Kobudo vegano

La nostra associazione sportiva, in occasione del Festival Vegano che si svolgerà a Lusia (Rovigo) nel week end del 17/19 giugno, organizza uno stage gratuito di Kobudo d’Okinawa, dalle ore 10:00 alle 12:00. L’evento è aperto a tutti previa iscrizione. L’occasione di provare la maniera di usare il Bo di Okinawa. Alla fine dell’evento, è possibile rimanere a pranzo ( naturalmente Vegano) con prenotazione obbligatoria.

Tel. 347 5923917

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i Venerdì della Terra

Venerdì 27 Maggio, ore 18:0 – Ristorante Corte Vallona, Castelnovo Bariano (RO)

Terra Madre Salone del Gusto è il più importante evento internazionale dedicato alla cultura del cibo:
appuntamento a Torino, dal 22 al 26 settembre. Una grande manifestazione fatta di esperienze diverse: il Mercato, con espositori dai cinque continenti, i Laboratori del Gusto (il format originale creato oltre 20 anni fa da Slow Food per far conoscere al pubblico le grandi storie del cibo), i tanti appuntamenti dedicati alla ricchezza enogastronomica del mondo, i cibi di strada, l’Enoteca, le conferenze per ampliare i punti di vista sul mondo dell’alimentazione, i Forum delle comunità del cibo, i numerosi spazi d’incontro e molto altro, per voler bene alla terra e scegliere consapevolmente il futuro del cibo.

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11° edizione di Golf&Gusto Cup 2016

Parte il 4 Giugno al Golf Brianza  la prima tappa de circuito di 15 gare presenta dal magazine Golf&Gusto

Il golf è un gioco piacevole, aperto a tutti gli amanti dello sport all’aria aperta, coinvolge con i suoi bellissimi  percorsi inseriti in aree di verde che rilassano.

Da tanti e tanti anni Golf&Gusto, il periodico degli amanti del gusto della vita,  pone in questo mondo la sua filosofia “ il gusto del gioco, il gioco del gusto” legando quindi alla piacevolezza dei paesaggi quella del poter degustare ottimi prodotti e, seguendo le rubriche del giornale, ecco inserirsi sempre più l’idea di benessere, di piacere e per ll gusto, come sempre, di informazione e conoscenza.

Quest’anno quindi tante novità proprio in questo ambito. Dal Davenbike Method per avere benefici all’apparato cardiovascolare, lavorando sulle braccia, idoneo per entrambi i sessi, al Fedua, solo per signore, dove potrete scegliere gli smalti dai colori più nuovi per le vostre unghie e farvi fare le mani dopo il gioco,

al sevizio di ricarica Pradella Sistemi per i vostri dispositivi phone e tablet.

E poi…. sorprese negli assaggi sempre interessanti.

Desiderate scegliervi un viaggio golf, da noi si potrà fare.

15 circoli, in alcuni anche le cene di degustazione per scegliere quale dei Ristoranti del circolo si merita il Golf&Gusto Award, e poi… alcune gare con formula Pro&am per vedere e premiare i migliori Gourmet, quelli che, oltre ai ferri e drive, sanno destreggiarsi con pentole, prodotti e creare un buon piatto.

A tutti gli amici golfisti e non comunichiamo che mancano pochi giorni per il primo evento 2016 di Golf&Gusto Cup.

Dal 4 giugno al Golf Brianza parte la prima gara.

Come abbiamo detto grandi novità e non solo per le signore, ma anche per tutti coloro che desiderano mantenersi in forma, sempre pronti a giocare meglio.

Come sempre le degustazioni di prodotti interessanti abbinati ad un buon bicchiere, ma non solo, le sorprese sono molte quindi vi aspettiamo numerosi… anche con green fees interessanti!

Chiramente i premi sono sempre tanti anche a sorteggio.

Contattateci vi riserviamo la partenza. info@golfegustospecialevents.it

Golf&Gusto www.golfegusto.it

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Buon pesce, bollicine… e rondini

