Gustus e la Cena in Rosso a Villa Valmarana

WP_20151023_011WP_20151023_007Nell’ambito dell’annuale manifestazione vicentina GUSTUS: VINI E SAPORI DEI COLLI BERICI si è tenuta lo scorso 23 ottobre una cena-evento dal titolo “Aspettando Gustus: la cena in Rosso”. Tutto nasce dalla volontà del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza di promuovere e valorizzare la dimensione enogastronomica di quel territorio ben identificato dai Monti  a sud di Vicenza. Gustus( www.gustus.stradavinicolliberici.it) ha dimostrato da diversi anni di rappresentare unimportante banco d’assaggio con i prodotti e le novità delle cantine selezionate tra le migliori dei Colli Berici. Oltre al vino sono presenti le grappe e i prodotti alimentari delle aziende del territorio. Aziende produttrici di miele, formaggi, salumi, olio extra vergine. Gli assaggi gastronomici da abbinare ai vini sono stati curati dei ristoratori de Le Buone Tavole dei Berici. Nel corso dei due giorni hanno trovato collocazione quattro degustazioni tematiche per approfondire i vini del territorio e conoscere gli altri vini prodotti con uve che sono identificate come Grenache in Francia, Cannonau in Sardegna e Tai rosso sui colli vicentini. Una delle novità di questa edizione è stata l’anteprima Aspettando Gustus: una cena in Rosso, di apertura dell’evento con la collaborazione di Ristoranti Che Passione presso Palazzo Valmarana Braga, opera di Andrea Palladio, nel centralissimo Corso Fogazzaro.Durante la cena tre giovani Chef del territorio vicentino hanno proposto un menu dedicato all’abbinamento con i grandi vini rossi dei Colli Berici. Gli chef sono stati  Alberto Basso del Ristorante 3Quarti (www.3quarti.com) che ha proposto un delicato “ossi de mas-ciolighversion”che ha visto l’abbinamento con i tre Tai Rossi delle cantine Piovene Porto Godi, Pegoraro e Colle di Bugano. E’ stato poi  DavidePauletto de Le Vescovane (www.levescovane.com) che ha stupito con una “Mortadella di coniglio e trota salmonata di Ferrazza del Tibaldo”. A questo piatto sono stati abbinati tre Merlot delle cantine Dal Maso, CAvazza e Colli Vicentini. Infine  AndreaSlaviero del Ristorante Enrico VIII (www.enricoottavo.it) ha chiuso la sofisticata cena con un risotto mantecato all’Asiago stravecchio, melograno e fegatelli di coniglio. Con questo piatto è stata abbinata un’altra bacca vicentina: il cabernet delle cantine Marcato, Cini Cris e Cà Basso. WP_20151023_014Durante la cena il filo conduttore è quindi stato il cuore rosso del Veneto, rappresentato dai Colli Berici e per garantire la massima armonia tra degustazioni e degustatori è stato previsto anche l’obbligo di vestire con almeno un accessorio in rosso, come forma  di dress code della serata. Il coordinatore del consorzio, Andrea Monico, sostiene che “L’identità dei vini dei Colli Berici è quella di essere terra dal cuore rosso. Su questi colli si producono grandi rossi e sono molti i produttori, sia locali che di altre aree vitivinicole, che hanno scelto di coltivare qui le loro uve a bacca rossa. Una vera vocazione di territorio”.  WP_20151023_005 WP_20151023_016E’ bene infatti sapere che i vini rossi dei Colli Berici sono maggiormente rappresentati dalle varietà Merlot, Cabernet, Carmenere e Tai Rosso, vitigno autoctono che, come accennavamo prima, ha una spiccata familiarità dimostrata col Cannonau sardo, il Grenache francese e la Garnaccia spagnola, ma che nel Vicentino ha trovato una propria identità. Le aziende rappresentate a Gustus sono stateCavazza, Cielo e Terra, Dal Maso, Marcato, Pegoraro, Piovene Porto Godi, Villa degli Olmi, Vitevis/ Colli Vicentini.

