Delta Blues, quando le note musicali si fondono con l’enogastronomia

Si è conclusa da poco in modo veramente esaltante l’edizione 2016 della rassegna musicale DeltaBlues. DSC_0087Anche quest’anno la collaborazione con Slow Food Rovigo si è rivelata utile e felice perché ha offerto la possibilità di coniugare e sperimentare contemporaneamente la cultura della musica, quella del territorio e quella della tradizione gastronomica. L’ultimo di una lunga serie concerti che hanno toccato diverse tappe del territorio tra i due fiumi,  è stato quello che l’ottimo chitarrista Doug MacLeod ha tenuto su un’imbarcazione della famiglia Cacciatori di Porto Tolle. Si è trattato di una crociera fluviale collocata temporalmente sul finire del giorno, all’attenuarsi della canicola solare all’affacciarsi delle prime brezze serali.DSC_0092 Imbarcato a Ca Tiepolo, un gruppo non numeroso di appassionati ha potuto assaporare le note del musicista che sotto coperta ha tenuto il suo concerto, abbinando la contemplazione estetica di una natura e di un ambiente unico e speciale, fatto di persone, animali e di elementi naturali. TramontoLa scelta del repertorio, concordata con il navigato organizzatore Claudio Curina, ha toccato, si può dire proprio così, tutte le corde di una sonorità che ha ben interpretato la maestosità del grande Fiume, la sua portata, la sua potenza pur in una apparente tranquillità. Affacciati sul delta del mare, dove le luci ed i colori mutavano rapidamente, si è rientrati per la parte culturale meno eterea e più materiale. Diversi partecipanti hanno così scoperto l’interessantissima offerta ristorativa dell’albergo Italia, in piazza a Ca Tiepolo, che ha saputo unire prodotti del territorio insieme con la tradizione della cucina. DSC_0105Cucina di pesce, naturalmente, che ha sposato le altre specialità di questo punto del Fiume che sono fatte di riso di alta qualità e di vongole e cozze che, anche al di la della stagionalità, garantiscono sempre una ricchezza di sapori.

Davide Biasco

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Il Grand tour dall’ Adriatico alle Colline Pettinate

Porto San Giorgio e Montappone propongono un weekend di esperienze con i sapori adriatici ed i copricapo dei vip Il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi “esperienziali” nato per Expo 2015, focalizza la sua attenzione sul Fermano, con un week end a cavallo tra le prelibatezze marinare e le affascinanti creazioni manuali dell’entroterra!
Dici vongola e pensi… alle Marche! E sì, perché sono proprio le Marche, con 170 km di litorale adriatico, la regione che vanta la flotta di vongolare più importante d’Italia. E per tre giorni, Porto San Giorgio si trasforma nella città della vongola! Dal 29 al 31 luglio, Vongolopolis propone un circuito di iniziative dedicato al pregiato mollusco bivalve, per gustarlo in tutte le sue innumerevoli varianti, in abbinamento ai vini marchigiani. Da venerdì a domenica, nel centro città, sarà visitabile il Villaggio Vongolopolis, che propone diverse attività dedicate alla vongola. A partire dall’Aperifish, con stuzzicherie marinare abbinate al “nettare di bacco”, rigorosamente Made in Marche. Nella giornata inaugurale, in programma anche un talk show con volti noti, accademici ed esperti di settore, per scoprire le doti e le qualità di questo straordinario frutto del “mare nostrum”. A seguire, Vongolopolis per il sociale, con lo spettacolo “Voci nel silenzio”. Per i più piccoli il villaggio Vongolopolis mette a disposizione “Moby Dick”, un’area di svago per imparare divertendosi, con tanti contenuti educativi, giochi, incontri e laboratori, degustando gli hamburger di pesce, una merenda sana e sfiziosa. Un’attività che sviluppa il progetto “Pappafish-mangia bene, cresci come un pesce”, promosso dalla Regione Marche, alla quale tiene molto Catia Ciabattoni, assessore al turismo e alla pesca del Comune di Porto San Giorgio. Nell’area portuale, regno dei vongolari, venerdì sera menù a tema proposto dallo Chef Quinto Fabiano (chalet Minonda), mentre sabato sera sarà di scena il talentuoso Nikita Sergeev (L’Arcade). Si preannuncia molto suggestiva la serata finale di domenica, con una performance teatrale “in banchina” che prevede la rappresentazione dell’Odissea” e, a seguire, la spaghettata dei vongolari, con musica e ambientazioni legate al mondo della pesca.
Per gli amanti del fashion e per i cultori dell’italian style, spostandosi nel variegato ed ordinato paesaggio che caratterizza l’entroterra fermano, la tappa d’obbligo è a Montappone, per la Festa del cappello. Dal 29 al 31 luglio un’autentica full immersion nel mondo dei copricapo, in una terra che ha fatto della lavorazione di questo capo d’abbigliamento la sua icona.
Da non perdere la visita al Museo del Cappello e all’inconsueta Mostra del Cappellaio pazzo.
Per i più curiosi ci sarà la possibilità di cimentarsi nei laboratori dedicati alla lavorazione della paglia, con la sapiente assistenza delle pagliarole di Montappone, divenute nel tempo vere e proprie star della manualità tradizionale marchigiana. Non mancheranno musiche e balli popolari, da godere degustando i piatti della tradizione locale.

