Eco-menu a Ca’ Vendramin tra design e Slow Food

Si avvicina la fine di giugno e con tale data anche l’evento che anche Slow Food Rovigo sostiene nella sua primissima edizione. Parliamo della Eco Design Week che l’associazione In Villa Angeli ha organizzato il prossimo 23 – 25 giugno. Si tratta di una rassegna di eventi localizzati sul Delta del Po che hanno per tema la sostenibilità vista dal punto di vista del design. E’ così, quindi, che accanto ad una serie di conferenze, seminari, laboratori ed incontri che si terranno presso la suggestiva sede di Ca’ Vendramin si affiancherà uno spazio espositivo di opere, oggetti, ed idee realizzate nell’ottica dell’ecologia e della sostenibilità presso l’Eco design center di Porto Viro. I temi trattati spazieranno dall’ambiente al  design, al turismo, passando per l’industria eco-sostenibile, la · green economy, l’ architettura, il food ed il benessere. E visto che sul tema dell’alimentazione Slow Food è sensibile, allora la condotta di Rovigo ha deciso di supportare l’iniziativa nei modi che gli sono propri. In quest’ottica, accanto al seminario tenuto da Lorenzo Berlendis, vice presidente nazionale nella giornata del 25 giugno, infatti, si è studiato una particolare proposta di eco – menu che con il quale si stanno coinvolgendo i ristoratori del Delta e dintorni al fine di offrire una risposta de gustativa ai partecipanti all’evento che sia coerente con i temi trattati, sostenibile dal punto di vista degli ingredienti e della preparazione, e testimonial del territorio del Delta del Po e dei suoi attori del cibo. L’ECO MENU’, inteso come pasto eco-sostenibile, filo conduttore tra i luoghi della manifestazione e i ristoratori del Delta si comporrà di 3 piatti, rappresentativi locale che li suggerirà, delle sue specialità e delle sue predilezioni. Le principali materie prime utilizzate saranno locali, di stagione, tendenzialmente fresche, ma sicuramente non trattate con sostanze chimiche. I piatti avranno un legame con la tradizione, e saranno oggetto di una presentazione proprio da parte del ristoratore. Questo particolare menu, per dare ulteriore risalto,  sarà servito su piatti biodegradabili per esaltare tangibilmente il concetto di sostenibilità. Infine ogni cliente sarà messo a conoscenza che, per ogni piatto servito dell’eco menu nel periodo della manifestazione, il ristoratore donerà a Slow Food Rovigo un contributo di un euro che sarà interamente devoluto al grande progetto Slow Food per i 10.000 Orti in Africa, lanciato alcuni anni or sono da Carlo Petrini. Il laboratorio 2016 di questa manifestazione che segna, tra l’altro, il riconoscimento Unesco come Riserva della Biosfera del Programma MAB, il   sarà l’edizione “pilota” di un evento che ci auguriamo abbia successo duraturo fin da subito.

Davide Biasco

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La battaglia degli Slow Food al “Piretonemosca” di Treville

Per chi non lo conosce, la parola “PIRETONEMOSCA” non rappresenta un curioso scioglilingua, ma il nome di una interessante Osteria che a Treville di Castelfranco Veneto (tel 0423 472751) offre una cucina di ingredienti biologici. L’attualità di questo locale è, in questo momento, determinata dal fatto che la sera del prossimo 30 aprile sarà lo scenario dove avrà luogo una particolare tenzone. Si terrà infatti durante quella cena la premiazione del Premio Mais Biancoperla 2016 “se mi cucini mi conservi”, il 2° Concorso per il Miglior Cuoco Giovane delle Osterie d’Italia del Veneto e dei locali veneti aderenti all’Alleanza Slow Food dei Cuochi. Si tratta di una competizione culinaria nell’utilizzare tra gli ingredienti il Mais Biancoperla e la Gallina Padovana (Presidi Slow Food) organizzato dalla Condotta Slow Food della Castellana ed il Presidio Mais Biancoperla In collaborazione con Slow Food Veneto.

Si tratterà di un’interpretazione dei due presidi in una ricetta a scelta tra antipasti, primi, secondi e dessert. I due Presidi saranno protagonisti tra gli ingredienti principali, rigorosamente tutti di stagione e tipici del territorio, del piatto realizzato.

