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La vie dei vini euganei in ebike

E’ un’esperienza tutta da provare quella del pedalare in modo assistito lungo le vie dei vini dei Colli Euganei. Per chi non è pratico è come avere una bicicletta normale solo che il motore elettrico dimezza o annulla la fatica. Fare cinquanta chilometri fra vigneti, uliveti, ville e cantine e non sentirli nelle gambe è un’esperienza assolutamente da provare. A noi è capitato utilizzando la formula del bike rent di Lovivo (www.lovivo.it) , una tour experience agency che, in centro ad Abano Terme, offre l’opportunità di assaggiare questo tipo di escursione in modo easy ed abbordabile. Le ebike hanno telaio turistico del tipo della bici da donna, una sella imbottita e confortevole, un manubrio ergonomico con postura da passeggiata e delle manopole con un grip molto efficace. Ma soprattutto dei freni molto performanti ed un motorino elettrico che, anche se non fa alcune rumore, si fa sentire sul pedale. “E come se qualcuno da dietro ti spingesse”, ed è proprio così come ci dice la gentile Luna dell’agenzia che ci addestra in modo molto professionale all’uso. Siamo quindi partiti per andare a visitare Villa Vescovi di Luvigliano che, con la sua spettacolare ed imponente maestosità, lascia immaginare i fasti antichi di questa

dimora nobiliare. Una puntata di spiritualità, che però abbiamo lasciato ad un approfondimento successivo, è stata la tappa presso il monastero benedettino di Praglia. Un luogo di preghiera, ma nella regola di questo 0rdine, anche di silenzio e di lavoro che offre al visitatore un’incantevole opportunità di conoscenza e di approvvigionamento di prodotti officinali che vengono qui confezionati. Nel tragitto abbiamo provato la fatica contenuta della salita che ci ha portato all’ingresso della cantina Quota 101 (www.quota101.it) . Noi ci saremmo anche fermati a degustare, ma la domenica non è aperta e noi non ci eravamo adeguatamente organizzati. Nella discesa a valle abbiamo raggiuntò ben 58 km orari, il nostro record di velocità della giornata, che il computer della ebike ha puntualmente registrato. A proposito, l’elettronica della bici ci informa in tempo reale di tutti i parametri più utili del nostro percorso e ci permette di spaziare dalla velocità

1 alla velocità 5 senza contare la possibilità di usare un cambioa 9rapporti.Ma nessun timore: è tutto di una facilità assoluta. All’inizio non bisogna strafare ed è utile prendere confidenza con le velocità più basse. Poi si finisce per viaggiare quasi sempre a velocità 5 perché l’ebbrezza dei 25 km orari senza sforzo è assolutamente entusiasmante! Per non parlare di cosa significhi superare i veri biker che con la bici muscolare vengono raggiunti e superati senza alcuna fatica. Ma qui non c’è competizione. E’ un po’ come fronteggiarsi con fucili da una parte ed archi e frecce dall’altra: la tecnologia non lascia speranza! Rinunciato al drink euganeo abbiamo continuato verso il labirinto di Villa BArbarigo a Valsanzibio. Ci siamo avvicinati lambendo i verdi green dell’anticoGolf Club di Padova e ci abbiamo girato intorno per fermarci proprio davanti per una merenda ristorativa. Le piste ciclabili ci sono solo nei centri urbani o nei collegamenti principali,

ma il traffico euganeo non è tale da impedire di percorrere comunali e provinciali senza alcuni timore, piuttosto con un occhio rivolto a controllare l’autonomia della batteria che via via si riduceva visto che avevamo un po’ “osato” con la salita sul monteSengiari. (segnaliamoun agriturismo con cantina di produzione di cui abbiamo sentito parlare bene ed andremo a breve a conoscere – www.sengiari.it ). Continuiamo il nostro percorso che da Valsanzibio ci porta a Battaglia terme. La giornata è splendida, con un’aria più tersa e limpida del solito ed una temperatura ventilata da settembre che saluta l’estate del tutto adeguata all’escursione. A Battaglia intravediamo il nove buche dello stabilimento termale e saliamo sull’arginale del Canale di Battaglia. Qui scorgiamo già a distanza il castello del Catajo costruito nel 1542 da Pio Enea degli Obizzi. Dimora di rappresentanza di una famiglia imprenditoriale padovana che potremmo chiamare “Mercenari SpA” aveva funzione non difensiva, ma appunto diplomatica per ricevere i potenti che venivano a negoziare l’acquisto di truppe per le battaglie in tutta Europa. IL

