Polesine illuminato con sette stelle nella guida “Ristoranti che passione”

DSC09004Il Polesine si aggiudica un’altra importante collocazione nella edizione 2016 della guida Veneta “Ristoranti che passione” curata dal giovane Vicentino Riccardo Penzo. Adiamo con ordine. La prima notizia è che è stata presentata la scorsa settimana nell’ambito della manifestazione “CosmoFood” di Vicenza la nuova edizione della guida ai ristoranti. La seconda notizia è che nell’ambito dei nuovi 36 ristoranti,  il Polesine si è arricchito di una nuova presenza perché l’osteria “Arcadia”, new entry, va ad affiancarsi ai già presenti “osteria del Gallo” di Badia Polesine, “Villa Gardenia” di Fratta Polesine, “Al Ponte” di Lusia, “Zafferano” di Porto Viro, “al Monte” di Rosolina ed “Alla Busa” di San Martino di Venezze. Secondo il selezionatore vicentino questa è l’offerta ristorativa che meglio rappresenta, a suo avviso in questo momento, la terra tra Adige e Po.  Tutto ciò premesso, è però utile capire la formula che caratterizza questa guida assolutamente originale ed unica. La settima edizione di “Ristoranti che passione”, infatti,  conferma la sua formula originale quanto interessante. Chi acquista la guida diventa socio di un circuito, membro di una community che gli permette di andare una sola volta a conoscere tutti i ristoranti in guida con l’agevolazione che nel giorno indicato, presentandosi come socio, si vedrà riconoscere uno sconto che, a seconda del locale o del giorno della settimana, potrà variare da un 20 fino ad un 50 per cento del prezzo totale del conto. DSC08990Ogni ristorante ha naturalmente una scheda descrittiva che permette di individuare immediatamente la tipologia di locale, l’offerta della cucina, la fascia di prezzo e tante altre notizie particolarmente utili unitamente ad un giudizio , necessariamente positivo, del redattore. E’ uno strumento particolarmente adatto a chi vuole andare a conoscere ristoranti nuovi, 150 in tutto il Veneto, senza dover avere il timore di trovarsi un conto che, magari, potrebbe a volte attenuare il piacere della buona cucina. Offre anche la possibilità di scoprire locali stellati che hanno accettato di accogliere nuovi degustatori con una formula promozionale. Il tutto si completa con una competizione che dura tutto l’anno nel corso della quale i soci sono inviati ad esprimere un giudizio sui locali per andare a premiare, a fine anno, una nutrita serie di categorie di attori della ristorazione. Altra novità di quest’anno è che è disponibile una guida inversione “pocket”, quasi usa e getta, magari pensata per fare un regalo: ad un prezzo molto contenuto è possibile avere accesso una volta in uno dei locali selezionati in guida.  Come prevedibile esiste anche una app smarthphone mentre tutti i dettagli sono su www.ristorantichepassione.eu.

Davide Biasco

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Tastasale, talmente buono che anche i vegetariani…

E’ periodo di preparazione dei salami. Se vi capita di imbattervi in qualche amico, normalmente non è gente giovanissima, che vi invita a fargli compagnia per degustare il “tastasale”, il ripieno del salame insaccato in giornata che non è stato utilizzato perché in più o messo da parte proprio per questa degustazione, allora cogliete l’occasione. Se siete vegetariani concedetevi una parentesi perché sarà piacevole, interessante nonché formativo cogliere la passione di chi vi ha invitato e partecipare con lui al godimento conviviale di quel cibo semplice, saporito ricco di tradizione e di reminescenze. Si cadrà come sempre sui metodi di una volta di uccisione dei maiale, ma non si fa più così e la dimensione cruenta del rito risulterà sbiadita e comunque meno accesa. Chi non ha esperienze dei riti antichi autunnali e nebbiosi della lavorazione del maiale per ricavarne tutta una serie di insaccati e derivati diversificati avrà la possibilità di fare un salto in un passato che però è custodito da alcuni “sacerdoti” moderni del culto antico. La normativa ha regolamentato le modalità di macellazione riducendo il numero di animali che possono essere lavorati per il consumo familiare ed ha forse limitato la diffusione della pratica, ma fortunatamente non l’ha cancellata. Chi vuole potrà azzardare anche sperimentazioni di abbinamenti enologici. L’amico Luciano di cui sopra ha stappato un CellariusBerlucchi 2010 perché avevamo da festeggiare e perché un Franciacorta di questo livello si riesce sempre ad apprezzarlo, ma la scelta può essere comunque molto diversificata. Questa magari potrebbe essere una rivisitazione moderna della chiusura dell’antico rito della lavorazione casalinga del maiale.

