4Il ristorante “Articiocco” di Gloria e Nico Marangon, salendo gli antichi “tre scalini” nella piazza di Cavanella Po merita assolutamente l’attenzione di qualsiasi palato curioso. Vuoi per la convincente ed un po’ pittoresca professionalità di Nico, vuoi per la fresca gentilezza di Gloria, già l’accoglienza sincera e non ostentata risulta particolarmente gradita. Ma poi il piacere è scoprire la competenza con la quale, con Fabio in cucina, vengono pensati e preparati tutta una serie di piatti rigorosamente vegani. 00Il locale (tel 3201464359 ) è aperto con questa nuova gestione da settembre e prende il nome dal ponte levatoio dell’articiocco che qui anticamente permetteva il passaggio delle barche.  2L’attenzione agli ingredienti è elevata e pari è la ricerca di proposte accattivanti. Peschiamo liberamente dal menu (nella versione degustazione particolarmente abbondante) citando una millefoglie di chips di patata S. Michele e spumetta di proteine, crema di zucca e semi di sesamo, o delle mal tagliatelle con germe di grano, crema delicata di piselli con cavolfiore sbiancato e funghi pleurotus. 3Per citare un secondo segnaliamo un tofu marinato al lime essiccato iraniano con uvetta di Corinto al rhum e mandarino all’extravergine del Garda e semi di girasole. La versione “articiocco” dell’hamburger vegano è puro sapore senza alcuna proteina animale mentre tra i dolci è presente uno stupefacente tiramisù vegano preparato con ricetta rigorosamente segreta. All’Articiocco si viene per conoscere e sperimentale una cucina non consueta, anche nelle pizze. L’attenzione al territorio la si coglie nelle verdure che sono tutte locali, al massimo vengono da Adria, nelle farine delle Barbarighe o di un antico mulino di Buttapietra di Verona, nel riso del Delta da Ca’ Vendramin. Una quindicina di etichette, tra cui anche vini biologici ed addirittura vegani (invito a scoprire con Nico quando un vino diventa vegano) garantiscono la possibilità di abbinare adeguatamente tutte le versioni dei piatti proposti. Si possono sperimentare anche alcune etichette di birre artigianali che comunque sono sempre disponibili. Suggerirei una chiave di approccio a questo ristorante anche nella ricerca delle sensazioni tattili che vengono offerte al palato dai vari piatti sempre esteticamente ben presentati. Forse la ricercatezza estetica e l’utilizzo di ingredienti non convenzionali può evocare suggestioni orientaleggianti che in modo originale si collocano un queste terre in prossimità del delta del Po. 1E per completare la conoscenza del territorio è possibile approfittare dell’ospitalità perché al piano superiore sono presenti delle stanze che rendono il ristorante anche una locanda.11

Davide Biasco