Cremant, metodo classico, champagne o saten? Immaginiamo che ci chiedano cosa preferiremmo ci servissero in accompagnamento da un piatto di pesce. Se sullo champagne non abbiamo dubbi, qualche incertezza può sorgere nel distinguere tra gli altri tre. Fortunatamente è semplice da capire, magari meno immediato da ricordare. Il metodo classico è la modalità di vinificazione in bianco con rifermentazione in bottiglia con la quale si ottiene sia lo champagne francese che i nostri apprezzati Trento doc e Franciacorta docg, tanto per fare dei nomi. La differenza è che se il metodo è lo stesso, cambia il nome specifico del vino che risulta in relazione alla zona geografica di produzione. Lo spumante con metodo classico prodotto nella zona francese intorno a Epernay è il solo che si può appellare champagne. In tutto il resto della Francia si chiama spumante cremant. Se è prodotto in Italia si chiama spumante prodotto con metodo Classico. Ad essere più precisi con il metodo cremant in italia (detto anche saten) si usa una quantità inferiore di zuccheri nella rifermentazione, il che si traduce in un vino con una minore pressione in bottiglia. Lo spunto della discussione nasce dal fatto che a volte ci può capitare l’occasione di degustare un bicchiere di cremant o di dover scegliere con che tipo di bottiglia presentarci ad un invito a cena a casa di amici. E’ utile ricordare che un buon cremant, ad un prezzo più abbordabile di uno champagne, è diverso, ma a volte non meno apprezzabile. Può essere una interessante ed a volte troppo trascurata alternativa agli spumanti tradizionali. Sicuramente ai prosecchi più blasonati.

Davide Biasco