Quando capita che si organizzino degli eventi che mettono insieme cultura del territorio e cultura della sua cucina, magari in modo spontaneo e fuori dalle istituzioni ed associazioni che tradizionalmente se ne occupano, allora vale la pena di dedicarci una particolare attenzione. Un’occasione sarà il “Festival delle basse” (www.festivaldellebasse.it) che il prossimo week end avrà luogo nelle vicine terre della “bassa padovana”. Tra Colli euganei e fiume Adige è stata individuata una parte di campagna incontaminata, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove la terra scandisce, attraverso colori e profumi, il passaggio delle stagioni. Questi territori, attraversati da una fitta rete di corsi d’acqua e disseminati di antiche chiesette e monasteri, ville patrizie e borghi, sono ancora oggi capaci di raccontare la propria secolare cultura e storia. E’ proprio in questa zona, e più propriamente nell’ex Monastero del XI secolo di San Salvaro a Urbana (PD) che questa manifestazione avrà la sua collocazione. L’evento si articola in tre giornate di appuntamenti, dal 5 al 7 giugno, con una crescendo di autori, concerti, spettacoli e laboratori, in una cornice di chef e produttori locali che presenteranno le eccellenze “dell’enogastronomia di prossimità”. Bella questa espressione nuova per rilanciare, dare smalto e valorizzare la cultura della cucina e dei prodotti del territorio! Sono previste cene itineranti in cui chef, agricoltori e produttori saranno chiamati ad interpretare le materie prime locali in una serie di piatti che uniscono qualità e innovazione ed accompagneranno il pubblico in una passeggiata attraverso la storia e le tradizioni di questi luoghi. E’ prevista la partecipazione di ospiti d’eccezione come Fede&Tinto conduttori di Decanter e anche di Vinicio Capossela in veste di romanziere. Ma ci saranno ancora sperimentazioni sonore, performance teatrali ed anche appuntamenti letterali. Nulla sarà banale e nulla sarà scontato di questa applicazione in campagna di un nuovo format per proporre cultura e cibo tanto nuovo quanto da scoprire. Peccato per quelli che non potranno farci almeno un passaggio!

Davide Biasco