#Vincitore conversare con Monteversa

Giovedì 3 Marzo

La cantina di Monteversa e l’Agriturismo Fondo Madonnina si incontrano e si fondono in una cena con degustazione. Quattro piatti accompagnati da quattro vini della cantina Monteversa dei Colli Euganei. Un’occasione per gustare una cena con i piatti che caratterizzano il territorio e che rispettano il principio dei prodotti Km 0 e degustare una selezione di vini di Monteversa, raccontate da Giovanni Bressanin e da Emanuele Pregnolato. il costo della serata, degustazione più cena, è di 25 €.

Tel. 3420484103

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Alto Adige, il “Gallo Rosso” nei masi sudtirolesi

Può capitare di sfogliare l’invitante guida ai sapori contadini dell’Alto Adige intitolata “Masi con gusto” edito dal Gallo Rosso (www.gallorosso.it). Un modo di consultarla può essere quello di  verificare quali siano i punti in comune con i nostri agriturismo di pianura. Si scopre così che esistono i “buschenshank”, dei masi di produzione vinicola in cui il vino è al 100% di produzione dell’azienda. Questi si distinguono dagli “hofschank” che invece offrono ai propri ospiti piatti di carne di produzione propria. E qui già distinguiamo tra formule diverse. Esiste poi un’associazione che è dedicata a verificare il rispetto di una serie di requisiti standard di alto livello, rispettati i quali, questi “agriturismo” di montagna si possono fregiare dell’insegna “Gallo Rosso”, una specie di certificazione di alta qualità della struttura. Le caratteristiche spaziano dal divieto di piatti precotti, all’obbligo di utilizzo per almeno il 30% di ingredienti del maso e comunque almeno per l’80% da aziende agricole dell’Alto Adige. Ma vige anche l’obbligo di offrire almeno tre succhi di frutta di produzione propria, l’utilizzo di uova di galline rigorosamente allevate all’aperto e la disponibilità di soli distillati prodotti “in casa”.  L’origine di questa tradizione enogastronomica è medievale: un ramo verde, detto “buschen”, appeso sulla porta di casa era la segnaletica che qui si mesceva vino di proprietà. La stessa cosa esiste ancora nella Venezia Giulia, dalle parti di Trieste e Gorizia dove le cosiddette “osmize “ corrispondenti alle vecchie “frasche”,  rimandano in qualche modo al Buschen suditirolese perché anche là un ramo affogliato è appeso all’ingresso dell’azienda agricola, nelle settimane concesse, per segnalare la possibilità di ospitare viandanti “assetati” (www.osmize.com). I masi sudtirolesi hanno però la concessione di semi mesi all’anno di apertura che vengono gestiti i settimane distribuite nell’arco dei dodici mesi. L’esperienza di una pranzo o una cena nei siti del Gallo Rosso è sicuramente esaltante per tutta la ricca serie di emozioni che in quei locali vengono proposte  da un “oste” che è sempre assolutamente coerente con il luogo e con i piatti che propone. Dalla comparazione emerge che i nostri agriturismo di pianura o di collina sono normalmente lontani da un tale approccio, ma, in modo costruttivo, vogliamo pensare che  il confronto può essere stimolante per il miglioramento.

Davide Biasco

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Le Terre Golose del Gastronauta

Dal 14 al 16 maggio una nuova tre giorni dedicata al cibo ideata da Davide Paolini. Grandi protagonisti il ghota degli artigiani del gusto, vignaioli, chef, pasticcieri e pizzaioli 

Cinque aree tematiche, 150 espositori selezionati, cooking show e racconti con i migliori chef nazionali. Dal 14 al 16 maggio arriva a Treviso la prima edizione di Gourmandia – le terre golose del Gastronauta, la nuova tre giorni dedicata al cibo ideata da Davide Paolini (fondatore del Gastronauta e giornalista enogastronomico del Sole 24 Ore e di Radio 24) dedicata alla valorizzazioni dei giacimenti gastronomici scoperti dal Gastronauta.