INFO: 0734.225237; segreteria@tipicita.it; www.tipicitaexperience.it

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Bacco & Baccalà: tra tradizione e nuovi abbinamenti

Domenica 18 settembre 2016 torna a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (VI) Bacco & Baccalà, il banco d’assaggio organizzato da Ais Veneto e Pro Sandrigo nell’ambito della 29esima Festa del Bacalà alla Vicentina.
Dopo il successo della prima edizione, è stata ampliata la selezione di vini proposti per il loro abbinamento al Bacalà alla Vicentina. Oltre a Vespaiolo, Durello e Tai Rosso, gli autoctoni locali che da sempre si contendono lo scettro di miglior abbinamento territoriale, troveranno spazio raffinate bollicine, vini bianchi di buona struttura e rossi di medio corpo, tutti candidati all’abbinamento con il celebre piatto tradizionale. Quaranta le aziende presenti, di cui alcune estere, con 150 etichette in mescita. In programma anche una degustazione guidata di tre abbinamenti insoliti, prenotabile all’ingresso.
Bacco & Baccalà sarà aperto dalle ore 14.30 alle 20 e oltre alle sale della villa cinquecentesca, i visitatori potranno contare sugli spazi del grande parco circostante. Ad ogni ora si potrà degustare un piatto a base di baccalà: dalle 15 alle 16 Crostini con Baccalà mantecato, dalle 16 alle 17 Baccalà alla Livornese, dalle 17 alle 18 Pizza al Baccalà, dalle 18 alle 19 Baccalà alla mediterranea e infine dalle 19 alle 20 il Bacalà alla Vicentina. Inoltre, per tutto il pomeriggio si potranno assaggiare la Tartare di carne proposta dall’azienda Campogallo di Pozzoleone, il formaggio Piave Lattebusche e la piccola pasticceria di Loison.
Durante il pomeriggio la Venerabile Confraternità del Bacalà e il Gruppo Ristoratori del Bacalà proporranno una dimostrazione su come si prepara il Bacalà alla Vicentina, secondo la ricetta codificata dalla Confraternita, mostrando le varie fasi di lavorazione, dalla battitura all’ammollo, dalla preparazione alla cottura.
Il ticket di ingresso, al costo di 20 Euro, comprende il calice, degustazioni illimitate dei vini e 5 assaggi gastronomici (ridotto per accompagnatori con solo degustazioni cibo 10 Euro). Prevendite a partire dal 29 agosto alla Pro Loco di Sandrigo e fino ad esaurimento dei posti.
Info in breve | Bacco & Baccalà
Data: domenica 18 settembre 2016. Ore 14.30-20
Luogo: Villa Sesso Schiavo – Via San Lorenzo 7, Sandrigo (Vicenza)
Contatti e prevendite: Pro Loco Sandrigo | telefono 0444 658148 | mail info@prolocosandrigo.it
www.baccalaallavicentina.it

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Alla scoperta del Gusto Italiano:il nuovo libro di Davide Paolini

