C’è un modo particolarmente felice di assaporare l’estate appena iniziata e di godersi la frutta che questa stagione porta sui banconi dei fruttivendoli. Questa modalità è specificatamente la degustazione dei gelati alla frutta di produzione artigianale. È d’obbligo il distinguo “ di produzione artigianale” perché la preparazione di seppur gradevoli gelati con semilavorati di produzione industriale non è da considerarsi come quella che qui vogliamo valorizzare. La produzione artigianale a cui facciamo riferimento è quella che produce i gelati alla frutta partendo proprio dai prodotti di stagione ed il massimo del gradimento è quando questi prodotti sono di origine locale. In città i gelatieri che producono così non mancano e per citarne uno è interessante andare a scuriosare come la gelateria Blu Ice produce le sue fresche creme alla frutta. Veniamo così a scoprire che è appena terminata la produzione di gelato alla ciliegia. Continua invece la produzione di gelato alla fragola con la sola differenza che se prima i frutti venivano dall’azienda agricola alle porte di Rovigo vicino all’ospedale o dalle non distanti campagne di Salara, il prodotto che adesso si degusta, è necessariamente realizzato con le fragole che vengono dai monti del Trentino.  Fra poco sarà la volta dei gelati prodotto con il melone retinato di Giacciano con Barucchella o di Mantova. Fra un po’ le pesche che producono l’omonimo gusto saranno quelle che provengono dal frutteto di Garzetta a Sant’Apollinare. E poi ad Agosto ci saranno i fichi da alberi sempre Polesani per poi avviarsi verso la fine dell’estate con i gelati all’uva bianca ed all’uva rossa. È curiosa ed interessante insieme questa ricerca dei Mercuriati che gestiscono una gelateria anche a Borsea verso i prodotti locali quasi a chilometro zero come va tanto di moda in questo momento. È piacevole che una deliziosa crema al gelato, mettendo in conto un piccolo surplus calorico, ci doni  ristoro al palato con il suo fresco e piacevole nutrimento. Ma tranquillizza la consapevolezza che gli ingredienti con cui è prodotta non hanno viaggiato centinaia di chilometri prima di venire lavorati, e vengono piuttosto da campi o alberi che, magari senza saperlo, abbiamo incrociato durante qualche nostro girovagare. È ancora curioso scoprire da questi appassionati pasticceri del freddo che si potrebbe ottenere la dolcezza con uno zucchero prodotto dalla stevia, una pianta che troverebbe in Polesine un habitat assolutamente ideale e potrebbe essere la degna sostituzione della barbabietola ormai in via di estinzione. Oppure fa piacere sapere che il gelato fiore di bufala è prodotto non da latte che immaginiamo campano, ma da animali allevati a Piove di Sacco presso l’allevamento Scacco o presso un altro più piccolo allevamento di Cona di Ferrara. Sicuramente rassicurati sull’origine degli ingredienti, la degustazione di questi gelati adesso sarà ancora più gradita.

Davide Biasco