Mele e pere dal sapore antico all’ azienda agricola Sasse Rami

E’ insieme interessante, utile e piacevole scoprire delle realtà locati di prodotti che si distinguono per qualità o genuinità. Questa volta l’occasione di una piacevole scoperta può essere offerta dall’azienda agricola sperimentale Sasse Rami di Veneto Agricoltura a Ceregnano di Rovigo (www.venetoagricoltura.org). Si tratta di un’azienda agricola che porta avanti progetti di sperimentazione applicata nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento di animali da cortile. In un concetto di promozione e sviluppo della Biodiversità questo centro ha tra gli scopi quello di prevenire la scomparsa alcune tipiche e tradizionali varietà locali di melo e peronell’ambito di un programma di reperimento, coltivazione e caratterizzazione del “germoplasma autoctono”, quindi della base genetica delle varietà. A Sasse Rami è quindi presento un vero e proprio tesoro conservato oggetto continuo di osservazioni e verifiche vegetative, pomologiche e organolettiche. Rosa Gentile, Pomo Ruggine, Pero Trentosso e Madonna delle nevi dei Colli Euganei il Moscatello della provincia di Rovigo sono alcune delle tipologie di frutta che ha portato l’Azienda regionale, fino ad oggi, al reperimento di ben 136 varietà di melo e di 62 di pero, magari non tutte presso il centro di Ceregnano. Un aspetto interessante di questa attività è che ogni martedì mattina,proprio qui (via verdi 39 Via Verdi, 39 -45100 tel. 0425/476019), è aperto al pubblico uno spaccio, proprio dentro il capannone dell’azienda agricola, dove a volte anche lo stesso responsabile, il signor Salmaso, consiglia nella scelta dei prodotti frutticoli che l’azienda ha a disposizione in quel momento. I prodotti, generalmente frutta, sono straordinariamente controllati e rigorosamente legati alla stagione di produzione. L’azienda non ha la finalità di lucro nella vendita dei prodotti per cui normalmente i prezzi sono decisamente convenienti. Se a ciò ci si aggiunge la garanzia di una serie di trattamenti di assoluta sicurezza allora ben si comprende l’opportunità offerta da questo spaccio di campagna. A dirla tutta vengono allevati una diversificata serie di volatili da cortile, ma per questi l’acquisto è meno agevole o immediato. Le pere, le mele, le pesce, le albicocche che invece nel territorio possono essere prodotte, in una diversificata varietà, qui sono tutti disponibili. C’è da ricordarsene il martedì mattina, unico giorno di vendita al pubblico.

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Olio Garda Dop e pesce di lago

Olio Garda Dop, pesce d’acqua dolce, vini dei territori Valtenesi e Lugana. Il 5 settembre prende il via la Rassegna Menù Pesce di Lago, che si protrarrà fino al 18 dicembre 2015 tra i ristoranti della sponda bresciana del lago. Un evento promosso dalla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda e dal Consorzio di Tutela Olio Garda Dop, con la collaborazione del comitato organizzativo della manifestazione Valtenesi con Gusto. “Quest’anno – spiega Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio di Tutela Olio Garda Dop – abbiamo deciso di unire le forze e lavorare insieme per promuovere il territorio. Così Valtenesì con Gusto, manifestazione storica del Lago promossa dal Consorzio, e la Rassegna del Pesce di Lago, evento invece seguito dalla Strada, sono diventati una manifestazione unica per promuovere il territorio”. La Rassegna Menù Pesce di Lago ha in programma un calendario di 17 cene nei ristoranti bresciani. Ogni serata avrà come ospiti i frantoi e le cantine del lago. In menù ci saranno quindi pesci di queste acque come il coregone, il luccio di lago, il lavarello accompagnati all’olio del Garda e ai vini delle sponde bresciane del lago. “L’acqua – racconta Giovanna Prandini, Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda – è il comune denominatore di queste serate. In linea con il tema di Expo, «Nutrire il Pianeta», il lago, con il suo microclima mediterraneo e le colline moreniche attorno, racconta questo territorio e i suoi prodotti declinati nei temi della sostenibilità e del consumo di ingredienti locali”. La Rassegna Menù Pesce di Lago è in programma dal 5 settembre al 18 dicembre 2015. Tutte le serate, ad eccezione della prima, saranno il venerdì sera al costo unificato di 30 €. Per iscriversi alle serate contattare i ristoranti. Informazioni: www.oliogardadop.it www.stradadeivini.it.