Davide Biasco

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Sold out per Eye wine shut di Meteri a villa Cagnoni

1Tanto di cappello agli organizzatori di “Eye wine shut”. 2Lo scorso week end si è tenuto presso villa Cagnoni via Gognano di Villamarzana un evento che è stato sicuramente unico ed originale. Margherita Cagnoni, ha infatti aperto le porte della bella villa di famiglia per ospitare una due giorni di degustazioni speciali rappresentate da un’ottantina i produttori italiani e d’oltralpe di vini artigianali naturali: dai biologici ai biodinamici certificati o meno. Si è trattato di tutta una proposta enologica intenzionalmente lontana dalle tecniche di lavorazione in cantina che sono normali negli approcci industriali o comunque dei grandi numeri. Ha stupito che la società organizzatrice, la veneziane Meteri, abbia saputo collocare in pieno Polesine un evento che ha radunato almeno quattrocento persone paganti e quasi tutte da fuori provincia. Azzardo addirittura a dire che localmente la notizia dell’evento è stata poco conosciuta. 3E quei pochi che, in ritardo, ne sono venuti a conoscenza sono anche rimasti fuori perché a qualche giorno dall’evento era tutto sold out! Formula quindi vincente, proposta veramente interessante, location ideale, il tutto immerso in un’atmosfera autunnale che proprio si addiceva ai percorsi degustativi proposti. I soci di Meteri, Luca Fullin e Raffaele Bonivento amano definirsi “ambasciatori del territorio” ed hanno fatto di una passione un mestiere nel commercializzare una selezionatissima proposta di vini e prodotti che devono rigorosamente rispettare una serie di requisiti che vanno dal naturale al sostenibile al territoriale. 4La risposta dei partecipanti è stata alta. Addirittura si può pensare che eventi di questo tipo abbiamo forse una location particolarmente adeguata nelle terre Polesane. Prendiamo spunto e modelliamone il successo.

Davide Biasco

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Lexus a “Vino in Villa”

Annunciamo una Partnership importante per l’imminente serata del 19 novembre al Ristorante Villa De Winckels, per degustare la Valpolicella a “Vino in Villa” e per vedere i nuovi modelli LEXUS, oltre alla Guida 2016 Ristoranti Che Passione del Veneto. Una serata che è diventata tradizione per tanti appassionati, in questa elegante cornice saranno ospitate oltre 40 tra le migliori cantine del territorio, in degustazione dalle 19 alle 23. Una gran presenza di produttori d’eccellenza, tra cui Bertani, Dal Forno Romano, Corte Sant’Alda, Marion, Latium, Ferragù, Corte Adami, Pieropan, Roccolo Grassi, Tenuta Sant’Antonio, Speri, Tommasi, Zenato, ecc… La degustazione sarà accompagnata da un buffet di prodotti tipici di qualità preparati dallo Chef. La serata sarà proposta a soli 35 €, perciò affrettatevi a telefonare allo 045/6500133. Nella piazzetta centrale inoltre sarà possibile toccare con mano l’eccellenza della gamma LEXUS, tra cui il nuovo NX, per poter vivere l’off-road con elegenza e prestigio. La stessa passione raccomandata da Ristoranti Che Passione per la buona tavola, la possiamo trovare nella qualità, proposta a tutti nel territorio da LEXUS  Trivellato Auto – Verona.

