L’ Abc della territorialità alimentare Veneta

Cogliamo l’occasione per fare un veloce e breve ripasso della territorialità alimentare Veneta. Ne prendiamo in considerazione una specifica che è quella che è stata tutela dall’associazione Slow Food mediante l’istituzione dei presidi. Quelli che vengono cosi chiamati rappresentano prodotti agroalimentari, soprattutto prodotti agricoli, che sono testimonianza di un passato che rischiava di essere dimenticato e sono stati tutelati mediante un disciplinare specifico ed un gruppo di produttori che ne hanno fatto un prodotto da presidiare contro la scomparsa, insomma proprio un presidio. Il ripasso è volto a ricordare se non a conoscere quali siano gli attuali presidi Slow Food rappresentati da prodotti veneti. Ce ne sono ben 17 distinti tra formaggi, prodotti agricoli e animali da cortile. L’elenco corretto, in ordine alfabetico, comincia con Agnello d’Alpago, una tipica razza del territorio bellunese; dallo stesso territorio proviene l’Antico orzo delle valli bellunesi. Sempre di montagna, ma geograficamente distinta, è il formaggio Asiago stravecchio. La laguna di Venezia offre Carciofo violetto di Sant’Erasmo mentre ancora dai monti viene il Fagiolo giàlet della Val Belluna. Nelle corti di pianura si alleva la Gallina padovana, tipica col suo ciuffo a cappuccio, mentre l’unico prodotto che ha una valenza Polesana è il Mais biancoperla che da noi viene coltivato e commercializzato dall’Azienda Agricola Le BArbarighe di San Martino di Venezze. Ancora di pianura è il Melo decio di Belfiore mentre soprattutto dai monti Lessini o dal Monte Baldo proviene il formaggio Monte Veronese di malga. E’ invece sui monti vicentini che si produce il formaggio Morlacco del Grappa di malga. Ed è nella pianura padovana che si produce l’Oca in Onto (anche questa non distante presso a Sant’Urbano  presso l’azienda di Michele Littamè (www.michelelittame.it). Ancora dai monti veronesi della Lessinia arriva anche il Pero misso, una particolare forma di frutto selvatico, mentre è ancora Vicentino il riso di Grumolo delle Abbadesse.  E’ piacevole andare a scuriosare sul sito http://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/ le caratteristiche di tutti questi prodotti, le loro stagionalità, i produttori che li commercializzano e l’importanza nonché la portata storica degli stessi. E’ utile saper associare una valenza quando nel menu di un ristorante troviamo la chiocciolina stilizzata che identifica un presidio. Normalmente è un prodotto che costa un po’ di più perché la produzione è più impegnativa, la resa è minore e non è normalmente un prodotto commerciale che permette marginalità significative. Conoscendone il significato possiamo valorizzarne maggiormente la degustazione.

Davide Biasco

 

By |Articoli, Sponsor|Comments Off on L’ Abc della territorialità alimentare Veneta

Regalo? Tessera Slow Food per brindare alla convivialità

L’atmosfera Natalizia si tocca con mano. C’è il dubbio che sia più fatta di riti pagani che di riti religiosi o forse è una commistione indistinta dei due. In questi giorni abbiamo pensieri rivolti alle persone vicine e care che andranno a concretizzarsi a breve con varie forme di regali. A volte l’azzeccare un regalo di Natale non banale o abbastanza gradito non è faccenda di poco conto. Può essere l’occasione di fare un pensiero sull’ipotesi di regalare un tesseramento ad un’associazione che sta sempre più prendendo importanza. Stiamo parlando di Slow Food, una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno, Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti. Oggi Slow Food conta su una fitta rete di soci, amici e sostenitori in tutto il mondo, grazie e con i quali viene difeso il cibo vero che cessa di essere considerato mera merce e fonte di profitto, in un contesto di maggio rispetto per chi produce, per l’ambiente e la salute. Slow Food promuove anche il diritto al piacere del palato con eventi che favoriscono l’incontro, il dialogo, la gioia di stare insieme. Perché dare il giusto valore al cibo, vuol dire anche dare la giusta importanza al piacere, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio. Conoscere il cibo che si porta in casa, può aiutare il pianeta. Ecco perché Slow Food coinvolge scuole e famiglie in attività ludico-educative, tra cui gli orti didattici nelle scuole ed i 10 000 orti in Africa. Valorizza la cultura gastronomica per andare oltre la ricetta, perché mangiare è molto più che alimentarsi e dietro il cibo ci sono produttori, territori, emozioni e piacere. Favorisce la biodiversità ed un’agricoltura equa e sostenibile dando valore all’agricoltura di piccola scala e ai trasformatori artigiani attraverso il progetto dei Presìdi Slow Food, e con l’Arca del Gusto. Possiamo garantire un futuro al cibo vero solo se siamo tanti a difenderlo. L’idea di diventare socio Slow Food e, volendo, partecipare alla vita associativa per portare un contributo a questo sforzo planetario, può essere un’esperienza arricchente, appagante, interessante o semplicemente socialmente utile. La dimensione conviviale è rappresentata dalle opportunità dei soci di vedersi, scambiare un pensiero, bere e mangiare qualcosa e condividere assieme una la passione per il territorio, i suoi prodotti, i suoi produttori e le sue tradizioni enogastronomiche. Può essere un’idea di regalo da fare o da farsi aderendo con il modulo che si trova su www.slowfoodrovigo.it

Davide Biasco

By |Articoli|Comments Off on Regalo? Tessera Slow Food per brindare alla convivialità