Luogo scelto per l’evento sono gli spazi dell’ex Filanda di Santa Lucia Piave (Treviso), dove a ricordare l’attività manuale della filatura dei tessuti ci sarà la presenza di tanti artigiani del gusto: panettieri, pasticceri, salumai, casari, cioccolatieri, vignaioli provenienti da tutta Italia. Un racconto artigiano che sarà anche occasione di dialogo alla presenza dei Maestri della più alta gastronomia del paese tra cui Gualtiero Marchesi, Iginio Massari, Renato Bosco, Davide Oldani. E sarà proprio Oldani, il sabato, a dare il via alla manifestazione con la sua presenza all’apertura. La domenica si continua con Massari che si farà portavoce dell’arte della pasticceria, mentre il lunedì sarà la volta di Marchesi per il mondo dell’alta ristorazione, e di Bosco, Pizzaricercatore di Saporè, a cui si aggiungeranno altri nomi prestigiosi.

Negli spazi della fiera il programma sarà diviso in cinque aree tematiche: una dedicata ai produttori artigianali, dove troveranno spazio piccole e medie aziende da tutta Italia e anche con qualche presenza straniera; una zona riservata al vino con la selezione delle migliori cantine nazionali e la partecipazione di cooperative sociali; uno spazio esterno per le specialità regionali del cibo di strada; una zona per incontri, approfondimenti e laboratori; un’area show cooking con ospiti della più alta cucina nazionale.
L’evento sarà aperto al pubblico. Ingresso a pagamento.
Info: gourmandia.gastronauta.it | info@gastronauta.it

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Oca in Onto

Giovedì 17 Marzo 2016, ore 20:00 Ristorante AMO

Antipasto:                                                        Bruschettina e salumi del Monte Baldo

Primo piatto:                                                   Tortelloni con sfoglia di amarone ripieni di Monte Mezzano

Secondo Piatto:                                               Oca in Onto – Presidio Slow Food

Dessert:                                                             Cupola di cioccolato con mousse di Passion Fruit

35 € a persona

www.ristoranteamoverona.com

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Le condotte di Slow Food ramificazione organizzata

Slow Food e le sue condotte. E’ utile sapere come si ramifica a livello locale l’organizzazione di Slow Food in modo da conoscere quali sono le modalità e le possibilità di partecipare alla vita associativa. L’associazione è infatti organizzata localmente in condotte, una specie di delegazioni locali con a capo in fiduciario (non un “condottiero”). Le province con più soci hanno anche più condotte. Se nella provincia di Rovigo ad oggi se ne conta solo una, a livello regionale veneto ce ne sono ben 23! Ogni condotta tiene i rapporti col territorio di riferimento ed organizza i momenti di promozione della cultura e dei valori propri dell’associazione in collaborazione con i produttori del territorio e, naturalmente, i ristoratori. Le condotte possono poi, avere una loro vetrina sul web nella quale danno visibilità di tutta l’attività svolta che poi può venire ripresa nel sito regionale www.slowfoodveneto.it. Gli associati possono prendere parte attiva nella vita della condotta conformemente al tempo che hanno a disposizione, le inclinazioni e le competenze personali possedute. Le attività spaziano dall’organizzazione dei corsi sotto forma di master, alla creazione di aggregazione di produttori che hanno interesse alla valorizzazione di specialità del territorio, all’organizzazione di eventi degustativi o conviviali di forte valenza territoriale per la valorizzazione di tutto quello che il territorio può esprimere soprattutto a tavola. Sono poi presenti altri progetti educativi come per esempio  gli “Orti in condotta” nei quali Slow Food è in grado di offrire dei format per le scuole elementari e medie per permettere ai bambini ed ai ragazzi di vivere l’esperienza di coltivazione di un orto in prima persona e direttamente sui campi in modo integrato col percorso scolastico. Spesso le condotte locali sono coinvolte in iniziate di altre associazioni e di attori del territorio per sostenerle, patrocinarle  o comunque, offrire un supporto quando i valori promossi sono gli stessi dell’associazione. LA condivisione da parte di chiunque sia interessato può essere sostenuta con la semplice iscrizione ed associazione a Slow Food utilizzando all’indirizzo www.slowfoodrovigo.it . Si può comunque anche prendere parte attiva alle attività a cominciare dalla prossima assemblea di condotta che si terrà in data e sede ancora da definirsi comunque entro il mese di marzo.

Davide Biasco

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Casaria cheese Venice

Casaria cheese Venice, si terrà a Venezia i giorni 20, 21 e 22 febbraio. Parte organizzativa della manifestazione sono le delegazioni Onaf venete e quindi anche la nostra che contempla Rovigo, per cui vi invito a partecipare, magari in occasione della conferenza-degustazione che presenterò il 21 alle ore 17,30. E’ un’occasione per fare un giretto alla città Lagunare. (programma http://www.casariavenezia.it/programma/).