percorrere l’argine è estremamente piacevole un po’ perchéfacilissimo un po’ perché subiamo solo un sorpasso da un biker serio e per contro ne facciamo una lunghissima serie sui biker muscolari a passeggio. Soddisfazioni da poco? Possibile, ma anche questo è divertimento. Finita l’arginale ripieghiamo verso verso Montegrotto dove ci concediamo una passeggiata tranquilla di defaticamento lungo il centro ed infine un meritato cono gelato assolutamente imperdibile presso la gelatiera “Tropea” di Abano Terme. All’agenzia a riceverci per la consegna delle ebike non c’è più Luna, ma Camilla che, parimenti gentilissima, ci accoglie e vuole sapere le sensazioni del nostro experience tour. “Fantastico” rispondiamo noi, “con una giornata così tutti dovrebbero provare”. E qui si può con poca spesa e nessun impegno. Ci sentiamo di raccomandare caldamente di chiedere ed indossare il casco perché molto opportuno. E di portarsi qualcosa per immortalare fotograficamente il giro e tenerlo nella memoria o condividerlo in modo social.

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Arte di terre a giugno

“Arte di terre”, cena di degustazione con il Consorzio di tutela insalata di Lusia IGP alla trattoria Al Ponte
A Lusia, un evento gastronomico tra serata di degustazione e percorso culturale.
Martedì 6 Giugno, il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia IGP organizza una degustazione culturale ed emozionale che vedrà le eccellenze degli orti dell’Adige protagoniste assolute.
Con appuntamento dalle ore 18.00 e la partecipazione dello chef Enrico Rizzato che costruirà piatti con varianti e declinazioni diverse ma sempre con l’insalata di Lusia IGP, il radicchio di Chioggia IGP e L’aglio bianco polesano DOP a fare da filo comune, il tasting si propone anche una finalità emozionale ed artistica: ad aprire l’evento, infatti, un intervento di Marco Lazzarato, artista dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, che nell’occasione esporrà alcuni suoi lavori.

Ospiti Istituzionali, tra tutti il Sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione, e l’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, e una location assolutamente suggestiva completeranno una serata che proseguirà quindi con la cena servita a bordo piscina.

Questi ma molto altro ancora gli ingredienti di “Arte di terre”, appuntamento esclusivo che punta alla promozione e alla valorizzazione dei prodotti polesani più noti e apprezzati con l’intento di abbinare il “buono” al “bello”.

A Lusia Il fascino esclusivo di una piscina all’aperto, le eccellenze della produzione orticola polesana e la maestrìa di un noto ed apprezzato chef.

Questi gli ingredienti della serata di degustazione firmata Consorzio Insalata di Lusia IGP organizzata alla trattoria Al Ponte di Lusia martedì 6 giugno.

Un evento esclusivo che vuol esser culinario ma non solo: la degustazione, infatti, si annuncia come un percorso culturale ed emozionale il cui focus sarà incentrato sulla ricerca della qualità nella costruzione dei piatti e in cui a farla da padrone saranno proprio i prodotti degli orti dell’Adige, sapientemente composti da Enrico Rizzato, ultimo e in un certo senso erede di una lunga dinastia che ha fatto della cucina non solo una passione ma una precisa scelta di vita.

“Arte di terre”, questo il nome ad effetto scelto per l’evento, intende valorizzare e promuovere le eccellenze indiscusse della produzione agricola nostrana con un tasting a bordo piscina che vedrà ospiti d’eccezione come il sottosegretario di stato alle Politiche agricole, onorevole Giuseppe Castiglione, e l’assessore alla cultura della regione veneto Cristiano Corazzari , il sindaco di Lusia Luca Prando e il presidente del Consorzio Sandro Braggion a fare gli onori di casa.

