Cena vegana? direi che è il caso di provare! Questo week end Rovigo si caratterizza per un’iniziativa della LAV che ha proposto il tema dell’alimentazione vegana. E’ così che, con lo slogan Rovigo Vegana,  diversi locali hanno colto intelligentemente il suggerimento ed hanno organizzato conseguentemente delle proposte sul tema. Hostaria Hospital, i Bonfi e di versi altri hanno confezionato prontamente proposte gastronomiche per sperimentare cosa significhi vegano. Ricordiamo che questo stile alimentare prevede di non consumare alcun tipo di alimento di origine animale. A differenza dei vegetariani, i vegani non assumono quindi nessun alimento come le uova o il latte. Scientificamente è dimostrato che, a parte un unico integratore, l’essere umano può tranquillamente sopravvivere nutrendosi in modo coerente con questa scelta. Certo per noi italiani, la nostra tradizione culinaria, la ricchezza dei prodotti dell’agricoltura e della relativa trasformazione alimentare, una scelta di questo tipo è al limite tra l’eroico ed il masochista. Ma lo spunto di questo week end può essere quello di provare a sperimentare l’alimentazione di questo tipo e misurarne poi l’effetto su noi stessi. Da diverse parti si lanciano da tempo segnali d’allarme che riguardano i cibi esclusi dai vegani: la carne rossa è denunciata per l’eccessivo contenuto di estrogeni, la carne bianca è sospetta per la presenza di farmaci legati all’allevamento degli animali, il pane e gli alimenti prodotti con la farina sono sospetti di produrre vari tipi di allergie alimentari, le bevande gassate sono sempre più messe al bando, i dolci sono ipercalorici ed i formaggi sono grassi. Vista così non si potrebbe mangiare quasi nulla, ma i vegani hanno una soluzione che, ne sono essi stessi testimonianza vivente, potrebbe essere una forma di alimentazione, un stile di vita alternativo e potenzialmente particolarmente salubre. Eliminati gli allarmismi esasperati vale però la pena di fare una riflessione, sperimentarne i sapori e misurarne di persona quale sia il corrispondente livello di benessere. Un indicatore vale in modo ben preciso: si consideri come si dorme e come ci si sveglia la mattina dopo aver consumato un pasto vegano. Se il benessere è tangibile allora il dubbio è lecito.

Davide Biasco