DSC09082Le rondini sono tornate nel loro nido sotto il tetto del ristorante la Taverna al limitare della pineta di Rosolina Mare. La si può interpretare anche così la partecipata serata di degustazione che lo scorso giovedi si è tenuta nell’ampia sala del ristorante rivierasco. Il patron del ristorante, Maurizio Penzo, da anni protegge gelosamente un nido di rondini sotto la veranda del suo locale che poi tutte le primavere si anima accogliendo gli uccellini migratori. DSC09064La figlia Francesca, seria ed appassionata sommelier, ha così organizzato una serata didattico conoscitiva di celebrazione delle rondini con le bollicine del durello metodo classico. Con il titolo “pesce e bollicine” è stato infatti preparato un menu attento e ricercato che è stato abbinato a quattro etichette della cantina Fongaro, prima cantina biologica del Veneto e specialista assoluta del durello in purezza. La serata ha avuto connotati didattici perché i numerosi convenuti hanno avuto la possibilità di chiarire dalla voce diretta del produttore Matteo Fongaro la fondamentale differenza tra il metodo charmat con il quale si ottiene il prosecco dal metodo classico con il quale in Francia si produce lo champagne mentre in Italia si producono gli spumanti che vanno dalla Franciacorta al Trento DOC. DSC09068  Da alcuni anni si sta però ritagliando un proprio spazio anche uno spumante metodo classico prodotto da un vitigno dell’area di confine tra Vicenza e Verona: la durella. La caratteristica di quest’uva è data da una elevata acidità che, come tale, ben si presta a vini bianchi importanti destinati a maturare.DSC09070 Ed e’ per questo che risulta tanto interessante quanto sorprendente lo spumante Durello metodo classico nelle sue versioni brut o pas dosè che nella serata di degustazione col pesce sono risultati particolarmente azzeccati e graditi. Tanto per chiarire, questi vini restano in bottiglia tre anni prima di essere posti in commercio: tutta un’altra storia rispetto al più dignitoso dei prosecchi. L’abbinamento dello chef Sandro Creuso con i piatti è stato particolarmente felice. L’aperitivo di durello e manzoni bianco ha accompagnato una selezione di antipasti tra i quali dei cubetti di polenta sormontati da uno spumeggiante baccalà mantecato. Le portate a seguire sono state una combinazione di semplicità degli ingredienti e di elaborazione delle preparazioni. Una fantasia di verdurine e calamaretti fritti su crema di mais bianco perla è stata accompagnata da un durello brut in purezza. DSC09077La famosa “lisetta in valle”, piatto ideato proprio presso questo ristorante e già premiato per il sapore ed la valenza territoriale (la lisetta è una patata autoctona di Rosolina) ha trovato nel durello Pas Dosè, quindi con una limitata presenza di residuo zuccherino, la sua più felice combinazione. Ed infine un dosaggio zero di ben settanta mesi di invecchiamento ha ben sostenuto ed accompagnato uno sgombro incamiciato con il porro ed accompagnato da una crema di monte veronese stagionato. C’è di buono che i piatti, anche quelli creati appositamente per l’evento, resteranno sul menu proposto dal ristorante per tutta la stagione che si sta aprendo (via strada sud 204 – tel 0426 68194). E parimenti si potrà continuare ad avere la possibilità di degustare le varie etichette di Durello metodo classico prodotto in purezza magari guidati dalla gentilezza professionale di Francesca.

Davide Biasco