La cucina come strumento di aggregazione, studio, sperimentazione e ricerca. Questa appare come una sintesi che non descrive nella sua completezza la simpatica iniziativa di Elio, Florio, Dante e Livio, di  Treviso, Lignano, Conegliano e Belluno: ex imprenditori, un ex top manager ed un affermato antiquario che hanno in comune la passione per il golf. Durante una delle tante ed a volte estenuanti discussioni sulle performance post gara hanno pensato di consolidare il sodalizio su un altro terreno di gioco: i fornelli. E’ nata  cosi nel 2006  la “Banda dei fornelli”, con tanto di statuto costitutivo, divisa di riconoscimento e dieci regole scolpite sulla pietra volte a definire ed orientare tutte le sperimentazioni del gruppo. La sintesi del regolamento, quasi si trattasse di convinti soci Slow Food,  è la seguente: tutto deve essere fatto dalle basi, utilizzando materie prime di qualità ineccepibile, di stagione e nel rispetto delle tradizioni. Ma il maschilismo impera e, timorosi di perdere un’autonomia conquistata davanti alle pentole, alle varie mogli è fatto tassativo divieto di prendere parte ai momenti associativi. Non sono ammesse neanche per degustare ( forse per timore del giudizio) gli esiti delle sperimentazioni culinarie. Nella previsione dell’”Assemblea Culinaria”, che per statuto è itinerante di casa in casa, si inizia a dibattere il “Menu” con un dibattito sulle possibili ricette legate alla stagione, viene discusso il piano di esecuzione e suddivisi i compiti anche in funzione delle tendenze specialistiche.  Nel giorno della sessione, che inizia la mattina alle nove,  si va al mercato, in pescheria dal macellaio per il reperimento ti tutti gli ingredienti, poi si procede allo sviluppo e cottura dei piatti secondo le assegnazioni decise. Al termine del pranzo o della cena, degustando un bicchiere da meditazione, una “severa ed imparziale giuria”, formata da loro stessi, procede nel giudizio dei piatti realizzati, sottoponendo ogni portata alle valutazioni con approccio quasi scientifico supportato da una matrice valutativa di riferimento. Il tutto viene poi rigorosamente registrato con documentazione fotografica e riportato nel “Registro delle Assemblee Culinarie”. Raccontano di piatti che hanno avuto successo, magari tendendo a dimenticare gli insuccessi come le “Flappe” (i colpi sbagliati) nel golf. Il sodalizio è arrivato alla 33° Assemblea Culinaria, ma la piacevolezza curiosa è di come la cucina sia diventata per l’ennesima volta, e questa “banda” ne è ulteriore esempio, strumento per consolidare un’amicizia e stimolare la voglia di mettersi in gioco, di imparare ed anche, a volte di accettare delle sconfitte.

Davide Biasco