Abbiamo recentemente avuto notizia che nel territorio di Chioggia era disponibile in commercio un tipo di bussolà tipico del territorio (bussolai) che poteva competere con quello celebrato di un piccolo forno di Rosolina che abbiamo tempo fa scoperto e valorizzato: il bussolà del panificio Mauro Tiozzo. Abbiamo quindi organizzato un panel di degustazione coinvolgendo anche un giudice competente ed esperto. Il confronto è stato tra il prodotto della tradizionale panificazione di Chioggia con quello di simili origini ma contaminato da interpretazioni polesane. Il giudizio è stato netto e chiaro: Rosolina batte Chioggia senza incertezze. Il prodotto del panificio Mascalchin di ca’ Bianca di Chioggia si presenta ad anello pieno sicuramente gustoso e croccante. Forse però è stato penalizzato dalla tipicità del suo sapore che poco si distingue da quello che tradizionalmente riscontriamo nel pane biscotto. La versione di Tiozzo di Rosolina, invece, anche e soprattutto nella sua versione sbiancata, risulta particolarmente invitante alla consumazione. Al test che abbiamo chiamato “uno tira l’altro”, in cui si misura quanto il piacere della degustazione di ogni pezzo di pane invogli a continuare a infilare la mano nel sacchetto per prelevare il successivo, la versione di Chioggia non ha retto il confronto con la versione di Rosolina. Pensavamo che l’ingrediente vincente fosse il tanto vituperato quanto valorizzante strutto di maiale, ma abbiamo rilevato dalle confezioni che è presente in entrambi i prodotti. Le differenze a livello di ingredienti le abbiamo trovate nei contenuto di malto ed olio di sansa di oliva nel prodotto Veneziano oltre alla presenza del lievito che manca nel prodotto Polesano ed è invece preparato con latte e soia. Forma circolare per il Veneziano contro anello schiacciato per quello Polesano. Invitiamo comunque a fare un giro a Ca’ Bianca ed a Rosolina per verificare personalmente,  andando a conoscere entrambi i panifici artigianali perché ognuno ha pur sempre i propri gusti.

Davide Biasco