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La notte della taranta: esplosione anche di sapori

Peccato non avere anche noi qualcosa che assomigli alla Notte della taranta come quella che si terrà a Melpignano in Salento questa sera. Il recupero della tradizione popolare del ballo purificatore per sconfiggere il morso del ragno è stato nel tempo arricchito e stasera a Melpignano ci sarà anche lo sfoggio della più articolata e ricca produzione enogastronomica salentina. Citiamo l’iniziativa perché rappresenta un esempio mirabile che si è ricavato una notorietà particolare a livello internazionale e fornisce un entusiasmante veicolo per far conoscere la terre ed i prodotti del territorio Salentino. Si sono messi insieme l’associazione La notte della Taranta, Il GAL Isola Salento ed Eataly per creare un vero e proprio viaggio di gusto tra saperi e sapori del Salento. Cibi tradizionali, cibi antichi e cibi recuperati: dai formaggi (tra cui il pecorino di Maglie), alla frutta e verdura (albicocca di Galatone), batata (da noi patata americana)dell’agro leccese,capperi in salamoia, caruselle sotto aceto, che è un’infiorescenza del finocchio selvatico,cicoria ,conserva piccante di peperone, fava di Zollino, fichi secchi, finocchio marino sott’aceto, meloncella, che è il frutto immaturo del cucumis melo,mugnuli (un raro ortaggio simile al broccolo), piattello (un agrume sconosciuto), pisello nano di Zollino, secco di Vitigliano, pomodoro seccato al sole (anche sott’olio), pomodoro giallo ( de prendula o mpisa) , olive celline di Nardò in concia tradizionale. E ancora carni ottenute anche dalle parti meno nobili di capra ed agnello, e piatti della tradizione che vanno dalle cozze piccinneallurienu(chiocciole bianche con origano) monacelle(chiocciole piccole di colore marrone)polpo alla pignataquatara di Porto Cesareo (zuppa di pesce) scapece gallipolino (pesce pane e aceto), zuppa di pesce alla gallipolina. E poi dolci: bocca di dama, purceddhuzzi, cupeta, mustaccioli, pasticciotto e zeppula salentina. Naturalmente non può mancare il pane tra cui le friselle di orzo e grano,i taralli e le pucceuliate. Le paste fatte in casa, le focacce, la gastronomia e le nove denominazione di origine dei vini salentini. L’occasionesarà anche per le specialità grike, le birre artigianali, ed altro ancora. Come si vede alcune proposte sono proprio specifiche del territorio, altre sono la versione locale di piatti o prodotti presenti anche in altre zone italiane: l’abilità è stata quella di raggrupparli in modo organico in un’offerta che così risulta ricchissima.   Il titolo “il cibo della taranta” viene così a costituire una propria identità che si fonde con la festa, con il rito e nel amplifica a dismisura valenza e diffusione. Complimenti a chi è riuscito e riesce a fare tanto nel conservare e far conoscere la cultura anche dei prodotti del proprio territorio.

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La “Pantera Rosa” è tornata!

“LA PANTERA ROSA” È TORNATA!
AL CRISTALLO HOTEL SPA & GOLF UN WEEK END SULLE TRACCE DELL’ISPETTORE CLOUSEAU
CON LA FABULOUS RACE DEL CORTINA CAR CLUB

Sarà il Cristallo Hotel Spa & Golf, che nel 1963 fu il set del film che consacrò Peter Sellers,

il quartier generale della Cortina Car Club Fabulous Race, la sfida più extra-vagante dell’estate:

un viaggio a coppie a bordo di fiammanti luxury car e auto d’epoca,
sulle tracce dell’indimenticabile ispettore Clouseau.

Il cinque stelle lusso ospiterà tutti gli eventi aperti al pubblico:

la Pink Panther Night Dinner, cena di apertura del venerdì, la Fabolous wine tasting by Cortina Wine Club e Cantina Bisol del sabato, il Pink brunch di premiazione della domenica.

Dresscode, menu ma soprattutto giochi ispirati

ai protagonisti della leggendaria pellicola di Blake Edwards.

Cortina d’Ampezzo, 24 agosto 2015_Era il 1963 quando Peter Sellers, David Niven, Capucine e Claudia Cardinale si aggiravano nelle stanze e nei saloni dello storico Cristallo Hotel Spa & Golf di Cortina, trasformato nel set de “La pantera rosa”, il leggendario film di Blake Edwards che legò per sempre la fama di Sellers a quella dell’ispettore Clouseau. Magia ed atmosfere indimenticabili, che rivivranno durante il week end del 28, 29 e 30 agosto nella Cortina Car Club Fabulous Race, l’appassionante “gioco-tour” a bordo di fiammanti spider, eleganti cabrio, luxury car e sinuose coupé, in un percorso ricco di colpi di scena, prove ed enigmi, sulle tracce dell’indimenticabile ispettore Clouseau. A caccia degli indizi necessari a scoprire il tesoro della Regina delle Dolomiti.