Si chiama Alla scoperta del Gusto Italiano ed è l’ultimo libro di Davide Paolini, fondatore del Gastronauta e  giornalista  enogastronomico  del  Sole  24  Ore  e  di Radio 24. 237 pagine per rendere omaggio ai giacimenti gastronomici italiani con un vademecum di indirizzi, consigli, approfondimenti per conoscere il meglio della produzione gastronomica artigianale. Il libro sarà presentato giovedì 21 luglio negli spazi di FerroWine a Castelfranco Veneto (Treviso). A condurre la serata Giancarlo Saran, Gastronauta di lungo corso che con Davide Paolini ha pubblicato nel 2010 “Il Gastronauta nel Veneto”, sempre per i tipi de Il Sole 24 Ore.  Seguirà una degustazione di prodotti artigianali.
Il libro è frutto dei tanti anni di lavoro e ricerche spesi da Paolini in giro dell’Italia per recuperare i prodotti che nascono dalle mani dei numerosi artigiani del gusto. Prodotti frutto di conoscenze ancestrali, di saperi tramandati da generazioni, di tecniche insostituibili. Spaziando dal cioccolato di Modica all’aceto balsamico di Modena, dal Prosciutto di Parma al salame di Mortara, dal pesto alla Genovese al Castelmagno cuneese, Davide Paolini racconta di tradizioni gastronomiche e tecniche produttive artigianali che rendono l’Italia unica al mondo.  “Il culatello di Zibello – sottolinea  Davide Paolini – la ’nduja calabrese o il formaggio di fossa fanno parte del patrimonio artistico del nostro paese. Nel libro ho selezionato cinquanta produttori che rappresentano solo un minuscolo cammeo dell’artigianato alimentare italiano: sono stati scelti per la loro storia o perché riescono, grazie a un loro originale prodotto, a mostrare la cultura materiale di un territorio”.
La selezione dei produttori artigianali del libro di Paolini nasce con lo stesso spirito delle manifestazioni da lui stesso ideate e promosse: Milano Golosa, in programma con la quinta edizione dal 15 al 17 ottobre, e Gourmandia – Le terre Golose del Gastronauta, che torna  a Treviso per la seconda edizione dal 6 all’8 maggio 2017. Alla scoperta del Gusto Italiano, edito da 24 Ore Cultura, è disponibile in libreria al costo di 20 € circa.

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Io,sommelier di gelati alleno il palato

L’enciclopedia Treccani definisce il sommelier come colui che, nei ristoranti di alto livello, è addetto all’assaggio e al servizio dei vini, con il precipuo incarico di assistere i clienti nella scelta dei vini che meglio si abbinino con le pietanze richieste, nonché [alla definizione della carta dei vini ed ] alla cura ed all’organizzazione e gestione della cantina. Il concetto di sommelier è quindi associato al vino anche se esistono le figure del sommelier dell’acqua, del cioccolato e del caffè. Frequentando l’unica azienda italiana produttrice di gelati biodinamici ho scoperto con soddisfatto stupore che si può diventare anche sommelier dei gelati! Alla Rachelli Italia (www.rachelli.it), azienda del gruppo svizzero Emmi, infatti, dichiarano che se dotati di un palato fine, un buon occhio e tante competenze specialistiche allora si può ambire a diventare un assaggiatore professionale di gelato con riconoscimento ufficiale. WP_20160705_001A lanciare il corso di “Analisi sensoriale dedicato al gelato” è stata un’azienda produttrice di macchine per la produzione di gelati, la Carpigiani Gelato University di Anzola dell’Emilia  insieme con il Centro Studi Assaggiatori di Brescia. Il percorso formativo si è proposto di avvicinare gelatieri, chef, pasticceri e semplici golosi all’approccio scientifico alla degustazione del prodotto, per diventare in grado di valutarne tutti i pregi e i difetti. Il percorso didattico del corso inizia dall’analisi sensoriale di gusto, colore, bouquet e consistenza, ma per diventare un vero specialista bisogna allenarsi a riconoscere i difetti di lavorazione, a distinguere un utilizzo di coloranti industriali osservando un colore troppo acceso di un gusto fragola, ad individuare i difetti strutturali come la “sabbiosità” causata da cristalli di zucchero non ben sciolti o dal cacao in polvere. L’assaggiatore saprà riconoscere se il gelato è salato, bruciato, amaro o superdolce. Saprà valutare la consistenza, la cremosità, la grassezza di una crema o di un sorbetto. Ma anche se la temperatura di conservazione del gelato è adeguata perché il gelato non deve essere degustato quand’è troppo freddo, altrimenti il palato si brucia, e non si percepisce più nulla. In realtà, come in tutti i corsi di assaggio, a fine corso non si diventa definitivamente un esperto perché il palato va allenato costantemente per continuare ad assaggiare per affinare il proprio gusto, ma fornisce sicuramente una base di competenze di riferimento.