AI vincitori  saranno conferite delle opere realizzate dai Maestri Franco B. “Spada”, Fabio “Bajo” e Tony “Louia” . E’ un’iniziativa al suo secondo anno che ha già visto nel 2015 un’edizione partecipata e che in questa edizione è ancora meglio calibrata. Il premio mette insieme la valorizzazione di due presidi Slow Food che hanno ancora spazio per farsi conoscere e valorizzare, la voglia di un gruppo selezionato di chef “under quaranta” del circuito delle osterie di Slow Food di sperimentare e sfidarsi in un contesto stimolante anche dal punto di vista culturale. E in tutto questo c’è anche una promozione dei vari locali, della simpatica location della serata finale che è tutta da scoprire e di alcuni prodotti, vini compresi, che completano l’iniziativa. La partecipazione per degustare e scoprire i vincitori è condizionata solo dal numero di posti disponibili.

Davide Biasco

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#Ti Mangio con gli Occhi

Venerdì 6 Maggio

Una cena speciale organizzata dallo storico chef Luciano Tona, ex direttore didattico della Scuola Di Alma, e da Cristina Giacomelli, cuoca e formatrice.

Insieme con lo chef Silvia Moro propongono questo evento a sostegno del progetto #Ti mangio con gli Occhi.

La cena è una delle otto cene itineranti in Italia, pensate e realizzate per un progetto in favore delle famiglie colpite dall’Alzheimer.

Durante la serata saranno esposti dei modelli di occhiali e coloro che lo desiderano potranno acquistarne un paio e sostenere in questo modo le famiglie in difficoltà economica, impegnate in questa difficile malattia.

In allegato il comunicato stampa del progetto.

 

Fiduciosi in una diffusione di tale iniziativa, porgiamo i più cordiali saluti

Famiglia Moro

 

 

Hotel Ristorante Aldo Moro

Via G. Marconi 27

35044 Montagnana -PD-

Tel 0429/81351 Fax 0429/82842

P.IVA – C.F. 00283750289

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Olio extravergine d’oliva: ecco la Dop “Veneto Euganeo-Berico”

olivetoNon è molto distante da noi l’esperienza che,  guidati da una vera passione, ha condotto un gruppo di coltivatori alla produzione di un olio extra vergine di oliva di alta qualità che si sta sempre più affinando. La scorsa settimana è stata l’occasione di celebrare imbottigliamento dell’ultima annata del nuovo olio “DOP Veneto Euganei e Berici del consorzio degli Olivicoltori Berici Associati. WP_20160407_008La DOP dell’olio dei “Veneto Euganeo–Berico”, che prende il nome di Delfo, è il fiore all’occhiello della produzione locale. Il tutto nasce una quindicina di anni fa dalla passione del presidente della Proloco di Nanto, Luciano Penzo, che decide di avviare la piantumazione di una serie di cultivar di olio al fine di individuare le più idonee per il territorio collinare berico. L’iniziativa nel tempo vede il coinvolgimento di sempre più produttori di olive locali finchè, progressivamente, la qualità dell’olio diventa molto alta. Ad un certo punto diventa tale da meritarsi la Denominazione di origine protetta, ma non finisce qui. La passione si fa quasi ossessione per la qualità per cui si decide di non andare mai al di sotto di alcuni parametri qualitativi per cui l’olio Delfo diventa un blend attentamente prodotto di anno in anno slla base di quanto i vari conferitori riescono a produrre a livello qualitativo. Il consorzio, con le sue circa duemila bottiglie prodotte all’anno, non ha ancora la forza di avere un suo frantoio per cui il nettare verde è prodotto nella spremitura dei frutti presso alcuni frantoi in area euganea e berica. La qualità del prodotto attuale è dichiarata anche dall’ultima guida Slow Food per gli olii extravergini che lo seleziona tra i primi tre a livello regionale e come tale merita di essere conosciuta da tutti appassionati. Il consorzio effettua la vendita direttamente nella sede di Nanto, ma anche i singoli produttori commercializzano ed illustrano quanto prodotto. Una gita sui Colli Berici a questo punto è particolarmente opportuna ( www.colliberici.it) , ma a condizione di aver visitato il sito www.olibea.it ed essersi preparati anche ad andare a vistare qualche singolo produttore. E magari anche ad andare a conoscere la splendida location dove si è tenuta la presentazione presso l’agriturismo Le Vescovane sui monti di Longare ( www.levescovane.com ): una cucina ricercata e di territorio tutta da conoscere.

Davide Biasco

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Slow Food Day

Sabato 16 aprile(ore 18.00 – 20.30) festeggiamo i 30 anni di Slow Food nel modo migliore. Il tema di quest’anno è Voler bene alla Terra: un ponte ideale con Terra Madre Salone del Gusto che ci attende a Torino in settembre.

La nostra Condotta festeggia con i Venerdì della Terra, all’Agriturismo Monte Scala di Taglio di Po, dove ci accoglierà Emanuela Parolini.