L’evento, su invito, inizierà con l’intervento di Marco Lazzarato, arista e docente all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, quasi a sottolineare il binomio tra la bellezza e la buona tavola, con la passione della terra e per l’appunto l’ “arte” di sapere trarre il meglio di quanto essa possa concedere a rappresentare un trait d’union ideale.

Un viaggio insomma tra il “bello” e il “buono” preceduto da un media event riservato alla stampa e seguito dalla cena di degustazione, servita a bordo piscina, aperta anche al pubblico, su prenotazione.

Si chiama “Arte di terre” e già nel nome fa trasparire e dichiara senza timore tutte le sue intenzioni.

L’evento di promozione e valorizzazione firmato dal Consorzio insalata di Lusia IGP e in programma alla trattoria al Ponte di Lusia martedì 6 giugno, vuol essere infatti un percorso emozionale tra il “buono” e il “bello”, in cui troveranno spazio i piatti costruiti dallo chef Enrico Rizzato ma anche le opere del professor Marco Lazzarato, artista e docente all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Eccellenze della produzione nostrana, in particolare quella degli orti dell’Adige, abbinate a un viaggio che sconfinerà con contaminazioni artistiche in una location suggestiva, il bordo piscina di uno dei ristoranti più noti della zona: sono gli ingredienti di una serata che avrà il focus sulla prima insalata a potersi fregiare del marchio IGP in ambito UE, punto centrale intorno a cui verterà un evento esclusivo che punta a promuovere la punta di diamante dell’agricoltura polesana.

Il tasting, su invito, vuole dunque sottolineare il binomio tra la bellezza e la buona tavola, con la passione della terra e per l’appunto l’ “arte” di sapere trarre il meglio di quanto essa possa concedere, a rappresentare un trait d’union quasi ideale. La serata, che inizierà alle 18.30 con un intervento di Marco Lazzarato, sarà preceduta da un media event riservato alla stampa e proseguirà quindi con la cena che concluderà la degustazione, sarà aperta al pubblico su prenotazione e sarà servita sempre a bordo piscina.

Un’occasione unica per toccare da vicino e con mano le varie declinazioni proposte sul piatto da Enrico Rizzato: alla degustazione hanno assicurato la loro presenza anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari e il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, a sottolineare in modo concreto la vicinanza dei massimi livelli istituzionali a quello che è indiscutibilmente uno dei settori trainanti dell’economia polesana e che vede nell’insalata di Lusia apprezzata in Italia e fuori dai confini nazionali, uno dei principali veicoli di marketing territoriale per la provincia di Rovigo.

ARTE DI TERRE

“…La medicina ricerca ciò che è utile non alla medicina, ma la corpo….e l’ippica ricerca ciò che è utile non all’ippica ma ai cavalli; e nessun’altra arte ricerca l’utile proprio…bensì l’utile di ciò che la concerne come arte.”
Platone – Repubblica (Libro I, 342c)
Arte come abilità di ricercare l’utile, il bene, di ciò che le concerne. Come il timoniere di una nave, arte come capacità di portare a buon fine la cosa di cui ci si occupa e di cui si ha la responsabilità. Arte come abilità, capacità, responsabilità, non in se stessi ma verso lo scopo che ci si prefissi, il fine a cui si tende.

Arte della poetica, il cui fine è inventare nuove e belle forme; arte della coltivazione, il cui fine è trarre dal terreno il giusto ed il meglio che esso può concedere; arte della cucina, il cui fine è preparare ciò che è buono e opportuno per nutrire il corpo; arte della politica, il cui fine è la cura e la prosperità della “polis”, intrecciano i loro percorsi verso il compimento del bene comune.

