E’ sempre più diffuso e sostenuto il consumo di carne di pollo a tutti i livelli ed in moltissimi menu. E’ interessante leggere le notizie delle associazioni di categoria che diffondono un’informazione che intende essere corretta a chiarificatrice su abitudini, informazioni diffuse e certezze discutibili. Approfondendo si arriva così a sapere che l’impronta idrica di un chilogrammo di carne in Italia è di 11500 litri di acqua, il che significa che, da noi in Italia, per produrre i 250 grammi di una confezione di petto di pollo da consumare a tavola, è stato necessario utilizzare quasi tremila litri di acqua: un dato impressionante che fa preoccupare sulla sostenibilità a livello globale di tali consumi. D’altra parte questa carne bianca è sempre più sostenuta dai nutrizionisti che, insieme a tanta frutta e verdura, suggeriscono il consumo di pochi grassi e proteine magre, tra cui spicca il pollo per una dieta bilanciata particolarmente indicata anche per gli sportivi. Siamo rassicurati e tranquillizzati che, almeno a livello Italiano, possiamo avvantaggiarci di una serie di notizie su questo alimento che sono utili da conoscere. Risulta infatti che  il 99% del pollo che consumiamo in Italia è nato ed allevato nel nostro paese con le rassicurazioni collegate che provengono dall’alto livello qualitativo dei controlli sanitari. E’ utile poi sapere che i polli da carne, a differenza di quelli da uova, non sono allevati in gabbia, ma sul terreno, anche al coperto, dove a volte pare siano meno stressati. Altra informazione utile è quella relativa al fatto che il pollo non può essere stimolato nella crescita con integratori ormonali anche se resta un po’ di apprensione per il fatto che l’utilizzo degli antibiotici, seppur in constante e continua diminuzione,  è purtroppo insostituibile in caso di malattia conclamata. Nei consumi può essere più sano privilegiare la scelta di prodotti biologici, soprattutto da parte dei consumatori che fanno di questo alimento un consumo pressochè quotidiano anche in relazione a diete specifiche. Può non essere opportuno privilegiare petti di pollo che risultino particolarmente soffici o morbidi perché potrebbero provenire da trattamenti non pericolosi, ma da non preferirsi come quelli che vengono fatti nei prosciutti attraverso l’iniezione di soluzioni di acqua e sale per aumentarne la morbidezza al consumo. Il bilancio generale per questo tipo di alimento è quindi molto positivo: quello italiano è sicuramente sano, ad un prezzo abbordabile, consumabile in modo continuativo, suggerito per l’apporto proteico e ben si sposta con la cucina mediterranea in generale. Se preferito biologico forse ancora migliore.

Davide Biasco