“H-ai”, si legge così il  nome della birra di 11 gradi che lo scorso venerdì lo chef Enrico Rizzato del il ristorante “il Ponte” di Lusia ha voluto audacemente abbinare ad un semplice piatto di uova sode ed asparagi di Lusia. La proposta si è collocata nell’ambito della tradizionale cena degli asparagi, giunta alla sesta edizione, questo anno patrocinata anche da Slow Food Rovigo ed inserita nella rassegna “Aria di Primavera”. Enrico ha coniugato il vegetale di stagione in tutte le portate, dal crudo antipasto alla salsa del dolce, ma è stato sul secondo che la sua sperimentazione si è dimostrata particolarmente vincente.

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Per immaginarlo si pensi allora alla semplicità ed essenzialità rappresentata da un uovo sodo (presentato in modo divertente ancora da sbucciare) accompagnato da un fascio di morbidi asparagi bianchi lessati che la stagione ha permesso solo ora di raccogliere nelle vicine terre cariche di limo dell’Adige della vicinissima Lusia. L’abbinamento è stato con una birra artigianale prodotta nelle vicinanze di Pordenone e presentata addirittura con una importante bottiglia di magnum da un litro e mezzo. E l’audacia non è stata solo nella presentazione visiva, ma anche nella sostanza: la birra misurava 11 gradi alcolimetrici con corpo, di sostanza, profumata e leggermente torbida con una rassegna di sapori che ben hanno valorizzato il grasso proteico delle uova sode ed il sapore caratteristico deli asparagi. Il risultato è stato incoronato da un apprezzamento convinto dei commensali. La semplicità della presentazione si è ben sposata con la studiata scelta di una birra artigianale di alto grado e notevole qualità. La prossima volta ad Enrico chiederemo di sperimentare ancora più “local”,valutando la possibilità di abbinare la birra artigianale lendinarese Rattabrew.

 

Davide Biasco