Arte, quindi, come capacità di governo di un territorio. Arte come manifestazione di un pensiero che indica gli opportuni fini e ricerca i giusti mezzi.
Marco Lazzarato è artista e, dal 1991, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si occupa dal 1990 di arte pubblica, finalizzando la propria ricerca artistica al recupero del Decoro in architettura, attraverso la proposta di nuovi motivi nell’ornamentazione plastica e musiva. Nel 2006 attiva un corso di Mosaico presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2011, sempre presso il medesimo Istituto, costituisce un biennio specialistico in Decorazione per l’Architettura. E’stato consulente artistico per importanti aziende del settore ceramico. Al suo attivo vi è la realizzazione di importanti opere pubbliche ed una intensa attività teorica esplicata attraverso l’edizione di una copiosa saggistica. Nel 2007 pubblica per i tipi della EGS Edizioni “IL SETTIMO RAGGIO ovvero l’idea del Centro”. Nel 2011 fonda la rivista on-line FAREDECORAZIONE.
“Arte di terre” è un evento dedicato alla bellezza ma anche alla genuinità dei prodotti degli orti dell’Adige.

Le opere di Marco Lazzarato, artista e docente alle Belle Arti di Bologna, si sposeranno infatti con le ricette e i piatti “costruiti” dallo chef Enrico Rizzato che vedranno come elemento principe la prima insalata con marchio IGP dell’area UE, quella di Lusia, unitamente al radicchio di Chioggia IGP e all’aglio bianco Polesano DOP.

La serata di degustazione, organizzata dal Consorzio di tutela dell’insalata nella suggestiva cornice della trattoria al Ponte” intende promuovere uno dei prodotti veneti più noti ed apprezzati anche all’estero, eccellenza indiscussa della produzione degli orti dell’Adige nel segno della “passione” per la terra e l’ “arte” di saper trarre il meglio di quanto può elargire e concedere.

Un vero e proprio viaggio “emozionale”, insomma, tra “bello” e “buono” che intende esser culinario ma non solo: oltre al tasting esclusivo, alla tavola rotonda di promozione e valorizzazione dei prodotti, preceduto da una prolusione di Lazzarato su arte di terre, infatti, la cena finale, di degustazione, servita a bordo piscina, tra le opere dell’artista.

Il #G&T che ci piace sta bene con tutto, innanzi tutto con la location, bellissima, il bordo piscina, nel giardino fiorito accanto il ristorante Al Ponte, ed il variegato pubblico della serata #DosaMaOsa dedicata al #GinPairing, aperitivo e cena di ispirazione mediterranea, con Enrico e Silvia Rizzato, rispettivamente chef e barlady/sommelier in grado di soddisfare i gusti più eleganti e sofisticati.

Il #Gin&Tonic, si sà, molti lo amano ma pochi sanno berlo davvero.

#DosoMaOso sarà questo il mood della serata dedicata all’ mediterranean lifestyle, una altra volta #Bittonico : Il format è un’ opera di Fabrizio Borin, grafico rodigino, irrecuperabile amante dell’Arte, del mondo della sommelierie e di quello del bere miscelato.

Non una semplice degustazione di #G&T ma un vero e proprio viaggio catartico, originale, irriverente, reazionario ma soprattutto vivo.

Un esperienza emotiva, in un altrove dove i sensi dominano sulla ragione, dove l’impeto si modula in armonie olfattive e morbidi gusti.

Una Notte, di quelle belle, di quelle leggere, di quelle intense, che avrà come dominus indiscusso il Gin italiano, distillato di cereali, con infuse una varietà di erbe botaniche ed agrumi e poi ridistillato, un Gin che vuole la compagnia, e sceglie di tuffarsi lascivo in acque toniche e frizzantine del Tonic, anche queste italiane.

Per quelli che dosano ma anche osano.

