Siamo alla venticinquesima edizione! E’ la dichiarazione di successo dell’appena presentata Guida alle osteria d’Italia nella edizione 2015 edita da Slow Food. Chi vi scrive lo dichiara con un certo orgoglio nella sua veste di coordinatore provinciale dei segnalatori (redattori delle schede di valutazione) per la provincia di Rovigo. Domenica prossima a Valdobbiadene ci sarà una presentazione ufficiale in pompa magna della nuova edizione, aperta a tutti, nella quale una selezione di ristoratori in guida offriranno la possibilità di degustare qualche piatto tra quelli recensiti. Vale però la pena di conoscere qualche dettaglio in più della guida dei ristoranti più venduta in Italia. I locali che sono presenti nella guida, tra i quali ben 170 nel solo Veneto,  rispondono a tre requisiti fondamentali: un prezzo di menu completo che non supera di 35 euro (bevande escluse), un impiego rilevante dei prodotti del territorio e l’accoglienza particolare da parte di chi gestisce il locale. L’oste, nell’icona dei tempi passati, era contemporaneamente il gestore del locale, ma anche  una figura patriarcale che godeva insieme di una qualche forma di riconoscimento ed autorità. La guida non segnala solo le trattorie, ma anche i ristoranti che si ispirano ai valori di Slow Food, nei quali il cibo ha una valenza perché legata al territorio, ai produttori ed ai coltivatori degli ingredienti che vengono utilizzati per trasformarli in proposte culinarie. Ogni ristorante, chi più chi meno, fa propria la tradizione enogastronomica del territorio, fatta di ricette della tradizione reinterpretate o nella versione originale. Anche a detta di diversi utilizzatori imparziali della guida, generalmente la descrizione delle schede risulta ampiamente attendibile, indipendentemente dal giorno della settimana in cui ci si reca al ristorante o della stagione che normalmente ne condiziona la proposta dei menu. Per i più tecnologici ne esiste anche la versione per il mondo Apple che permette di avere la guida sempre con se nel telefono o nel tablet in modo da poterla consultare in modo agevole in qualunque posto ci si trovi in giro pe l’Italia. Ed anche questa non è un’opportunità da poco!

Davide Biasco