Il termine biodiversità è in questi giorni particolarmente di attualità. Al salone di Slow Food di ottobre a Torino se ne parlerà nell’ambito dell’Arca del gusto, intesa come  un catalogo di prodotti appartenenti alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta, che sono a rischio di scomparsa. Si tratta di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci, salumi, tutti contemplati una sorta di arca virtuale per preservarne le specie e tramandarla del tempo, proprio come una moderna arca di Noe. Questo alla luce del fatto che oggi la biodiversità è in pericolo se si pensa che con l’’introduzione degli ibridi commerciali è andato perduto circa il 75% delle varietà agricole storicamente esistenti. Per fare riferimento a qualcosa che ci è vicino si pensi al fatto che delle migliaia di varietà di mele selezionate dai contadini oggi se ne trovano in commercio sostanzialmente solo quattro :golden, fuji, gala, pink lady. Anche la stark delicious, quella delle favole, è abbastanza poco commercializzata. In quest’ottica di conoscenza e valorizzazione si colloca anche il  Giardino delle biodiversità che è stato appena inaugurato a Padova all’interno dell’antico orto botanico nei pressi di Prato della Valle.  Viene presentato come un gioiello che si inserisce all’interno dell’antico orto cinquecentesco, in una relazione che è al contempo di continuità storica e di proiezione verso il futuro. La nuova area nasce su terreni un tempo di proprietà dei gesuiti, poi acquisiti per creare uno spazio supplementare che integrasse e arricchisse il vecchio Orto. Il risultato è costituito da 15 mila metri quadrati di serre con migliaia di piante di  tutti i continenti che respirano all’unisono in una struttura moderna, che si inserisce però armoniosamente nel contesto storico da cui trae origine. Tra le differenti piante si trova il  mango, il banano ed il  cacao. E’ stata allestita  una vasca tropicale con specie acquatiche mentre una scala bianca conduce ad uno spazio di osservazione in quota che, collocato a 5 metri di altezza, permette una visione panoramica completa su tutto il giardino consentendo al visitatore di ammirare nel complesso la vastità dei nuovi spazi e dei nuovi esemplari. Una visita da mettere sicuramente in agenda quanto prima.

Davide Biasco