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Calmiere Opera Prima

Venerdì 19 Febbraio, ore 20:00

Regista e narratore Carli detto “Balena” memoria storica della Società Cooperativa “Al Calmiere sul vino”. Due ore di storia e aneddoti nno segnato un’epoca di vissuto in piazza San Zeno.

Polenta lardo e sopressa;

Bollito misto con pearà;

Caffè, vino e acqua.

25€ a persona

Indispensabile la prenotazione

Ristorante Al Calmiere – Piazza San Zeno 10 – tel 045 8030765 – www.calmiere.com




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Amo Opera Restaurant, eleganza e buon cibo nel cuore di Verona

6Chi ha visitato l’ultima importante mostra pittorica di Verona dedicata a Tamara de Lempicka probabilmente lo ha visto se non addirittura lo ha sperimentato. Proprio dentro le antichissime mura del Palazzo Achille Forti all’interno del Museo della Fondazione Arena di Verona, dedicato alla creatività operistica italiana, in pieno centro di Verona (vicolo due mori – corso S. Anastasia – 045 801 1782 -www.ristoranteamoverona.com – chiuso la domenica) sono infatti allestiti gli spazi del ristorante AMO Opera Restaurant. 1

Il locale è elegante ed accogliente tanto che qualcuno si fa ingiustamente intimorire dalla location temendo si tratti di un ristorante particolarmente esclusivo. Tutt’altro: Pietro Battistoni, ristoratore di lunga esperienza della piazza scaligera, ha affiancato all’altro suo storico locale,“il Calmiere”, una nuova iniziativa imprenditoriale che ha preso il via lo scorso mese di settembre. 5Un ristorante pensato per i Veronesi che permetta anche a chi non lo è di cogliere il piacere della tavola come qui lo si interpreta. Soffitti alti, arredi che rimandano all’Arena ed alle sue manifestazioni operistiche, un clima accogliente senza ardite sofisticazioni, un direttore di sala premuroso ed una coppia di valenti e giovani chef in cucina. Questi sono gli ingredienti di questo ristorante che, alla ricerca di definire una sua “anima” ben definita, permette di soddisfare, senza far soffrire il portafoglio, palati che amano la buona cucina sia fatta di carne che di pesce. Pietro, esperto conoscitore di vini, lancia poi l’interessante proposta di valorizzazione del territorio non solo mediante alcuni ingredienti della cucina o alcuni piatti, ma in modo particolare con i vini. Si sa che il veronese è terra di eccellenza per il nettare di bacco. Forse la provincia italiana con il maggior numero di DOC (interessante andarci anche per scoprire la nuova DOC Garda) Verona sicuramente permette una scelta vastissima. Ma la proposta del ristoratore è quella di valorizzare anche i prodotti di punta delle note cantine sociali del territorio in modo da permettere al cliente di bere bene, senza doversi confrontare con le ansie generate dai prezzi delle etichette blasonate che a volte sono particolarmente alti. 2Valpantena e Soave sono, per esempio, due nomi che sono qui rappresentati con ambasciatori di tutto rispetto. Il centinaio di etichette disponibili permettono comunque di scegliere tra molte proposte per abbinare qualsiasi piatto in modo particolarmente felice. Anche gli champagne hanno in questo ristorante ambasciatori di sicura soddisfazione. Per citare alcune proposte di piatti citiamo il fagottino di pasta fillo con uovo tartufato in fonduta di porri e spuma di grana, ma anche le capesante scottate su crema di zucchine. 3Tra i primi si segnalano un riso venere con gamberi e pomodorini al timo, ma anche i bigoli con le sarde del lago di Garda. Tra i secondi il filetto di manzo con il locale amarone o il trancio di tonno in crosta di sesamo e pomodorini confit per concludere con una pasticceria che offre la cupola di cioccolato con mousse di passion fruit e coulis di lamponi o anche un vulcano di cioccolato con mousse di mentuccia fresca. Possiamo concludere sostenendo che l’ AMO Opera Restaurant si presenta in sostanza con un menu tutto sommato contenuto, meticoloso negli ingredienti, concentrato sulla preparazione, attento al servizio come anche all’abbinamento con i vini.

