In questo momento di massima celebrazione del culto del buon cibo e della buona cucina fioriscono le proposte didattiche che offrono la più svariata proposta formativa. In questo momento, solo a livello locale, buttando uno sguardo al blog gaya-gusto.com contiamo il programma di corsi del fornitissimo negozio “Gasparetto 1945“ del centro storico di Rovigo, le proposte della scuola di Monselice di Pamela, le proposte formative de “Le Tamerici” poco distante da Melara e le serate di Slow Food che con la proloco di Papozze ha organizzato un fitto programma di momenti di insegnamento in cucina. Una rifiorire primaverile di iniziative tra pentole e fornelli. Ma proprio lo spirito di partecipazione e curiosità di una dozzina di signore che stanno attivamente seguendo il corso di slow Food è qualcosa che merita un’attenzione particolare. Queste signore sono un po’ discenti ed un po’ istruttrici: di settimana in settimana si spostano da un ristorante all’altro del medio Polesine scambiandosi le competenze e le abilità nel preparare piatti della tradizione o piatti particolari. Martedì scorso è stata la volta di Luisa Tolu, una simpatica Cagliaritana naturalizzata Polesana, che ha illustrato alle allieve della serata un menu di antipasti sardi utilizzando riso carnaroli del Delta (naturalizzata Polesana anche per questo ) e zafferano dalla Sardegna. Una frenesia attiva e curiosa, appassionata e leggera ha impregnato una serata che dall’ora di cena ha visto chi lavorare agli impasti, chi, lavorare di matterello e chi trafficare col forno fino a tarda ora. Il ristorante “il teatro” di Papozze che è stato il “campo di battaglia” ho ospitato queste signore intraprendenti e curiose che alla fine della serata hanno degustato in modo conviviale i deliziosi frutti di tanto lavoro.  Crocchette allo zafferano, pizzette con uova di quaglia o con le alici, biscotti con salati, casadinas sarda ed una chiusura con i biscottini glassati hanno rappresentato l’oggetto di una felice ed appassionata degustazione alla fine della cena. L’evento è stato talmente coinvolgente, che anche il sindaco locale, Diego Guolo, a mezza serata è apparso, ha indossato il grembiule ed ha fatto la sua parte per meritarsi poi nella sala del primo piano del ristorante di Papozze la sua meritata porzione da degustare. Il prezzo di partecipazione è popolare solo per pagare i costi degli ingredienti, i ristoratori ospitano le iniziative senza chiedere nulla,  i partecipanti ci mettono anche del loro in termini di ingredienti  o dotazioni per cui il risultato è una grande festa didattica, in cui il momento della socializzazione è tutto. Ma è anche il sentirsi parte di una comunità che intende scambiarsi saperi di cucina ed esperienze, che trova anche in questo appuntamento settimanale un modo piacevole di ritrovarsi e fare salotto. Qui chiunque è ben accetto e se ha da portare conoscenza ancora di più. I formalismi non si sa neanche cosa siano e siamo già alla terza edizione di rassegna di serate. La domanda allora è: perché tanta festa non viene clonata e riprodotta un po’ dappertutto?

Davide Biasco

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