DSC_0051DSC_0054E’ ben gradita l’attualità di questi ultimi giorni che vede discutere appassionatamente di ingredienti, di provenienza degli stessi e di materie prime. Avevamo già parlato del dibattito sull’etichettatura dei prodotti di origine animale, di quanto sia attesa dai consumatori ma anche ostacolata da alcuni produttori. E’ di questi giorni, in cui alcuni ristoranti propongono delle serate a base del radicchio “di busa”, una querelle su quanto sia veramente “di busa” o quanto sia invece prodotto non con metodi moderni.

La preoccupazione di una mistificazione del reale significato del termine e sul potenziale utilizzo improprio dello stesso arriva anche ad accendere dibattiti.

 DSC_0040Arriva poi sempre in questi giorni fresco di stampa il secondo volume per i più piccoli da titolo “Chubby & Sticky. Ingredienti da salvare”, di Trenta Editore: un progetto editoriale per far  viaggiare i più piccoli nel mondo della fantasia tra frutta, ortaggi, menù e avventure tutte da gustare. Si parla infatti di pizza, alimenti  da combinare, concorsi di bontà, caffettiere che brontolano, uova pallide, colazione, zucchine e chicchi d’uva il tutto completato da bellissime illustrazioni, così da attrarre l’attenzione dei piccoli lettori, dando loro la possibilità di immergersi completamente tra gli ingredienti che popolano la tavola di tutti i giorni. Le zucchine diventeranno così amiche da trovare nell’orto, lo yogurt e le fragole saliranno assieme in giostra, la colazione diventerà un momento della giornata nel quale indovinare e sperimentare cosa mangiare per avere energia e gusto in maniera sana. In tutto questo panorama di attenzione sugli ingredienti di base si collocano anche i “Venerdi della terra” che Slow Food Rovigo ha organizzato a partire da venerdi 27 febbraio e che proseguiranno il veneridi 6 e 20 marzo in diverse località del Polesine (www.slowfoodrovigo.it). Si tratta di una rassegna in cui i produttori di alimenti di nicchia, che vanno dal formaggio, ai bussolà, al vino, al salame, ma non solo, prendono la parola per illustrare agli intervenuti il perché della loro passione del produrre questi particolari cibi. Si parla di territorio usando il veicolo degli ingredienti e dei prodotti alimentari prodotti nel territorio. Diventa un’occasione di conoscere, sviluppare competenze e cultura enogastronomica. Ed il bello è, come nelle consuete occasioni di incontro organizzate da Slow Food Rovigo, che dalle parole alla fine della serata si passa ai fatti: dalla suggestione della mente si passa alla suggestione del palato che trova normalmente un’alta gratificazione.

Davide Biasco