Davide Biasco





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Quando la scienza si mette a tavola

Restano poco più di un paio di settimane, ma è ancora possibile andare a visitare, e sicuramente merita dedicarci un po’ di tempo, la mostra “Food – La scienza dai semi al piatto” che a Padova è ancora aperta negli spazi del Centro culturale San Gaetano, in pieno centro, in via Altinate nell’ex tribunale cittadino, fino al prossimo 28 febbraio. E’ vero che dopo sei mesi di Expo una vetrina sul cibo potrebbe forse essere snobbata, ma lo spessore del curatore, Dario Bressanini (autore di diversi testi “rivelazione” sul cibo) e l’attenzione didattica divulgativa dell’esposizione meritano una passeggiata nel pur bel centro patavino. Tanto per offrire alcuni spunti può essere interessante vedere da vicino come funziona la moka dell’appena defunto Renato Bialetti , l’omino coi baffi che ha portato in tutte le case il modo ancora attualmente più diffuso di preparare il caffè italiano. E’ uno dei diversi esempi di illustrazione di funzionamento della fisica degli elettrodomestici che è proposta in modo molto didattico nell’esposizione. Ma è suggestivo anche produrre da soli ed annusare immediatamente l’olio ottenuto dalla spremitura delle noci o delle nocciole oppure scoprire come si legge il codice identificativo che viene riportato sulle uova e capire quante informazioni utili per il consumatore vi sono racchiuse . Ai cuochi provetti o meno sarà capitato di produrre una maionese che “impazzisce”, ed è proprio qui che il fenomeno può essere compreso facilmente nelle sue peculiarità chimico fisiche. Questa parte della mostra potrebbe essere intitolata “la fisica applicata al preparare il cibo” perché il concetto ben rende l’idea di una delle sfaccettature dell’esposizione. Contenuta, agile e molto comprensibile si offre sia ad un pubblico molto giovane che ad un pubblico adulto. Per chi non ha ancora letto i libri di Bressanini può essere sicuramente una visita interessante (www.mostrafoodpadova.it).

Davide Biasco


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Bollicine, con il Durello c’è un nuovo gusto

C’è un sorvegliato speciale nel panorama dei vini a metodo classico. Siamo abituati ai Franciacorta ed anche ai Trento DOC, ma c’è qualcosa che si sta avvicinando progressivamente alla conoscenza diffusa del pubblico e che si prevede si ritaglierà uno spazio a sé stante ben identificato. Stiamo parlando dello spumante durello ottenuto con il metodo classico. Geograficamente la zona di produzione della durella, il vitigno con cui viene prodotto, è rappresentata dalle colline del monti Lessini tra Verona e Vicenza. Un consorzio apposito ne tutela la provenienza (www.montilessini.com), ma sono le caratteristiche organolettiche di questa specifica produzione che stanno destando un interesse particolare. Se sul territorio sono presenti circa una trentina di cantine che lo producono, tre si distinguono un modo particolare per la qualità del nettare prodotto ed una in particolare ha l’audacia di proporre e sostenere stimolanti sfide comparative. Stiamo parlando dell’Azienda Agricola Marcato di Roncà nella provincia di Verona (www.marcatovini.it) che questa settimana ha pensato di valorizzare il proprio spumante mediante un gioco comparativo tra Franciacorta, durello metodo classico ed una serie di Champagne rappresentativi di diversi modi di sentire d’oltralpe. Interessante, a momenti intrigante, appassionante e globalmente avvincente è stata la degustazione guidata da Nicola Frasson della guida del Gambero Rosso presso il Golf Club dei Colli Berici. Vitigno autoctono, pur non distinguendosi per un profumo particolarmente spiccato, la durella di contro presenta un alto grado di acidità che garantiscr un vino di lunga durata. I tre anni di base del Lessini DUrello Marcato 36 mesi hanno ben retto il confronto con i corrispondenti competitor scelti in questa fascia. Forse ancora di più Marcato AR 2006 che non ha mostrato alcun segno di cedimento pur con il suo decennio suonato di invecchiamento! Vino a volte scontroso, con doti di mascolinità, con una nota di amaro finale il durello metodo classico rivela un vino che non vuole essere “piacione”. Aspettiamo che se ne parli sempre di più ed andiamo a conoscerlo anche dai produttori.

Davide Biasco

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