Giovedi 8 Giugno Al ponte a Lusia

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Pollo latte e miele

Il pollo allevato a latte e miele non è una fantasia pubblicitaria, ma una realtà concreta molto vicina. A Merlara, nella bassa padovana verso il Veronese, il “Cortile Demarchi” è una realtà di allevamento avicolo decisamente speciale. Tutta la famiglia formata dai figli Sara ed Alessandro, con i genitori Paola ed Angelo, tutti sono impegnati nell’allevamento di animali da cortile che spaziano dai polli alle anatre alle oche alle faraone, ai capponi ed ai conigli. Una particolarità è dovuta al tipo di allevamento che prevede ampi spazi all’aperto affinchè gli animali possano liberamente razzolare a terra. Ma anche i tempi di allevamento sono quelli sani e tradizionali. Basti pensare che se un pollo da supermercato vive solo 42 giorni, considerando il tempo che trascorre tra la nascita del pulcino e la sua macellazione, in questo allevamento si lascia che il pollo arrivi almeno a 4 mesi prima di decidere che sia pronto per la commercializzazione. E qui c’è un’altra particolarità perché l’attenzione di questi allevatori si spinge anche alla cura della macellazione che viene fatta in una struttura dedicata e di proprietà dell’azienda. Per una selezione di polli, durante gli ultimi mesi l’alimentazione già di per sé rigorosamente del territorio, viene integrata con miele dei Colli Euganei e latte vaccino, così da conferire alle carni una morbidezza ed una completezza di sapore che fanno la differenza. Il prezzo è naturalmente superiore, ma comunque abbordabile perché non esagerato. La famiglia commercializza direttamente la carne, anche trasformata sotto forma di salame o prosciutto di oca ed anatra, rivolgendo la vendita al consumatore finale. Per poter conoscere la bontà di queste proteine è necessario andarli a trovare a Merlara (sulla pagina facebook ci sono tutti i riferimenti) oppure incrociare qualche Mercato della terra di quelli organizzati dalla Coldiretti nelle province di Padova e Verona. Il Cortile Demarchi è un ulteriore esempio di produttore locale a testimonianza di un’alimentazione sana in un’agricoltura sostenibile

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Ancora degustazioni alla Taverna di Rosolina

La serata del prossimo 12 maggio si presenta come ottima occasione di conoscenza di una interessante cantina abbinata alle proposte di piatti del territorio. Mongioia è la cantina piemontese che con le sue diverse versioni di moscato.

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Il Garda Dop RACCONTA L’OLIO ESTREMO

Torna la tre giorni sull’olio diretta da Luigi Caricato. Il Consorzio del Garda presente con degustazioni e incontri. E un riconoscimento per la cultura dell’olio.

Degustazioni guidate, l’intervento a un convegno sull’olivicoltura estrema del nord, la consegna del premio Olio Officina – Cultura dell’olio. Sono questi gli impegni del Consorzio Olio Garda Dop alla quinta edizione di Olio Officina Festival. L’evento, ideato e curato dall’oleologo Luigi Caricato, è in programma dal 21 al 23 gennaio, al Palazzo delle Stelline di Milano.
La parola d’ordine di Olio Officina Festival 2016 è Avanguardia. Tema che fa da filo conduttore ad un ricco programma di eventi e incontri. Tra gli appuntamenti del Consorzio Olio Garda Dop nei giorni della manifestazione il primo è venerdì 22 alle 17 con la degustazione “Gli oli Dop Garda in purezza” a cura di Elia Belotti, assaggiatore professionista. Si assaggeranno gli oli delle tre macroaree di produzione: bresciano, orientale e trentino. Si continua, sempre venerdì 22, alle 19 con il Premio Olio Officina – Cultura dell’Olio che sarà consegnato alla Vice Presidente del Consorzio Laura Turri. Sabato 23 si parlerà dell’olivicoltura estrema del nord e alle 12 la parola andrà al Consorzio con il convegno: “Il perché della fortuna commerciale dell’olio del Garda”. Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio, racconterà le ragioni del riscontro positivo degli extra vergini a marchio Dop sul mercato, un successo che parte da molto lontano. Ultimo appuntamento sabato 23 alle 14 con la degustazione “Il naso e la testa delle donne per l’olio”. Tra gli interventi per l’associazione Donne dell’Olio, il Vicepresidente del Consorzio Laura Turri.