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Centocene per SlowWine

Giovedì 26 Novembre, ore 20:00

 Aperitivo di Benvenuto A M O Arena Museo Opera

Aperitivo – Conegliano Valdobbiadene Brut Cinque Grammi Malibran (Veneto)    

Stuzzicherie al banco

In Sala

 Antipasto:

Stortina Veronese con polenta e verze stufate nel lardo

Vino: Chianti Riecine 2011 Riecine (Toscana)

 Primo piatto:

Gnocchi di malga e ricotta della Lessinia del Caseificio Achille Dalla Valentina

Vino:Fiano di Avellino Exultet 2013 Quintodecimo (Campania

 Secondo piatto:

Tagliere di formaggi della Lessinia del Caseificio Achille Dalla Valentina

con marmellata di pero misso della Lessinia Presidio Slow Food

Vini: Barbaresco Castello di Verduno 2012 (Piemonte) e

Aglianico del Vulture Teodosio 2013 Basilisco (Basilicata)               

Dessert:

Fogazzin della tradizione con l’oio evo veronese

Vino: Moscato d’Asti La Caliera 2014 Borgo Maragliano (Piemonte)

Prezzo persona 33 € / Prezzo soci slow food 30 €. Per le prime 30 prenotazioni la Guida Slow Wine 2016 in OMAGGIO

Prenotazioni presso:  AMO Opera Restaurant – Vicolo Due Mori, 6 – Verona – Tel. 045 801 1482

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“Articiocco” puro sapore vegano da provare

4Il ristorante “Articiocco” di Gloria e Nico Marangon, salendo gli antichi “tre scalini” nella piazza di Cavanella Po merita assolutamente l’attenzione di qualsiasi palato curioso. Vuoi per la convincente ed un po’ pittoresca professionalità di Nico, vuoi per la fresca gentilezza di Gloria, già l’accoglienza sincera e non ostentata risulta particolarmente gradita. Ma poi il piacere è scoprire la competenza con la quale, con Fabio in cucina, vengono pensati e preparati tutta una serie di piatti rigorosamente vegani. 00Il locale (tel 3201464359 ) è aperto con questa nuova gestione da settembre e prende il nome dal ponte levatoio dell’articiocco che qui anticamente permetteva il passaggio delle barche.  2L’attenzione agli ingredienti è elevata e pari è la ricerca di proposte accattivanti. Peschiamo liberamente dal menu (nella versione degustazione particolarmente abbondante) citando una millefoglie di chips di patata S. Michele e spumetta di proteine, crema di zucca e semi di sesamo, o delle mal tagliatelle con germe di grano, crema delicata di piselli con cavolfiore sbiancato e funghi pleurotus. 3Per citare un secondo segnaliamo un tofu marinato al lime essiccato iraniano con uvetta di Corinto al rhum e mandarino all’extravergine del Garda e semi di girasole. La versione “articiocco” dell’hamburger vegano è puro sapore senza alcuna proteina animale mentre tra i dolci è presente uno stupefacente tiramisù vegano preparato con ricetta rigorosamente segreta. All’Articiocco si viene per conoscere e sperimentale una cucina non consueta, anche nelle pizze. L’attenzione al territorio la si coglie nelle verdure che sono tutte locali, al massimo vengono da Adria, nelle farine delle Barbarighe o di un antico mulino di Buttapietra di Verona, nel riso del Delta da Ca’ Vendramin. Una quindicina di etichette, tra cui anche vini biologici ed addirittura vegani (invito a scoprire con Nico quando un vino diventa vegano) garantiscono la possibilità di abbinare adeguatamente tutte le versioni dei piatti proposti. Si possono sperimentare anche alcune etichette di birre artigianali che comunque sono sempre disponibili. Suggerirei una chiave di approccio a questo ristorante anche nella ricerca delle sensazioni tattili che vengono offerte al palato dai vari piatti sempre esteticamente ben presentati. Forse la ricercatezza estetica e l’utilizzo di ingredienti non convenzionali può evocare suggestioni orientaleggianti che in modo originale si collocano un queste terre in prossimità del delta del Po. 1E per completare la conoscenza del territorio è possibile approfittare dell’ospitalità perché al piano superiore sono presenti delle stanze che rendono il ristorante anche una locanda.11

Davide Biasco

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Fenomeno di tendenza le gastronomie gourmet

