1Degustando la birra in spiaggia: questo potrebbe essere il sottotitolo che meglio rappresenta il Master Slow food sulla birra che si è concluso martedì scorso presso il ristorante albergo la Pineta di Rosolina Mare, a pochi passi dai bagni del Moro. Una ventina di appassionati degustatori hanno frequentato l’intero corso di quattro serate nelle quali l’esperto bolognese Daniele Fajer ha illustrato tutti i segreti della birra e dei birrai e fatto degustare una ricca serie di bionde e scure bevande.

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Temperatura di servizio,  stili di produzione delle birre, metodi di spinatura, tenuta della schiuma. Sono stati solo alcuni dei tanti concetti illustrati nel corso di tutto il master. Pils, ale, saison, alcuni degli stili che sono stati degustati ogni sera. I partecipanti hanno così scoperto, almeno quelli che non lo sapevano ancora, che con il termine “Umami” si intende quel sapore tipico di dado da brodo o che il termine flavor identifica una sensazione complessiva dettata di gusto ed olfatto che non trova un degno termine di traduzione nella lingua italiana.  Si è inoltre imparato a destrutturare un bicchiere pieno di birra per cogliere le varie componenti: l’aroma, la schiuma, il colore, il cloro, l’anidride carbonica, il “mouthfeel” che sta a rappresentare la sensazione tattile sulla bocca e poi il flavor e l’alcool. La partecipazione è stata viva e convinta anche se alcune sere si è terminato a tarda ora. Si è anche imparato che un tipo di birra che viene degustata soprattutto in estate, la radler, prende il suo nome dai ciclisti che oltralpe la bevono prima di percorrere i loro circuiti,  ingentilendo  appunto  una birra bionda con un po’ di limonata . L’ultima serata del Master, organizzato dal rappresentante di Slow Food Andrea Grandi con il supporto del comitato della  condotta di Rovigo, ha visto anche l’intervento di un birraio locale che ha fatto degustare la sua Effe Emme prodotta nella vicina Mesola. Si è parlato anche di abbinamenti e chi non lo conosceva ha avuto la possibilità di degustare il premiato risotto ai go che Enrico Crivellari, che ha ospitato il corso nel suo albergo, ha recuperato da una antica tradizione di famiglia.

Davide Biasco