DSC09082Le rondini sono tornate nel loro nido sotto il tetto del ristorante la Taverna al limitare della pineta di Rosolina Mare. La si può interpretare anche così la partecipata serata di degustazione che lo scorso giovedi si è tenuta nell’ampia sala del ristorante rivierasco. Il patron del ristorante, Maurizio Penzo, da anni protegge gelosamente un nido di rondini sotto la veranda del suo locale che poi tutte le primavere si anima accogliendo gli uccellini migratori. DSC09064La figlia Francesca, seria ed appassionata sommelier, ha così organizzato una serata didattico conoscitiva di celebrazione delle rondini con le bollicine del durello metodo classico. Con il titolo “pesce e bollicine” è stato infatti preparato un menu attento e ricercato che è stato abbinato a quattro etichette della cantina Fongaro, prima cantina biologica del Veneto e specialista assoluta del durello in purezza. La serata ha avuto connotati didattici perché i numerosi convenuti hanno avuto la possibilità di chiarire dalla voce diretta del produttore Matteo Fongaro la fondamentale differenza tra il metodo charmat con il quale si ottiene il prosecco dal metodo classico con il quale in Francia si produce lo champagne mentre in Italia si producono gli spumanti che vanno dalla Franciacorta al Trento DOC. DSC09068  Da alcuni anni si sta però ritagliando un proprio spazio anche uno spumante metodo classico prodotto da un vitigno dell’area di confine tra Vicenza e Verona: la durella. La caratteristica di quest’uva è data da una elevata acidità che, come tale, ben si presta a vini bianchi importanti destinati a maturare.DSC09070 Ed e’ per questo che risulta tanto interessante quanto sorprendente lo spumante Durello metodo classico nelle sue versioni brut o pas dosè che nella serata di degustazione col pesce sono risultati particolarmente azzeccati e graditi. Tanto per chiarire, questi vini restano in bottiglia tre anni prima di essere posti in commercio: tutta un’altra storia rispetto al più dignitoso dei prosecchi. L’abbinamento dello chef Sandro Creuso con i piatti è stato particolarmente felice. L’aperitivo di durello e manzoni bianco ha accompagnato una selezione di antipasti tra i quali dei cubetti di polenta sormontati da uno spumeggiante baccalà mantecato. Le portate a seguire sono state una combinazione di semplicità degli ingredienti e di elaborazione delle preparazioni. Una fantasia di verdurine e calamaretti fritti su crema di mais bianco perla è stata accompagnata da un durello brut in purezza. DSC09077La famosa “lisetta in valle”, piatto ideato proprio presso questo ristorante e già premiato per il sapore ed la valenza territoriale (la lisetta è una patata autoctona di Rosolina) ha trovato nel durello Pas Dosè, quindi con una limitata presenza di residuo zuccherino, la sua più felice combinazione. Ed infine un dosaggio zero di ben settanta mesi di invecchiamento ha ben sostenuto ed accompagnato uno sgombro incamiciato con il porro ed accompagnato da una crema di monte veronese stagionato. C’è di buono che i piatti, anche quelli creati appositamente per l’evento, resteranno sul menu proposto dal ristorante per tutta la stagione che si sta aprendo (via strada sud 204 – tel 0426 68194). E parimenti si potrà continuare ad avere la possibilità di degustare le varie etichette di Durello metodo classico prodotto in purezza magari guidati dalla gentilezza professionale di Francesca.

Davide Biasco

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Il nuovo “biologico” si chiama Piwi

Piwi: non sono un frutto esotico nuovo, ne un simpatico animale scoperto recentemente in Nuova Zelanda. Stiamo parlando di viti, di una particolarità di viti che sono particolarmente biologiche. Per capire la portata di queste piante così chiamate mandiamo il pensiero a tutto il lavoro che è necessario fare in vigna in questo periodo soprattutto in relazione alle precipitazioni. Pioggia per un vigneto significa automaticamente pericolo di funghi e muffe e per scongiurare questo rischio l’agricoltore interviene prontamente e ripetutamente con interventi chimici volti a prevenire qualsiasi conseguenza spiacevole. Anche nelle coltivazioni biologiche non si può farne a meno ed il solfato di rame è un prodotto ammesso ed accettato in qualunque tipo di viticoltura biologica. WP_20160430_005In una stagione i trattamenti possono arrivare a dodici o quindici per assicurarsi una vendemmia adeguata a tanto lavoro. Ma proprio non se ne può fare a meno? Proprio no, a meno che si sperimentino le viti ibride. Con Piwi, acronimo di Pilzwiderstandfähig, cioè i vitigni resistenti ai funghi,  si intende proprio questo vitigno ibrido. Risultato di decenni di incroci da piante sempre più resistenti, sono quanto ad oggi è disponibile in agricoltura per poter coltivare le viti limitando il più possibile l’impiego di prodotti chimici. Werner Morandel, della tenuta Lieselehof e presidente dell’associazione vignaioli indipendenti dell’Alto Adige, è riuscito a limitare i trattamenti coltivando una serie di VARIETÁ DI VITE RESISTENTI ALLE CRITTOGAME nei suoi ampi appezzamenti ai piedi del lago di Caldaro nei pressi di Bolzano. Questi nuovi vitigni, inoltre  prendono anche dei nuovi nomi:  Bronner, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Gamaret, Helios, Muscaris, Johanniter, Prior, Regent e Solaris. Per la maggior parte sono di origine tedesca perché è storicamente la Germania il Paese più attento alla selezione dei Pilzwiderstandfähig, ma sono coiltivati anche in Austria ed in Svizzera. I vini risultati sono di tutto rispetto e dal punto di vista organolettico sono quanto di più interessante si possa scoprire. Normalmente vengono vinificati in termini qualitativamente elevata e sono tutti da scoprire.

