Slow Food è un’associazione mondiale che si propone di sostenere i principi del buono, giusto e pulito per l’alimentazione umana e di difendere il cibo buono. Slow Food Italia, da cui nasce l’associazione mondiale, tiene questo week end a Riva del Garda il suo ottavo congresso nazionale. 771 delegati che rappresentano le circa 280  condotte (cosi si chiamano le delegazioni locali) si incontrano a Riva del Garda per ridisegnare la struttura dell’associazione della chiocciola, eleggere la squadra dirigente e discutere delle sfide future. Il congresso nazionale va a chiudere tutti i lavori dei congressi regionali di preparazione che si sono svolti negli scorsi mesi. Ad aprire la tre giorni di dibattito, si terrà un convegno dal titolo “La qualità dei prodotti agroalimentari di montagna: privilegi e responsabilità dell’eccellenza”, che tratterà temi particolari spaziando dai progetti di rilancio delle zone montane alle peculiarità nutrizionali dei Presìdi Slow Food di montagna, dall’analisi delle norme igieniche delle filiere alimentari ai racconti dei produttori, veri protagonisti di queste realtà. L’invito del congresso, in modo curioso, ha in copertina il Broccolo di Torbole, un presidio Slow food recentemente riconosciuto come tale e quindi preservato da una sua incombente scomparsa. Il Congresso si concluderà domenica 11 con l’elezione del nuovo presidente e della sua squadra, in cui per la prima volta i delegati sono chiamati a scegliere tra due candidati alla dirigenza. Questa associazione è in un momento di svolta perché è chiamata sempre più a testimoniare la tutela dei piccoli produttori, ma anche della diffusione delle conoscenza e della consapevolezza alimentare tenendo conto che la situazione economica generale costringe a rivedere sia i modi che i termini organizzativi. Una prima risposta concreta al bisogno del momento è stata per esempio quella del dimezzamento del costo di tesseramento per gli associati passando da cinquanta a soli venticinque ero. E’ stata una necessità per andare incontro alle esigenze dei soci sostenitori. Localmente a Rovigo le iniziative di Slow Food sono e continuano ad essere diverse sia nell’ambito della diffusione della cultura dell’alimentazione (vedi gli Orti in condotta, ma anche il Master Slow Food sul vino che inizia mercoledi prossimo) che nell’impegno sul proporre la tutela di prodotti di nicchia, tra i quali cui l’ultimo è stata la proposta di un disciplinare per il riconoscimento della patata americano di Anguillara. Attendiamo gli esiti del congresso nell’attesa di un rilancio ancora più vivo di questa già di per sé molto viva associazione.

Davide Biasco