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Una vera riserva in riva all’Adige dove nasce il “radicchio di Busa”

RadicchioBiodiversità, ma non solo. Sabato scorso si è tenuto un incontro presso l’Orto didattico di Lusia di Renato Maggiolo nel quale il presidente regionale di SLow Food Veneto, Mauro Pasquali, ha celebrato il Terra Madre Day prendendo spunto da due particolarità locali: l’orto sede dell’evento e la figura di Leonardo Gagliardo dell’azienda Agricola Le Barbarighe. Si è trattato di un evento organizzato di due momenti. Il primo ha simbolicamente rappresentato il momento della raccolta del “radecio di busa” come viene qui valorizzato nella sua coltivazione e conservato nei suoi significati anche simbolici. I partecipanti hanno, infatti, partecipato ad un momento della fase di lavorazione del radicchio che viene trapiantato in ambiente scuro a temperatura mite per poter rinascere in una forma più ricca, croccante, saporita e consistente. SI è così scoperto il modo polesano di produrre il famosissimo radicchio di Treviso e si è scoperto che il Veneto è talmente terra di radicchi che questo potrebbe essere una icona esemplificativa della su produzione orticola: a partire dal Treviso, al Castelfranco, al Veronese, per non dimenticare  quello di Lusia e quello di Chioggia si tratta di specie di radicchi singolarmente distinti, ma tutti rigorosamente veneti. Oltre a parlare di radicchio, si è parlato anche della biodiversità che la natura spontaneamente produce. E’ stato interessante sapere che lo stagno artificiale di acqua dell’Adige qui creato per poter aver a disposizione un bacino idrico con temperature adatte all’irrigazione, ha spontaneamente creato un habitat nel quale uno studio dell’università di Verona ha individuato addirittura dodici diverse specie di libellule. Insieme alla natura si è celebrata anche la passione di Leonardo Gagliardo che, nell’ambito della sua produzione attenta al paesaggio ed al territorio, ha avuto una toccante descrizione nel campitolo che gli è stata dedicato nell’appena pubblicato “il senso della lumaca ed altre storie” scritto da Lucio Carraro con una prefazione di Carlo Petrini ed edito da Slow Food (15 euro). Il libro che rappresenta una raccolta di storie di eccezionalità semplici del territorio veneto può essere un gradito regalo da mettere sotto l’albero. Il radicchio di busa una prodotto di stagione rigorosamente da conoscere da parte di tutti quelli che non lo hanno ancora assaggiato.

Davide Biasco

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Gita a Peschiera a conoscere “Le Morette”

 

C’è una gita enogastronomica che merita di essere programmata dandosi come obiettivo quello di conoscere ed approfondire tre termini: le morette, le barbatelle ed il chiaretto. Geograficamente si tratta di spostarsi sul versante meridionale del lago di Garda e più precisamente a Peschiera. La destinazione è un’azienda agricola nelle vicinanze di un antico piccolo laghetto, il Frassino, di particolare rilievo naturalistico. Le persone da cercare sono quelle della famiglia Zenato che nell’omonima azienda agricola anticamente avevano un vivaio per la produzione di piantine di viti e poi hanno dato la svolta ed hanno integrato l’attività con la produzione vinicola. Le barbatelle sono quindi proprio le viti, che vengono innestate “ su piede franco”, per poi essere immesse sul mercato. Il significato di una dicitura così tecnica lo lasciamo alla scoperta durante la visita. L’azienda prende il nome da un particolare tipo di germano reale, quella simpatica anatra selvatica che è frequente incontrare lungo i corsi d’acqua, che qui, anche nel vicino laghetto, è presente con la specie della moretta. E così abbiamo svelato anche il secondo termine. Resta il terzo, il chiaretto, che identifica un tipo di vino, un rosato gardesano, che si chiama bardolino, fatto con le locali uve corvina, rondinella, molinara. La zona vitivinicola è quella del lugana, che qui è nella sua propaggine veneta più estrema prima di entrare nelle terre lombarde. E questo è proprio uno dei cavalli di battaglia di questa cantina. Le informazioni a questo punto dovrebbero essere sufficientemente persuasive per prendere appuntamento per una visita (www.luganalemorette.it)

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I piatti della Taverna di Rosolina