Davide Biasco

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Bussolà, delizia polesana che non ha proprio paragoni

Abbiamo recentemente avuto notizia che nel territorio di Chioggia era disponibile in commercio un tipo di bussolà tipico del territorio (bussolai) che poteva competere con quello celebrato di un piccolo forno di Rosolina che abbiamo tempo fa scoperto e valorizzato: il bussolà del panificio Mauro Tiozzo. Abbiamo quindi organizzato un panel di degustazione coinvolgendo anche un giudice competente ed esperto. Il confronto è stato tra il prodotto della tradizionale panificazione di Chioggia con quello di simili origini ma contaminato da interpretazioni polesane. Il giudizio è stato netto e chiaro: Rosolina batte Chioggia senza incertezze. Il prodotto del panificio Mascalchin di ca’ Bianca di Chioggia si presenta ad anello pieno sicuramente gustoso e croccante. Forse però è stato penalizzato dalla tipicità del suo sapore che poco si distingue da quello che tradizionalmente riscontriamo nel pane biscotto. La versione di Tiozzo di Rosolina, invece, anche e soprattutto nella sua versione sbiancata, risulta particolarmente invitante alla consumazione. Al test che abbiamo chiamato “uno tira l’altro”, in cui si misura quanto il piacere della degustazione di ogni pezzo di pane invogli a continuare a infilare la mano nel sacchetto per prelevare il successivo, la versione di Chioggia non ha retto il confronto con la versione di Rosolina. Pensavamo che l’ingrediente vincente fosse il tanto vituperato quanto valorizzante strutto di maiale, ma abbiamo rilevato dalle confezioni che è presente in entrambi i prodotti. Le differenze a livello di ingredienti le abbiamo trovate nei contenuto di malto ed olio di sansa di oliva nel prodotto Veneziano oltre alla presenza del lievito che manca nel prodotto Polesano ed è invece preparato con latte e soia. Forma circolare per il Veneziano contro anello schiacciato per quello Polesano. Invitiamo comunque a fare un giro a Ca’ Bianca ed a Rosolina per verificare personalmente,  andando a conoscere entrambi i panifici artigianali perché ognuno ha pur sempre i propri gusti.

Davide Biasco

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Piace il moscato secco di Quota 101

DSC08972La vocazione dei Colli Euganei  sta vivendo in questo momento una spinta di valorizzazione dei vitigni che li rendono più riconoscibili perché particolarmente identificati con il territorio. Da noi si sa che con il termine “fiori d’arancio” si intende il vino moscato giallo dolce dei monti patavini. Nella versione spumantizzata rappresentano la risposta locale ai famosissimi Asti DOCG. In questa spinta alla valorizzazione trovano però una loro collocazione anche le versioni secche di questo vino, quelle che hanno ceduto la tipica dolcezza pur conservando il profumo del vitigno aromatico.

DSC08971E’ in questa ricerca che trova la sua collocazione la serata di degustazione che le sorelle Silvia a Roberta Gardina hanno organizzato presso la tenuta familiare Quota 101 sui colli Euganei di Torreglia (www.quota101.com ). presentiLa serata ha offerto la possibilità di una comparazione guidata da un autorevole Massimo de Micheli, giornalista esperto de l’Espresso, tra ben sei etichette di moscato secco provenienti da tutta Italia, Valle d’aosta e Sicilia comprese. DSC08962La versione di Quota 101 è stata quella della vendemmia 2014 ed a diversi degustatori è apparso come il più versatile per tutte le situazioni de gustative a partire dall’antipasto per continuare con primi profumati che possano sposarsi con l’aromaticità di questo vitigno. Si sono così alternate le espressioni della cantina trentina Spagnolli, quella di Gioa del Colle della cantina Angiuli, la valdostana Lopriorè, la piemontese Mongioia per finire con lo zibibbo siciliano, che ne rappresenta l’espressione più mediterranea. L’abile chef della prestigiosa Enoteca centrale di Mestrino, sempre in provincia di Padova (www.enotecacentrale.it è inserita nei locali “pausa pranzo della nuova Guida Osterie d’Italia” ed è da conoscere assolutamente!) ha abbinato un carpaccio di merluzzo “innamorato” con mele verdi, kiwi e wasabi seguito da maccaroni con baccalà mantecato ed infine una zuppetta di fagioli borlotti e radicchio tardivo. DSC08967La gradevolissima location che si affaccia sulla pianura padovana, esattamente a 101 metri sul livello del mare, la  limpida e fresca aria autunnale e la squisita ospitalità delle sorelle Gardina con il papà Roberto hanno creato una piacevole atmosfera che era al contempo familiare, ma comunque ricca di contenuti e di sensazioni. Questa cantina sta progressivamente conoscendo un successo attraverso i suoi vini che si fanno sempre più apprezzabili. Se il prosecco ha preso il prestigioso bollino blu nella selezione altoatesine del Merano Wine Festival (www.meranowinefestival.com), alla cantina è stato riconosciuto l’impegno per la biodiversità e l’impegno dell’enologo Guido Busato probabilmente richiedono di tenere sotto osservazione questa piccola, ma promettente azienda.