Davide Biasco

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“Erogatori di cibo” e ristoranti a volte il trucco è nel dado

L’espressione “erogatori di cibo”potrebbe essere associata a qualche forma di distributore automatico di snack e merende e magari potrebbe essere in tal senso un’attribuzione adeguata. In queste  poche righe l’intenzione è quella invece di denunciare una situazione che, a parere di chi scrive, risulta un po’ troppo diffusa per non meritare una specifica attenzione. Possiamo dare la colpa alla crisi, alla cronica indisponibilità economica, alla difficoltà di far quadrare i bilanci familiari o ai mutati costumi sociali. E’ tuttavia verificabile, senza dover andare tanto a cercare in giro, che la qualità della ristorazione tradizionale è troppo spesso molto bassa. Forse il fenomeno è più evidente nelle aree più affollate, come le località turistiche o le zone di alto afflusso, ma si tocca con mano troppo spesso ormai che in molte trattorie e ristoranti non si mangia bene. Differenzierei il problema su quattro aspetti: gli ingredienti, il tipo di piatti, la cucina ed il servizio. Metà del problema di quando la proposta ristorativa è scarsa sta probabilmente nella tipologia di materia prima utilizzata. Con un’affermazione “la carne è carne” ed “il pesce è pesce” si cela l’intenzione di voler far passare la qualità dei prodotti come aspetto secondario. Nella ristorazione che pecca in qualità degli ingredienti quello che governa la scelta è il prezzo di acquisto dei cibi utilizzati come materie prime. Se la preferenza è quella per il prodotto che costa di meno, probabilmente d’importazione da qualche posto estremo del pianeta, allora metà del problema è già sviscerato. Poi c’è la scelta dei piatti: le pietanze “jolly” che valgono per ogni stagione e per ogni palato sono quelle che anonime e neutre vanno incontro a delle preferenze diffuse facendo poca attenzione al territorio, ai suoi prodotti, alle sue consuetudini alimentari dimenticando tutto il contesto nel quale quel ristorante si colloca.  C’è poi la cucina, sulla quale spesso non sappiamo nulla soprattutto in termini di esperienza (a volte scarsa) e di competenza di chi si affaccenda sui fornelli. Ci sono cucine che sfruttando le proprietà ingannatorie del glutammato (il dado da cucina) riescono ad ottenere su i propri piatti dei giudizi soddisfatti che però hanno vita breve. Molto spesso l’attenzione al servizio è l’aspetto dove il ristoratore degli “erogatori di cibo” dedica maggiormente la sua attenzione perché tanto questa non ha costo e permette di compensare tutto quello che negli altri aspetti è mancato. Ecco allora che il cameriere “buttadentro” delle città turistiche può risultare particolarmente gradito o la gentilezza spontanea di una cameriera al tavolo può rendere più piacevole un piatto che dalla cucina era invece uscito anonimo o poco convincente. Se l’analisi è corretta bisognerà correre ai ripari ed il consumatore potrà fare la sua parte per combattere il diffondersi di questi “erogatori di cibo”.

Davide Biasco

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A Settembre arriva WardaGarda

IL FESTIVAL DELL’OLIO DEL GARDA NEL SUO ENTROTERRA
Si svolge a Cavaion Veronese dal 2 al 4 settembre su iniziativa della locale Pro Loco con la collaborazione del Consorzio Olio Garda DOP Si intitola WardaGarda il nuovo evento dedicato all’olio Garda DOP in programma a Cavaion Veronese da venerdì 2 a domenica 4 settembre 2016. Tre giorni dedicati all’Olio Extravergine nelle sue declinazioni e nei suoi abbinamenti gastronomici organizzati proprio nel cuore della produzione del Garda DOP tra gli uliveti dell’entroterra gardesano. Nella centralissima Corte Torcolo, sede anche del Consorzio di Tutela, un ricco programma di eventi con laboratori per imparare a degustare e abbinare l’olio, showcooking, escursioni, mostra d’arte, mercatino dei prodotti DOP, cucina del territorio e musica dal vivo. Nella mattinata di sabato 3 settembre è prevista la tavola rotonda “Olioturismo, forme e percorsi dei nuovi turisti” con esperti di marketing e turismo, a margine della quale è prevista la consegna dei premi del concorso per l’Olio Garda DOP L’Oro del Garda e del concorso di potatura Giorgio Bargioni.
Warda è l’antico nome longobardo da cui deriva il toponimo Garda. Deve la sua origine alle fortificazioni di avvistamento con funzioni difensive sulle colline che circondano il lago, gli stessi rilievi su cui da secoli si coltiva l’olivo.

Per altre informazioni presto online il sito: www.wardagarda.it

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