La cucina della famiglia Penzo del ristorante la Taverna nel pieno della pineta di Rosolina, offre spesso opportunità di farsi conoscere, anche in questa stagione in cui meno si è più propensi a pensare al mare. DSC_0875E’ passata qualche settimana, infatti, da quando si è tenuta una serata di conoscenza con la cantina Valentina Cubi, una interessante realtà della Valpolicella che produce dei rossi di notevole interesse. Chi frequenta questo ristorante si è accorto che da qualche tempo è presente un’attenta regia enologica della brava ed appassionata Francesca Penzo, giovanissima sommelier che si sta facendo conoscere in alcune competizioni a livello nazionale.DSC_0885 La serata, caratterizzata da una viva partecipazione, ha visto un antipasto contadino abbinato con un valpolicella Classico dal nome “Iperico”. Un’ottima lasagna dalla precisa cottura, col giusto grado di ruvidezza conferitole da un mix equilibrato di farina di castagne e farina di grano,  condita con un ragu di anatra, ha visto invece l’abbinamento con un Valpolicella Superiore: Il Tabarro.  Già più strutturato, e con una complessità interessante, questo vino ha saputo ulteriormente valorizzare un primo importante. Per il piatto più impegnativo, un brasato di manzo, lo chef ha selezionato il Morar 2007, uno speciale Amarone lui cui uve sono appassite novanta giorni prima della maturazione di trenta mesi in barrique del vino e poi di un anno in bottiglia. La voce del produttore ha permesso di meglio comprendere questo modo di creare il vino degustato mentre Francesca ha accompagnato i presenti nell’assaporare le note sprigionate di volta il volta dai bicchieri sia al palato che al naso. La chiusura della serata è stata affidata ad uno spettacolare fondente al cioccolato con coulis di frutti di bosco che ben si è armonizzato con un bicchiere di Meliloto, un Recioto della Valpolicella del 2000 che si distingue per essere, insieme con lo Sfursat della Valtellina, l’unico passito secco.DSC_0888 La degustazione di etichette tutte rigorosamente biologiche di questa cantina condotta da una convinta imprenditrice è stata una ghiotta occasione di conoscere un prodotto destinato per il novanta per cento della produzione ad appassionati degustatori stranieri. Sia i piatti che i vini restano da adesso degustabili anche per chi si è perso la serata, magari con prenotazione (www.latavernarosolina.it).

Davide Biasco

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Cena dell’osso di maiale

Venerdì 2 Dicembre

Sformatino di ricotta con cavolo nero e pancetta stufata su vellutata di porro e polvere di cicciolo

Sopressa veneta Gnocchetto fritto della Corte

*****

Risotto con radicchio rosso di Treviso e speck del Trentino

*****

Gran bollito di ossa di maiale (ossa, lingua, cotechino, zampetti )Salsa al cren-Salsa verde -Cipolle agrodolci

*****

Sbrisolona morbida al profumo di grappa di moscato

Dalla cantina: Bonarda vivace Oltrepò Pavese – Acqua, Caffè € 25,00
Ristorante Tigelleria “Corte Vallona” – Via Cavetto Nappi n°548 – 45030 Castelnovo Bariano (RO) – tel. 0425 87656 – fax 0425 81728
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“Ristoranti che passione” fa centro

Il vicentino Riccardo PEnzo ha ancora fatto centro con la sua guida ai ristoranti! E’ stata appena presentata nella prestigiosa cornice di Villa Valmarana di Noventa Padovana la nuova edizione 2017 della guida con formula speciale ai ristoranti del Veneto. Ricordiamo che la formula è particolare perché l’associato entra a far parte di un network di appassionati, curiosi, semplici degustatori che hanno la possibilità di conoscere in modo agevolato ristoranti, anche stellati, ed esprimere, volendo, anche il proprio livello di gradimento. L’aspetto tecnologico è sempre stato preminente in questo circuito che non si limita a promuovere la guida, presente in libreria, ma che vede l’interesse crescente dei lettori per i formati digitali come l’ebook, scaricabile dal sito, e l’applicazione disponibile gratuitamente per tutti i cellulari, semplicemente cercando Che Passione con tablet o smarphone. Un network dinamico ma anche virtuoso, perché offre la possibilità di conoscere locali esclusivi con promozioni elevate, fino al 50% su ogni piatto del menù di due persone. Un taglio al conto che permette di provare più spesso nuovi locali, magari anche in