Davide Biasco

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Vulcanei

Un appuntamento unico nel suo genere nel cuore dei Vulcanici Colli Euganei che il 21 e 22 maggio unirà, nella splendida cornice del Castello del Catajo di Battaglia Terme (PD), oltre 60 produttori da 17 territori vulcanici sia italiani che esteri.

Sarà un momento speciale durante il quale appassionati e addetti del settore potranno degustare dei vini unici e inconfondibili grazie alle peculiarità del terroir in cui vengono coltivati.

Tra le cantine in degustazione ci sarà anche Maeli splendida realtà di Elisa Dilavanzo, con la sua collezione di vini che prendono vita in questo magnifico terreno di origine vulcanica.

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Il Mannocchio incontra il “Toscano del Presidente”

Venerdì 27 maggio 2016 è la data definitiva in cui ci ritroveremo tutti assieme alla “Mannocchio Evening” primaverile, ospitati dall’elegante ambiente del ristorante ALICANTO nel cuore di Rovigo. La raffinatacuisine dei nostri partners ristoratori ha predisposto un menu magistrale accompagnato da vini prestigiosi. I cultori del Toscano saranno accolti da un morbido ma vigoroso “Antica Tradizione” e potranno assaporare a fine serata un Toscano d’eccellenza assoluta, tra i più apprezzati dai veri intenditori ed appassionati: il “Presidente”, di lunghissima stagionatura e totalmente confezionato a mano. Le tecniche di produzione sono le stesse utilizzate durante la prima metà dell’Ottocento dai frati del Convento di Lucca. La lavorazione di questo tipo pregiato di Toscano è sempre stata estremamente limitata e quindi esso veniva destinato solo alle autorità e ai nobili, da cui l’appellativo “del Presidente”.

MENU DELLA SERATA

APERITIVO ANTIPASTO E FINGER FOODS

Tavole d’ardesia con affettati “di casada” e formaggi con marmellata e miele
Arancini di risotti (gorgonzola e zafferano, asparagi e speck, tastasale e pecorino toscano)
PRIMI PIATTI

Paccheri ripieni di ricotta fresca e pomodorini secchi, con spezzato di cortile e topinambur
Caserecce con ragù di verdure di primavera
PIATTO PRINCIPALE

Costicine di maiale affumicate al legno di melo con patata schiacciata e punte di asparagi verdi
DESSERT

Mousse di ricotta con pere Williams e scaglie di cioccolato fondente
VINI

Prosecco DOC di Valdobbiadene millesimato (Cantina Val d’Oca)
Sangiovese Ciliegiolo Spezieri (Cantina Col d’Orcia)
Vendemmia tardiva “Rupe Re” dai Laghi del Trentino

Sede della riunione conviviale:
Ristorante “Alicanto”, Via Silvestri 19 Rovigo

Ora d’inizio aperitivo all’esterno del locale: 19.45
Ora d’inizio cena all’interno del locale: 20.30

Prezzo a persona: € 35,00

Prenotazione direttamente al Ristorante Alicanto: 0425.421008
Termine prenotazioni:  24/05/2016

Per informazioni: Tabaccheria Garibaldi (Rovigo): 0425.200275

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Il buon cibo si coniuga con il miglior blues Slow Food protagonista al festival del Delta

