia (Trenta Editore).

A fine presentazione un brindisi con i vini dell’azienda pavese La Travaglina.

Milano Wine Garden – Piazza S.Ambrogio

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Le stagioni scandite dalle confetture di frutta

Stagioni e confetture” potrebbe essere un curioso slogan per lanciare un approfondimento della stagionalità della frutta. Infatti è pratica abbastanza diffusa, anche se non diffusissima, quella di prepararsi la confettura in casa. Con le necessarie attenzioni, avvalendosi tranquillamente dei preparati che sono disponibili in commercio, è infatti particolarmente facile prepararsi la propria confettura con la frutta che si è trovata particolarmente saporita  o di garantita provenienza esente da trattamenti chimici. Maggior soddisfazione possono, poi trovare, quelli che al posso dello zucchero decidono di utilizzare nelle minori quantità la stevia se non impiegare direttamente il preparato a base di stevia. Il risultato è una confettura con nessun zucchero aggiunto e dolcificata solo dal fruttosio proprio della frutta. Ricordiamo che la stevia è una pianta, un dolcificante naturale, le cui foglie sono particolarmente dolci ed il cui potere calorico è nullo. Tornando alla preparazione domestica delle confetture, è un gioco particolarmente stimolante quello di attendere l’avvicendarsi delle stagioni e dei mesi per attendere la frutta che giunta ad appropriata maturazione, potrà servire a preparare la confettura. Ecco allora che, dopo la stagione invernale in cui si è lavorato con le arance o con i kiwi, è stata la volta delle fragole la cui raccolta è da poco terminata nelle nostre campagne e delle ciliegie che ancora si raccolgono. E’ ora il momento delle albicocche, ma cominciano a maturare i primi fichi insieme con i lamponi e le more. Il simpatico gioco è allora quello di rincorrere le stagionalità della frutta mettendosi a preparare volta per volte le confetture o le marmellate che il mese rende disponibile dalle culture locali o nazionali.  Sono già presenti i mirtilli, le pesche e le prugne e fra non poco arriveranno anche le mele e le pere della nuova stagione. L’invito è quindi quello di associare alle stagioni i gusti delle confetture specifici di quelle stagioni. Magari senza zucchero.

Davide Biasco

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