In questo mese comincia la raccolta e la vendita delle patate. La piazza veneta di Verona si colloca al terzo posto a livello commerciale italiano dopo quella di Napoli e quella di Bologna. Il prodotto, per quanto buono e saporito, per quanto si presti ad una ricca varietà di impieghi, viene venduto dai contadini a 30 o 35 centesimi al chilogrammo per arrivare sui i banchi della vendita al dettaglio a prezzi triplicati o quintuplicati. Quando poi non c’è la concorrenza nordeuropea che arriva con prezzi ancora più bassi rendendo poco o per nulla competitivi i produttori italiani. Localmente in Polesine  non possiamo vantare una produzione di varietà autoctonone o comunque di rilevanza locale come potrebbero essere le patate trentine della Val di Gresta o quelle Pugliesi del Salento.  Ci tocca quindi abbandonare velleità di riconoscimento di DOP o IGP per questi tuberi localmente prodotti. Resta la ricca varietà comunque presente e coltivata: a pasta gialla dalla polpa compatta, derivano il loro colore dalla presenza dei miracolosi caroteni e sono  impiegate per patatine fritte industriali e casalinghe, ma sono adatte anche per le insalate, le cotture in forno, lessate, cotte a vapore o anche arrostite. Le patate a pasta bianca hanno la polpa farinosa che si spappola durante la cottura, e sono quindi adatte ad essere schiacciate, per esempio nel purè, nelle crocchette o negli gnocchi, per sfornare soufflé e pasticci. Infine le patate novelle sono individuabili per la buccia sottile, vengono raccolte quando la maturazione non è completa. Sono a breve conservazione e andrebbero bollite con la buccia ben lavata prima. La patata lessa si presta ad essere consumata anche con il rito che prevede la sua sbucciatura direttamente nel piatto. Ci si faccia caso soprattutto con i più piccoli: la sbucciatura a tavola la rende in qualche modo più intrigante ed impegnativa e può essere una comoda soluzione per quei giovani che hanno poca o nulla dimestichezza palatale con le verdure in generale. Questo tubero, saziante e riempitivo, recentemente rivalorizzato nelle diete che prevedono pane vitamil (-20) a livello dei tuberi e dei legumi, può costituire, nella versione lessata o al cartoccio,  la soluzione per il consumo di verdure per piccoli poco invogliati da tali tipi di indispensabili alimenti. Ma la preparazione a cartoccio, proprio impacchettato con carta stagnola, invoglia in modo particolare anche i consumatori d’oltralpe che nell’Alto Garda ne hanno fatto un piatto di portata particolarmente richiesto e gradito. Una menzione a parte infine, la merita la fecola di patate, una farina bianca insapore ed inodore, particolarmente sottile, ottenuta dall’amido della patate essiccate, che ha un’importante funzione addensante nei piatti della gastronomia anche più semplice. Non per niente una patata va sempre aggiunta nelle vellutate e nelle creme di zucca, porro, finocchio o altro per ottenerne la giusta consistenza.

Davide Biasco