Blues, territorio e buon cibo: questo potrebbe essere lo slogan con il quale anche quest’anno Slow Food Rovigo sostiene e partecipa alla storica rassegna di concerti di Delta Blues. Le sonorità della 29 esima edizione spazieranno dall’1 giugno al 9 luglio dal jazz al soul, dall’etnica al rock’n’roll. La collaborazione con l’associazione del “Buono, pulito e giusto” si concretizza attraverso la sensibilizzazione ed il coinvolgimento di alcuni ristoratori del territorio che partecipano all’evento offrendo l’ennesima opportunità di degustare tradizione e stagionalità al termine degli spettacoli. L’attenzione alla gastronomia dei prodotti si è concentrata su alcuni eventi particolari. Più precisamente con la serata di inaugurazione di mercoledì 1 giugno a Salvaterra di Badia Polesine presso la Villa Valente Crocco “”Casa della cultura e della legalità” con il concerto di Fabrizio Poggi blues dal titolo “Il soffio della libertà: il blues e i diritti civili”. Al termine di questa serata la riconosciuta Osteria del Gallo ed il noto agriturismo Le Clementine offriranno un aperitivo con un buffet con i prodotti di qualità dell’alto Polesine. Il 5 giugno sarà la volta di Ian Siegal e Jimbo Mathus che saranno i protagonisti della prima Blues Cruise, la crociera-concerto nel cuore del Delta del Po, alla scoperta dei luoghi più suggestivi in cui il fiume incontra il mare. La serata si concluderà con una vera e propria cena al Ristorante Aurora di Cà Dolfin, a poche centinaia di metri dal luogo dell’imbarco. Protagonisti d’obbligo saranno i prodotti della pesca del Delta del Po: risotto di pesce del Delta, le seppie in umido con polenta con farina di mais biancoperla e le verdure degli orti di Rosolina. L’ultimo concerto con degustazione chiuderà la rassegna il 9 luglio con Doug MacLeod in una mini crociera che si concluderà con una cena al Ristorante Albergo Italia  a Porto Tolle. La versione di quest’anno, immutata l’attenzione allo spessore dei musicisti, sarà l’attenzione ai prodotti del territorio che vedranno una maggior valorizzazione rispetto alle rassegne precedenti. Sul sito www.deltablues.it tutti i dettagli.

Davide Biasco

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Pesce e bollicine

Giovedì 19 Maggio, dalle ore 20:30

Una cena di pesce accompagnata da 4 etichette dello spumante veronese.

Menu

Bruschettine di pane casereccio con pomodoro e basilico, crostini con spada e cubetti di polenta con baccalà mantecato;

Fantasia di verdure e calamaretti su crema bianca di mais;

“Lisetta in valle”

Sgombro in camicia

Sorbetto al Durello

costo a persona €38,00

La taverna, ristorante pizzeria – Str.Sud, 204 – Rosolina(RO)

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Arte, benessere e storia nel Delta del Po

Le osterie rappresentano i locali di un passato non troppo vicino che aveva tutta una serie di significati, valori e funzioni che venivano ben rappresentati nella figura del gestore del locale: l’oste. La sera del prossimo 12 maggio a Bellombra (www.slowfoodrovigo.it) la neo dottoressa Elisa Bellato illustrerà nell’ambito di un seminario organizzato presso Le Magnolie il suo lavoro di tesi che è stato quello di un progetto di recupero e valorizzazione dell’osteria “la Tona” che si trovava proprio a Papozze nei pressi di Adria. Con il titolo “Arte, benessere e storia nel Delta del Po” nell’ambito del Corso di Laurea in Decorazione-Interior Design presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia la neo dottoressa ha ipotizzato un recupero dello stabile, ancora esistente, con una finalità che era la stessa di una volta magari rivisitata nell’ottica dei cambiamenti dei tempi, degli stili di vita e delle aspettative. L’etimologia del termine osteria deriva probabilmente dal latino “hospite” e sta a rappresentare il valore di riferimento di questo luogo che è appunto quello dell’ospitalità. Normalmente legati alle zone di passaggio e di commercio, le osterie, antesignane dei nostri ristoranti o alberghi, sorsero come punti di sosta e ristoro per poi evolvere in luoghi convenzionali incontro, di ritrovo e di relazioni sociali. La parte strutturale degli edifici, spesso poveri e dimessi, non risultava assumesse un importanza particolare per il successo del locale. Era fondamentale il luogo queste dove sorgevano e alla vita che vi si alimentava. Una garanzia dell’osteria era il fatto di trovarvi immancabilmente del vino. Era l’;elemento immancabile intorno al quale tutti gli altri ingredienti giravano, soprattutto e normalmente il cibo, le camere da letto e la prostituzione. Se già nel Trecento  Bologna  contava ben 150 osterie, a partire dal XV secolo questi locali divennero sempre più numerosi, punto di ritrovo di cittadini e intellettuali, fino a ricoprire un ruolo di aggregazione e dibattito molto importante nel tessuto sociale cittadino. Oggi probabilmente l’osteria esiste ancora se esiste l’oste, quella figura di anfitrione, che accoglie, offre ristoro ed ospitalità con un misto di gentilezza ed abilità commerciale. Molto spesso trattorie e ristoranti usano la qualifica di “osteria”, ma spesso questo attributo è improprio: è solo da dentro che si capisce e si coglie se di vera e propria osteria si tratti. I tempi sono comunque mutati e le opportunità di aggregazione e ritrovo, anche virtuale attraverso i social media, si sono di molto ampliate. Sarà interessante andare a scoprire i dettagli dell’antico locale di Papozze nella serata culturale della dott.ssa Bellato.

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