Davide Biasco

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Merano Wine Festival ad Expo 2015

24 edizione il 24 ottobre: anteprima della 24esima edizione Merano Wine Festival ad Expo 2015 lo scorso sabato 24 ottobre. La prestigiosa manifestazione altoatesina, vetrina delle eccellenze vinicole italiane e non solo quelle, è in dirittura di apertura (dal prossimo 5 novembre al 10 www.meranowinefestival.com). 2Il patron ideatore della manifestazione, Helmut Kocher di Gourmet’s International ha illustrato nella presentazione meneghina alcuni punti salienti della prossima manifestazione. Ha avuto anche la voglia di giocare con gli intervenuti proponendo una forma divertente di degustazione alla cieca: ha infatti invitato ad indossare una mascherina nera per coprire gli occhi e farsi condurre in un viaggio sensoriale, privato della vista, per cercare di cogliere profumi e sentori di due specialità vinicole altoatesine proposte alla degustazione: gewurztraminer e lagrein. 1Helmut ha stimolato anche la curiosità dei partecipanti suggerendo che in una degustazione alla cieca come questa a volte può essere difficile distinguere tra un rosso lagrein sudtirolese da un siciliano nero d’avola : come se fra i due ci fossero delle misteriose affinità. Una tra le persone intervenute alla presentazione è andata oltre nella similitudine sollecitando non solo una similitudine di vini, ma anche una sintonia di genti. La stessa, altoatesina DOC, ha infatti ipotizzato che tra genti della Trinacria e genti del Sudtirolo ci sia una sintonia che gli abitanti dell’Alto Adige non creano così facilmente con altre popolazioni. “Somiglianza di vini ed affinità di genti” potrebbe essere lo slogan di un potenziale gemellaggio tra questa parte del sud Italia ed il sud Tirolo. La presentazione ad Expo è stata anche l’occasione per fare il punto su alcuni aggiornamenti del programma della manifestazione meranese. E’ stato poi interessante scoprire come il nuovo catalogo del MWF sia consultabile mediante un’applicazione di realtà aumentata che porta ad un vero e proprio viaggi un tre dimensioni. Ancora è utile sapere che venerdi 6 novembre si terrà l’anteprima di Fish&chef 2016, la prestigiosa manifestazione degli chef stellati sul Lago di Garda. Sul sito della manifestazione tutto il ricco programma con dettagli e costi.3

Davide Biasco

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La segnaletica stradale dell’ enogastronomia

