6Chi ha visitato l’ultima importante mostra pittorica di Verona dedicata a Tamara de Lempicka probabilmente lo ha visto se non addirittura lo ha sperimentato. Proprio dentro le antichissime mura del Palazzo Achille Forti all’interno del Museo della Fondazione Arena di Verona, dedicato alla creatività operistica italiana, in pieno centro di Verona (vicolo due mori – corso S. Anastasia – 045 801 1782 -www.ristoranteamoverona.com – chiuso la domenica) sono infatti allestiti gli spazi del ristorante AMO Opera Restaurant. 1

Il locale è elegante ed accogliente tanto che qualcuno si fa ingiustamente intimorire dalla location temendo si tratti di un ristorante particolarmente esclusivo. Tutt’altro: Pietro Battistoni, ristoratore di lunga esperienza della piazza scaligera, ha affiancato all’altro suo storico locale,“il Calmiere”, una nuova iniziativa imprenditoriale che ha preso il via lo scorso mese di settembre. 5Un ristorante pensato per i Veronesi che permetta anche a chi non lo è di cogliere il piacere della tavola come qui lo si interpreta. Soffitti alti, arredi che rimandano all’Arena ed alle sue manifestazioni operistiche, un clima accogliente senza ardite sofisticazioni, un direttore di sala premuroso ed una coppia di valenti e giovani chef in cucina. Questi sono gli ingredienti di questo ristorante che, alla ricerca di definire una sua “anima” ben definita, permette di soddisfare, senza far soffrire il portafoglio, palati che amano la buona cucina sia fatta di carne che di pesce. Pietro, esperto conoscitore di vini, lancia poi l’interessante proposta di valorizzazione del territorio non solo mediante alcuni ingredienti della cucina o alcuni piatti, ma in modo particolare con i vini. Si sa che il veronese è terra di eccellenza per il nettare di bacco. Forse la provincia italiana con il maggior numero di DOC (interessante andarci anche per scoprire la nuova DOC Garda) Verona sicuramente permette una scelta vastissima. Ma la proposta del ristoratore è quella di valorizzare anche i prodotti di punta delle note cantine sociali del territorio in modo da permettere al cliente di bere bene, senza doversi confrontare con le ansie generate dai prezzi delle etichette blasonate che a volte sono particolarmente alti. 2Valpantena e Soave sono, per esempio, due nomi che sono qui rappresentati con ambasciatori di tutto rispetto. Il centinaio di etichette disponibili permettono comunque di scegliere tra molte proposte per abbinare qualsiasi piatto in modo particolarmente felice. Anche gli champagne hanno in questo ristorante ambasciatori di sicura soddisfazione. Per citare alcune proposte di piatti citiamo il fagottino di pasta fillo con uovo tartufato in fonduta di porri e spuma di grana, ma anche le capesante scottate su crema di zucchine. 3Tra i primi si segnalano un riso venere con gamberi e pomodorini al timo, ma anche i bigoli con le sarde del lago di Garda. Tra i secondi il filetto di manzo con il locale amarone o il trancio di tonno in crosta di sesamo e pomodorini confit per concludere con una pasticceria che offre la cupola di cioccolato con mousse di passion fruit e coulis di lamponi o anche un vulcano di cioccolato con mousse di mentuccia fresca. Possiamo concludere sostenendo che l’ AMO Opera Restaurant si presenta in sostanza con un menu tutto sommato contenuto, meticoloso negli ingredienti, concentrato sulla preparazione, attento al servizio come anche all’abbinamento con i vini.

Davide Biasco