Stiamo assistendo ad un fenomeno particolarmente diffuso di locali di ristoro che potremmo forse identificare come una evoluzione moderna e raffinata di quello che erano una volte le osterie. Si tratta di una serie di gastronomie che si sono allargate negli spazi e, soprattutto per l’orario dei pranzo, riescono ad offrire una scelta di piatti veloci, ma appaganti sicuramente interessante. 2 4Il punto di partenza è che questi locali sono spesso delle gastronomie, che normalmente offrono di prodotti di qualità ed a volte delle gastronomie gourmet con prodotti ricercati, non diffusi anche di alta qualità e prezzo. tra i prodotti proposti, naturalmente, i vini occupano un ruolo importante. Nelle “Guida osterie d’Italia di Slow Food” sono inseriti nella parte “pausa pranzo” per la loro comodità nell’offrire per pranzi “easy” e veloci, ma comunque garantendo un livello qualitativo minimo. Ce ne sono dappertutto, alcuni locali hanno in realtà una loro storia, altri si sono convertiti alla ristorazione, ed altri sono nati appositamente così. Il denominatore comune è un livello di competenza superiore nei gestori che commercializzano e quindi valorizzano in modo particolare i loro prodotti . Per fare solo alcuni nomi “La Casara” a Soave, “Pomo d’Oro” a Vicenza, “Dispensa Pani e Vini” a Rovato di Brescia, “Arte & gusto” a Parma, “Enoteca centrale ” a Mestrino di Padova, ma anche il Divinoh di Rovigo per la parte serale. In alcuni la location è particolarmente suggestiva o perchè collocata tra scaffalature di bottiglie di tutti i tipi, in altre la fanno da padrona i prosciutti, in altre la bellezza sta nella semplicità del posto. E’ forse una nuova tendenza che potrebbe meritare un’attenzione particolare. Sono interessanti anche le proposte di prodotti enogastronomici che sono offerti. 1 3A volte è un’occasione per scoprire pastifici, cantine, caseifici che producono eccellenze o prodotti di nicchia del territorio e che altrimenti potrebbero non essere adeguatamente valorizzati. E’ una dei tanti nuovi modi di fare ristorazione. Dai risultati pare sia anche particolarmente gradita.

Davide Biasco

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A tutta Birra…

Venerdì 13 novembre ore 20:15

Serata degustazione di birre artigianali Zago X iniziare una birra luppolata con strudel di pasta fillo con zucca e castagne, zucca in bicchiere con grissino di sfoglia e Castelmagno Dop e sformato di zucca con speck croccante. A seguire risotto con radicchio dolce di Treviso e Morlacco del Grappa Dop con una birra multicereale. Come secondo guance di manzo alla birra con purea di castagne e patate al rosmarino accompagnate da birra bionda HY metodo champenoise e x finire panettone alla birra con gelatina di birra HY e degustazione di birra scura HY metodo champenoise. Le birre HY verranno servite con magnum d’annata Costo della serata € 38,00 per persona (acqua, caffè e birre incluse) Vi aspettiamo A presto.

Osteria del Gallo -Badia Polesine – Tel 0425 594760

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Grandi vini a Villa Cagnoni Boniotti

La prestigiosa sede di Villa Cagnoni Boniotti a Gognano di Villamarzana (RO) ospiterà domenica 15 novembre la prima edizione di “Eyes Wine Shut”, evento di levatura europea che proporrà ben 67 banchi di assaggio di vignaioli artigiani di territorio provenienti da tutta Italia, oltre a Francia, Germania, Croazia e Slovenia.

Da un’idea di Antonella Casadio, l’incontro è organizzato da Andrea Marchetti, coordinatore ed anima del team Vinessum di Bologna e da Meteri, distributore con sede a Venezia di vini “naturali”, nella cui scuderia militano alcuni dei vigneron più talentuosi d’Europa.

Eyes Wine Shut accoglierà il pubblico dalle 11 alle 19 e proporrà anche tre postazioni di ristoro street food gourmet affidati ad “Estro Vino e Cucina” di Venezia, “La Stazione” e “L’Hostaria” di Castel D’Ario (MN) e “Chef in Viaggio” di Marcon (VE). I fratelli Spezzamonte di Estro proporranno inoltre un master sul tramezzino veneziano, prenotabile a parte per i soli possessori di biglietto di ingresso ad Eyes Wine Shut.

L’ingresso per la giornata di domenica alla villa cinquecentesca avrà un costo di 20 €.