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A Lusia il profumo della freschezza, primo agriturismo vegano in polesine

DSC_0004 E’ forse il locale che si può vantare come storicamente il primo agriturismo completamente vegano in tutto il Polesine. Questa è una delle chiavi di lettura da utilizzare nell’andare a conoscere “il profumo della freschezza “ dei fratelli Maggiolo, Renato nel ristorante e Francesco nell’orto didattico “ultra biologico”. DSC_0035Il ristorante è stato ricavato dal restauro della barchessa di una grande fattoria ormai scomparsa del 1850. Premettiamo subito che bisogna prenotare per tempo (336 7947014 o 0425 667475 – via Provvidenza 684 a Lusia) perché la formula del weekend (aperto venerdi e sabato a cena e domenica a pranzo), il numero limitato di coperti che sono solo trentadue, il prezzo molto contenuto che continua ad essere confermato a venticinque euro anche se il menu che varia sempre, rendono a volte arduo il riuscire ad andare a conoscere quanto gli chef Giada e Denis preparano nella cucina a vista. DSC_0016Renato lo dichiara “ristorante natural vegetale”:  il 70 per centro degli ingredienti utilizzati in cucina vengono prodotti nei due ettari di orto circostante, ma è esplicita la scelta di evitare i prodotti “veg” di produzione industriale. I piatti provengono dalla tradizione contadina epurata dagli ingredienti di origine animale. Ogni serata inizia con un’apertura di Renato che, anfitrione, riceve i clienti e fa iniziare la cena tutti insieme. E’ un percorso contemporaneamente degustativo e didattico. E’ per esempio singolare la scelta che il pane sia portato a tavola in un secondo momento, per costringere  ai clienti di cominciare a degustare la centrifuga in tutti i suoi sapori e preparare lo stomaco con la delicatezza di un antipasto di verdure. DSC_0027Poi il pane prodotto con una pasta madre pluridecennale, comunque, arriva, come anche le tre etichette di vino vegano di una cantina dei vicini Colli euganei che il padrone di casa serve al tavolo con la consumata esperienza di sommelier. Ed anche qui c’è un intento educativo visto che questo vino appare sul bicchiere dopo che nello stomaco le prime verdure hanno prodotto le pectine che sono funzionali a ridurre l’assorbimento dell’alcool con buona pace degli autisti per il rientro. DSC_0029Una cinquantina di menu cambiano settimanalmente mantenendo sostanzialmente costante la struttura fatta da un pinzimonio con salse in apertura, un primo composto da una ricca varietà di chicchi di riso aromatizzato e condito in modo molto articolato. Polpettine di piselli con erbette di campo e patate al forno sono una possibile proposta per i secondi. E naturalmente non mancano i dolci vegani che possono essere una torta di pere e cioccolato senza glutine insieme con una crema di mela alla cannella. Si tratta di una cucina intenzionalmente salutista: un nutrizionista controlla gli apporti nutritivi dei menu, si evitano i soffritti ed anche la sequenza delle preparazioni da’ sempre la precedenza al crudo per poi passare al cotto. DSC_0032DSC_0014La cerimonia della degustazione si chiude con una tisana e con l’ingresso in sala dei due chef che illustrano i piatti degustati e le attenzioni nelle varie preparazioni. Una cena o un pranzo al “profumo della freschezza” di Lusia si presenta quindi anche con un percorso di educazione alimentare di tipo spiccatamente esperienziale. Per chi vuole di più c’è anche il pranzo a buffet il venerdi ed il sabato, i corsi pubblicizzati sulla pagina face book ed a breve anche il bar verde.