Percorrendo l’Appennino ai confini tra Bologna e Modena mi è capitato di domandarmi quale fosse la specifica vocazione agricola o enogastronomica di quelle colline boscose. Lambrusco in pianura, ho pensato, ma anche qualche tipo di castagna dai quei boschi fitti al limitare della strada, ma magari anche una patata con qualche tipicità. Sicuramente tigelle e gnocchi. Sono rientrato a casa per andare a cercare di documentarmi per avere qualche conferma ai miei dubbi. Per la strada però mi domandavo, senza risposta, perché non sia istituito a livello locale un qualche tipo di obbligo di segnalazione turistica indicante la tipicità geografica del territorio dal punto di vista dell’agricoltura o della produzione alimentare. Si incontrano, infatti, soprattutto in alcun i tratti autostradali, dei cartelli che producono suggestioni ricordando che quella che si sta attraversando è terra di castelli o di tenute o di qualche importanza storica conosciuta. Perché, perché mi sono chiesto, non è fatto obbligo anche installare una qualche forma di segnaletica chiara, impattante e suggestiva che informi o ricordi al viandante forestiero, che quella è terra di ciliegie, oppure di prosciutti oppure di prodotti orticoli. Altre volte abbiamo fantasticato sulle vie dei prodotti nelle varie ex province italiane. Nel Polesine la via dei fiumi e dei prodotti orticoli potrebbe essere alimentata dalle tipicità del territorio che, azzardo a dire, neppure gli abitanti conoscono sempre nella loro completezza. La segnaletica stradale varrebbe allora di ripasso di geografia enogastronomica per gli indigeni e come biglietto da visita e suggestione per fermarsi, conoscere e comprare i prodotti per le genti di passaggio. Io nel mio tragitto avrei anche fatto una veloce sosta per portarmi a casa e conoscere un pezzo di cultura enogastronomica di quelle colline. Immagino di non essere il solo a pensarla così.

Davide Biasco

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Le Vigne di Roberto

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Il vigneto

La cantina

La cantina

E’ stata inaugurata lo scorso sabato, sulle colline di Breganze in provincia di Vicenza, la nuovissima cantina “LE VIGNE DI ROBERTO: UN NUOVO MODO DI VIVERE IL VINO” Si tratta di una strutturaUna struttura pensata per accogliere i visitatori e vivere il vino. Qui convivialità diventa motore di aggregazione e interesse per il vino. Accogliente come il padrone di casa, Roberto Benazzoli, imprenditore in campo informatico che nel 2006 ha deciso di cambiare vita acquistando una tenuta sulle colline di Breganze, sulla linea di confine con il comune di Fara Vicentino. Qui ha messo a dimora tre ettari e mezzo di vigneto con uve Chardonnay, Pinot Nero, Vespaiola e Cabernet Franc (un altro ettaro è in affitto poco lontano).

Le pupitres

Le pupitres

Roberto

Roberto

Tra queste vigne sorge ora la nuova cantina. 500 metri quadrati su due livelli, costruita secondo i criteri della sostenibilità ambientale: in classe A+, è dotata di un impianto fotovoltaico da 11,5 KW con pannelli integrati nella copertura in cotto (i coppi fotovoltaici) a bassissimo impatto estetico. L’area è dotata di otto drenaggi per il recupero delle acque piovane poste in un serbatoio di 60.000 litri utilizzato per l’irrigazione delle parti verdi.

La festa

La festa

Se vinificazione e imbottigliamento rimangono nell’altra cantina poco lontana dove sono stati realizzati dal 2011 ad oggi, la nuova struttura viene tutta dedicata all’accoglienza. Ampi spazi pensati per organizzare degustazioni, eventi e serate a tema. “Il mio rapporto con il vino – spiega Roberto Benazzoli – è lo stesso di tanti appassionati che si accostano a questo prodotto per passare una serata in compagnia. Mettiamo al bando il linguaggio troppo forbito e torniamo all’essenziale: per questo abbiamo tolto qualsiasi barriera tra la vigna e la sala degustazioni, tra il luogo in cui cresce l’uva e quello in cui si consuma il vino. Tutto il resto sono cose tecniche, che possono stare da un’altra parte”.

Le Vigne di Roberto produce attualmente quattro vini:

lo spumante Prime Bollicine, da uve Chardonnay, Pinot Nero e Vespaiola;

Il Mio Franc, cabernet Franc;

Clivone, taglio bordolese e

Ed immancabile, vista la collocazione geografica, il Torcolato Breganze DOC.