Lunedì 16 novembre la stessa location ospiterà “Ambasciatori del Terroir”, evento ad invito per operatori organizzato dal solo team Meteri.

Su prenotazione sarà possibile usufruire di un servizio di collegamento tra la stazione FS di Rovigo e Villa Cagnoni Boniotti.

Ulteriori info:

https://www.facebook.com/vinessum/

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Maeli chef cup 2015

DSC_0034 DSC_0029L’innovativo format inventato e realizzato dalla rodigina responsabile della Cantina Maeli sui colli Euganei ha avuto sabato scorso un notevole successo. Con il titolo “Maeli Chef Cup” quindici ristoratori veneti erano invitati ad inventare un piatto da abbinare con lo speciale Moscato Giallo Fior D’Arancio DOCG Maeli spumante dolce di Maeli. Tutto l’evento era ambientato nel giardino all’Italiana della sugestiva Villa Vescovi a Luvigliano sui Colli Euganei nell’ambito della giornata del Fondo Ambientale Italiano. Ed ‘ stato un successo di pubblico e di piatti. I vincitori sono stati la Tola Rosa per il – Miglior Appetizer in assoluto, il ristornate Lazzaro 1915 come Premio Creatività, l’Antica Trattoria Ballotta come  Premio Rappresentazione del territorio  mentre al ristornate  Bacco d’Oro è stata assegnata una menzione Menzione Speciale .Elisa Dilavanzo, con il supporto di di Gianluca e Desiderio Bisol dell’omonima cantina Trevigiana, stanno sviluppando la ricerca di Elisa di nuove espressioni di un vitigno che ha molto da rivelare. DSC_0018Elisa Dilavanzo infatti ha voluto superare la diffusa visione del Fior d’ Arancio  quale mero vino da dessert, proponendolo invece come versatile. A giudicare i migliori abbinamenti è stata, così, una giuria – presieduta da Ettore Mocchetti (direttore La Cucina Italiana) , composta da giornalisti e opinion leader di settore che, a fine evento, hanno decretato gli chef vincitori dell’evento ospitato nella scenografica Villa dei Vescovi. Elisa Dilavanzo, Ettore Mocchetti e Silvia Ferri – property manager di Villa dei Vescovi (FAI) – hanno consegnato il Premio Miglior Appetizer allo lo chef LUCA TOMASICCHIO del ristorante TOLA RASA di Padova, che ha vinto l’esperienza emozionale di un soggiorno di due notti a Venissa, la storica tenuta nel cuore di Venezia Nativa, con cena nel Ristorante Stellato Venissa, nonché l’ esclusiva visita della Tenuta e degustazione del prezioso vino Venissa . Inoltre, ha ricevuto un Assegno di Euro 1000,00 ed una Selezione di 60 bottiglie da collezione firmate Maeli. Il Ristorante LAZZARO 1915 di Pontelongo (PD) – Chef Piergiorgio Siviero – ha ricevuto il secondo premio – “Premio Creatività” -, che consiste nella cena emozionale presso l’esclusivo Ristorante Stellato Venissa, nell’ Isola di Mazzorbo, nel cuore di Venezia Nativa, con esclusiva degustazione emozionale di Venissa ed una Selezione di 24 bottiglie da collezione firmate Maeli.
DSC_0028Infine, il Ristorante ANTICA TRATTORIA BALLOTTA – Chef Alessandro De Ruvo – ha ricevuto il terzo premio, “Miglior Rappresentazione del territorio”: un esclusivo pernottamento per due persone presso la scenografica Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia.
Il ristorante Bacco d’Oro di Mezzane di Sotto (Vr) – Chef Nicola Rossetti – ha vinto la menzione speciale della giuria ed una selezione esclusiva di Magnum Fior d’Arancio Maeli.

Purtroppo i due rappresentanti Polesanti, la Trattoria Arcadia di Porto Tolle ed il Ristorante Il Ponte di Lusia, in questa prima tenzone non sono riusciti ad esprimere le loro potenzialità anche in relazione alla disponibilità della location . ci sarà  possibilità di rifarsi nella seconda edizione di Maeli Chef Cup che si terrà ad ottobre 2016.

Davide Biasco

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