 

Sarà proprio l’unico cinque stelle lusso delle Dolomiti – inserito non a caso in The Leading Hotels of the World, l’organizzazione internazionale che riunisce il gotha degli hotel più prestigiosi al mondo- il cuore pulsante della tre giorni di eventi, con un programma ricco di iniziative e appuntamenti dedicati a partecipanti alla gara e al pubblico: a partire dalla cena di apertura di venerdì 28, una serata che sancirà l’inizio della tre giorni di gare nel luogo simbolo dell’accoglienza di Cortina e delle Dolomiti.

 

Momento clou il venerdì sera con la Pink Panter Night Dinner: atmosfere e menu a tema, dall’Antipasto Clouseau fino al Dolce della Principessa Dala. Accompagneranno la cena i vini della cantina della famiglia Bisol, produttori dal 1542, un nome che ha fatto la storia del Prosecco.Per partecipare agli eventi si consiglia la prenotazione telefonica (+39 0436 881630) o via e-mail restaurant@cristallo.it; segreteria@cortina-carclub.it

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Le more, un frutto troppo sottovalutato

Questa è la stagione delle more di rovo. Quelle nere, polpose, grosse o piccole per la cui raccolta, nelle ore più calde della giornata, si sfidano le punture di insetti, zanzare comprese ma anche  le punture delle spine a protezione di questa saporita bacca estiva. E’ un tipo di frutto non molto presente come frutta da dessert a causa di alcune difficoltà nella loro commercializzazione, ma è tuttavia un frutto ancora troppo sottovalutato. Dal punti di vista nutrizionale, inquadrate nella famiglia dei piccoli frutti (insieme con lamponi, fragole, mirtilli e ribes), le more contengono antocianine e flavonoidi, due sostanze antiossidanti. Hanno inoltre proprietà  diuretiche,dissetanti e depurative e sono valide nella prevenzione cardiovascolare. Sono piuttosto ricche di fibra e quindi contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino. Le more contengono acido folico e aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza. Una carenza di acido folico e una quantità elevata di omocisteina nei primi mesi di gestazione possono infatti causare danni anche molto gravi al feto. Sono ricche di vitamina C e contengono una discreta quota di vitamina A. Il loro sapore tipico è una combinazione di dolce ed acidulo per cui il modo migliore per degustarle è quello di raccoglierle ben mature o anche di assaggiarle dopo avere fatte raffreddare in frigorifero per qualche ora subito dopo la raccolta. Un’abbondante coppa di more di rovo fresche con sopra una pallina di gelato alla vaniglia o anche una colata di jogurt bianco sono una delizia veramente appagante. La difficoltà nel trovarle in commercio nella grandi distribuzione organizzata è causata dal fatto che sono frutti facilmente deperibili e quindi poco si prestano ai normali modi e tempi di trasporto ed esposizione per la vendita. A ciò si aggiunga il fato che il prezzo di commercializzazione risulta piuttosto alto perché la raccolta non è meccanizzabile a causa della loro delicatezza e sono quindi lavorate esclusivamente a mano. In casi di raccolte particolarmente abbondanti, che potrebbero essere per esempio quelle di quest’anno per l’eccezionale calura che ne ha permesso una copiosa produzione, questo frutto ben si presta per la preparazione di confetture, magari con la solita stevia o preparato a base della stessa, per avere un’ottima alternativa alle proposte industriali ed anche a basso tenore di zuccheri.

Davide Biasco

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Cremant un’alternativa valida

Cremant, metodo classico, champagne o saten? Immaginiamo che ci chiedano cosa preferiremmo ci servissero in accompagnamento da un piatto di pesce. Se sullo champagne non abbiamo dubbi, qualche incertezza può sorgere nel distinguere tra gli altri tre. Fortunatamente è semplice da capire, magari meno immediato da ricordare. Il metodo classico è la modalità di vinificazione in bianco con rifermentazione in bottiglia con la quale si ottiene sia lo champagne francese che i nostri apprezzati Trento doc e Franciacorta docg, tanto per fare dei nomi. La differenza è che se il metodo è lo stesso, cambia il nome specifico del vino che risulta in relazione alla zona geografica di produzione. Lo spumante con metodo classico prodotto nella zona francese intorno a Epernay è il solo che si può appellare champagne. In tutto il resto della Francia si chiama spumante cremant. Se è prodotto in Italia si chiama spumante prodotto con metodo Classico. Ad essere più precisi con il metodo cremant in italia (detto anche saten) si usa una quantità inferiore di zuccheri nella rifermentazione, il che si traduce in un vino con una minore pressione in bottiglia. Lo spunto della discussione nasce dal fatto che a volte ci può capitare l’occasione di degustare un bicchiere di cremant o di dover scegliere con che tipo di bottiglia presentarci ad un invito a cena a casa di amici. E’ utile ricordare che un buon cremant, ad un prezzo più abbordabile di uno champagne, è diverso, ma a volte non meno apprezzabile. Può essere una interessante ed a volte troppo trascurata alternativa agli spumanti tradizionali. Sicuramente ai prosecchi più blasonati.

Davide Biasco

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