Ancora sui lieviti invece un Metodo Classico Rosé la cui sboccatura è prevista per il prossimo anno e che promette di diventare il fiore all’occhiello di tutta la produzione.

Orari di apertura al pubblico della cantina: mercoledì e venerdì dalle 16 alle 22; giovedì dalle 16 alle 19; sabato dalle 9 alle 12. Per informazioni: info@levignediroberto.it

Davide Biasco

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Villa Minelli da DeGusto

Mercoledì 21 Ottobre, ore 20:00.

Degustazione di vini della cantina Villa Minelli abbinati a una selezione di piatti del territorio.

Prenota il tuo tavolo al numero 045 8003532.

Costo serata con prenotazione Euro 25,00 a persona.

Scapin caffè cucina & bottega – Via Diaz 20/22, Verona

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L’anima rossa di Terlano

Venerdì 23 Ottobre, ore 20:30

Una serata alla scoperta delle eccellenze a bacca rossa dell’Alto Adige.

Costo della serata Euro 35,00 a persona. Per info e prenotazioni 0426 68194

La Taverna – Rosolina

 

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Le tre chiocciole Slow Food polesane dove si mangia e si sta bene

Spendiamo due parole per illustrare il significato della chiocciola che Slow Food associa ad alcuni ristoranti e trattorie. Si tratta di un simbolo utilizzano per valorizzarne alcune caratteristiche che fanno spiccare questi locali nel territorio nel quale operano e che testimoniano. Nel Polesine i ristoranti che si possono ad oggi fregiare di questo tipo di riconoscimento sono tre: andando da ovest ad est si tratta de “il Ponte” di Lusia, “le Rose” di Bellombra ed “arcadia” di Santa Giulia di Porto Tolle. Perché questi locali hanno questa identificazione? Citiamo Eugenio Signoroni che è responsabile della guida Osterie d’Italia 2016, il sussidiario del mangiar bene all’italiana. Eugenio associa il simbolo della chiocciola riferita ai ristoranti come l’identificazione “dove oltre a mangiare bene si sta bene. Dove l’esperienza della tavola risulta piacevole in ogni suo aspetto e dove davvero si può cogliere il territorio che si ha intorno.” E’ una opportunità di “assaggiare direttamente il contesto, la cultura, la biodiversità, il paesaggio, in luogo in cui ci si trova con un’indimenticabile esperienza multisensoriale”. I collaboratori della guida, tra cui chi scrive, hanno l’obiettivo di individuare luoghi “ per far capire ,nel tempo di un pasto, esattamente dove ci si trova e non soltanto dal punto di vista gastronomico”. Quanto è infatti bello scoprire un nuovo territorio facendosi guidare nella degustazione dagli “osti” che ne sono gli ambasciatori per il palato e per lo stomaco? Quanta può essere la piacevole sorpresa nello scoprire un piatto, un ingredienti, un prodotto alimentare che è del territorio e che il territorio identifica come proprio? Se è vero, come ormai sembra riconosciuto scientificamente, che abbiamo due cervelli ed uno è nello stomaco, allora tocca dar maggior attenzione a quello che il secondo cervello ci invita a scoprire.

Davide Biasco

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Gustus – Vini e Sapori dei Colli Berici

Data: sabato 24 e domenica 25 ottobre
Luogo: Palazzo Valmarana Braga, Corso Fogazzaro, Vicenza
Biglietto: Ingresso al banco d’assaggio comprende: calice, coupon per 8 degustazioni di vini DOC o distillati, degustazione tipicità gastronomiche. Costo 20 €.
Prezzo ridotto prenotando online su gustus.stradavinicolliberici.it e per i Soci Ais, Onav, Slow Food, Fisar, Ristoranti Che Passione. Costo 15 €.
La partecipazione alle degustazioni tematiche (previa prenotazione e fino ad esaurimento posti disponibili) non comporta alcun sovrapprezzo.
Info: www.gustus.stradavinicolliberici.it

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