serate nei giorni infrasettimanali, e che spinge gli utenti a far crescere il “passaparola” genuino tra

i clienti. Le novità di quest’anno sono le 28 new entry per arrivare a duecento presenti in guida e il riconoscimento ottenuto dal portale web del massimo riconoscimento ai Web Awards .EU 2016, la vera notte degli oscar per i migliori siti .EU che lo ha visto primeggiare nella categoria Media e Comunicazione di tutta la Comunità Europea. Unico portale italiano ammesso alle finali che si sono svolte il 16 novembre a Bruxelles. Le formule per sperimentare la guida sono diversificate ed accattivanti per andare incontro alla curiosità di chi vuole provare, ma con riserva, a chi si lancia nelle degustazioni senza esitazione perché già conosce lo strumento di origine anglosassone. E’ così che l’edizione Ristoranti Che Passione 2017 è disponibile in libreria ed ebook a 55 € con tessera annuale e 35 con card semestrale per ricevere le promozioni nei locali, oppure a 14 nella versione tascabile One Time con una uscita.

RISTORANTI CHE PASSIONE FESTEGGIA IL PRIMO POSTO

IN EUROPA E LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA EDIZIONE 2017

Presentata a Villa Valmarana la nuova edizione della guida con oltre 200 locali

presenti per le Premiazioni dei Migliori Ristoranti del Veneto per “Che Passione”

Grandi festeggiamenti per il network dei locali selezionati da Ristoranti Che Passione

che ha assegnato i premi ai migliori ristoranti del Veneto a seguito della pubblicazione

della nuova edizione della guida 2017. Cornice dell’evento è stata la

che ha visto lunedì 21 novembre la presenza di 200

locali selezionati per la qualità della cucina e ancor più per il servizio in sala,

particolarmente caloroso. L’ideatore editore del circuito Riccardo Penzo, ci direbbe che

è un servizio “che passione” ovvero i più appassionati, quei gestori che ancora si

distinguono per la presentazioni dei piatti ai tavoli e che spiegano le loro ricette o la

ricerca di materie prime. L’incontro ha visto le premiazioni dei migliori ristoratori del

Veneto secondo le tante votazioni degli utenti arrivate sul sito www.chepassione.eu e le

segnalazioni dei collaboratori, giornalisti enogastronomici e

food blogger.

Le premiazioni hanno dato il giusto riconoscimento ad alcuni gestori noti, ma

anche a nuove proposte che meritano di essere provate:

– Miglior Cibo del Veneto Che Passione 2016 al Ristorante Aldo Moro

– Miglior Ambiente del Veneto Che Passione 2016 al Ristorante Alla Pergola

– Miglior Servizio del Veneto Che Passione 2016 al Ristorante Faresin

– Miglior Locale del Veneto Che Passione 2016 all’AgriRistorante Le Vescovane

– Miglior Locale per Qualità e Prezzo di Che Passione 2016 è l’Osteria Al Canton

– Miglior Sommelier AIS – Che Passione 2016 è Sergio Olivetti – La Locanda di Piero

– Ristorante più votato dagli utenti nel corso del 2016 è il Ristorante Da Riccardo

– Menzione Speciale per la Cultura della Buona Tavola all’Antica Trattoria Moreieta

– Menzione Speciale per la sensibilità alle intolleranze alimentari vede La Montecchia

– Menzione Speciale della critica giornalistica Che Passione 2016 a La Tana Gourmet

Un riconoscimento speciale è stato consegnato di fronte a tutti i ristoratori e alla

stampa presente per il giornalista Renato Malaman che si è distinto per i suoi

innumerevoli articoli a sostegno dell’enogastronomia e per la sua comunicazione

particolarmente appassionata. L’edizione Ristoranti Che Passione 2017 è disponibile

in libreria ed ebook a 55 € con tessera annuale e 35 con card semestrale per ricevere le

promozioni nei locali, oppure a 14 nella versione tascabile One Time con una uscita.

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Press Info – Redazione Ristoranti Che Passione

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