Davide Biasco

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Invito subdolo

“Invito subdolo, comunicazione non verbale, arte della persuasione, navigata esperienza abilmente dissimulata”: questi potrebbero essere dei titoli da scegliere per attribuire una didascalia alla foto allegata. Il motivo è presto detto. Immaginiamoci di essere a pranzo in un ristorante, magari da soli. Abbiamo appena completato di degustare un secondo e siamo serenamente convinti di aver cosi concluso il pasto. E magari alla fine siamo stati un po’ distratti da una telefonata che è arrivata a fine pasto o, come facilmente accade, da una interazione con il fedele smartphone che ci accompagna normalmente in tutti i momenti della giornata. Improvvisamente alzando la testa scopriamo che “qualcuno” ha “dimenticato” un ricco carrello dei dolci del dessert, abbondantemente provvisto, proprio attaccato al nostro tavolo. Ma proprio attaccato attaccato! Noi siamo sereni perché non l’avevamo ordinato. Anzi, avevamo già intimamente deciso che il nostro pranzo soddisfacente si poteva concludere cosi, al limite con un caffè. Ma ecco che il distratto “conduttore di carrelli dei dolci”, probabilmente richiamato all’improvviso in cucina o da un altro tavolo mentre transitava a noi vicino, avrà pensato di “parcheggiarcelo” vicino pensando di non fare danni o comunque di non disturbare. Però qui il dubbio sorge lecito: forse il ristoratore aveva già intuito che il nostro pranzo era completo ed ha voluto maliziosamente tentarci in modo silenzioso? Ecco perché il titolo “invito subdolo” potrebbe essere una didascalia adeguata alla foto. Altrimenti lo stesso ristoratore, vedendo la nostra sazietà e non fidandosi delle sue capacità di presentazione dei dolci avrà forse preferito far parlare i dolci direttamente? Forse che dietro quel conducente di carrelli del dessert si celasse in realtà un sottile esperto di pnl che sa individuare i clienti che usano un approccio visivo e parla loro con il loro specifico linguaggio: la vista? Possibile che quel carrello sia finito lì proprio per caso ed involontariamente abbia innescato in noi un grave conflitto interno tra le due decisioni contrastanti di aver già finito il pasto e quella di riuscire comunque a trovare un posticino per almeno una di quelle delizie? Pur fidandomi dell’onestà del ristoratore io ho deciso che nel mio caso era palese che si trattasse di un vero e proprio attacco strategico da oste navigato. Rassegnato ho maturato la convizione che anche il ristorante può essere scenario gradevoli offensive da dover fronteggiare.

Davide Biasco

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“Venerdì della Terra”, dallo zafferano coltivato ad Ariano alle noci di Borsea

WP_20160331_013Si vede che siamo in primavera perché sono ricominciati i “Venerdi della terra” di Slow Food Rovigo. E’ proprio per celebrare l’arrivo della bella stagione che  la condotta locale dell’associazione organizza da qualche anno una serie di incontri  di conoscenza del territorio, dei suoi prodotti e dei suoi produttori. Quello di questa settimana è stato il primo di quattro appuntamenti calendarizzati fino alle fine di maggio che vedranno le prossime puntate il 16 aprile presso un agriturismo di Taglio di Po, il 13 maggio dalle parti di Cavarzere ed il 27 maggio in Alto Polesine. Il primo si è tenuto a San Martino di Venezze presso l’azienda agricola Le barbarighe della famiglia Gagliardo. I coniugi Silvia e Leonardo hanno gentilmente ospitato l’assemblea di condotta e la serata a seguire nella quale sono stati diversi i produttori intervenuti. Sicuramente quello che ha creato maggior stupore è stato il tagliolese Gianluca Bissacco che si è presentato con le sue confezioni di pistilli di zafferano rigorosamente “made in Polesine”.  WP_20160331_011L’agricoltore ha infatti sperimentato che la silice delle dune fossili di Monti di Rivà di Ariano ben si presta alla coltivazione di questa preziosissima spezia. WP_20160331_010Un laboratorio de L’Aquila, a cui il produttore si affida per i controlli  di qualità, ne garantisce una serie di caratteristiche organolettiche di tutto rispetto. Per capire la laboriosità della coltivazione esponiamo solo due numeri: Bissacco afferma che con i suoi 27 mila bulbi piantati lo scorso anno è arrivato ad una produzione record di 172 grammi! Si proprio grammi! Non per nulla lo zafferano è la spezia in assoluto più costosa! I produttori che hanno poi preso la parola sono stati Giovanna Gioli, della famosa azienda agricola Galassa di Gavello, nota non solo per la frutta che produce, soprattutto mele e pere, ma anche per la ricca offerta di prodotti che realizza sia con quanto coltiva che con le sue abilità anche come pasticcera. Le confetture biologiche allo zenzero o al peperoncino meritano un’apposita degustazione.  Paola Zullato, orticoltrice di Bosaro, ha poi illustrato il suo modo rispettoso di coltivare la terra e della sua modalità di produrre l’ormai esaurito radicchio di busa. Infine Daniele Vallier, dell’omonimo famoso noceto di Borsea, ha illustrato tutti i prodotti e derivati che l’azienda agricola di famiglia produce lungo la riva del Canalbianco. Una degustazione di preparazioni dei vari attori intervenuti ha quindi offerto l’occasione di una chiusura conviviale, bagnata col in vino della Tenuta Carezzabella. La partecipazione ai prossimi appuntamenti è aperta a chiunque interessato, sia per conoscere l’attività dell’associazione che la valenza dei vari produttori che si presentano. Il segnare le date in agenda consultando il sito www.slowfoodrovigo.it a questo punto è d’obbligo.

Davide Biasco

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