Esiste anche l’elicicoltura Polesana! La signora Roberta Pellegrini ha avviato da circa un anno lungo la riva destra del fiume Adige, tra san Martino di Venezze e Pettorazza, un allevamento di lumache da gastronomia o, come più correttamente si dice, di chiocciole del tipo helix aspersa. SI chiamano chiocciole quelle lumache con la “casetta” perché a rigore le lumache sarebbero quelle senza quella tipica struttura che fa loro da protezione e da “casa”. Il progetto imprenditoriale della singora Pellegrini, chiamato “la Lumaca Birichina”,  è partito predisponendo circa 1 ettaro di terreno organizzato in trenta recinti all’allevamento di queste creature, piantando barbabietola e trifoglio e distribuendo nello spazio così ricavato addirittura 80 mila riproduttori provenienti dalla Piemontese Cherasco. Questi molluschi hanno cosi cominciato a cibarsi delle verdure del campo allestito ed a riprodursi permettendo alla signora Pellegrini di cominciare ad effettuare i primi raccolti. Le chiocciole giunte al giusto livello di crescita vengono raccolte e portare ad espurgare per circa una settimana. Durante questo periodo, senza alimentazione, si purificano ed arrivano a perdere fino al 30 per cento del loro peso. Ma a questo punto, dopo aver composto quel speciale opercolo bianco, sono pronte per essere confezionate e commercializzate soprattutto verso i ristoranti che ne fanno richiesta. L’attività imprenditoriale della signora Pellegrini, che è a ciclio biologico completo, prevede però anche la possibilità di una prima precottura se non addirittura della completa cottura e la consegna dei molluschi già privati dei loro gusci. In Polesine ad oggi non si aveva notizia di iniziative di questo tipo con progetti di tipo imprenditoriale. Il mercato di questo tipo di molluschi è soprattutto altrove ed è alla luce di questa consapevolezza che questa sono stati organizzati gli sforzi commerciali legati a questa produzione. Un aspetto importante è che la qualità delle carni di queste creature è molto legata all’ambiente ed al suo grado di purezza per cui è necessaria una particolare attenzione nell’evitare impiego di prodotti chimici che possono alterarne il sapore. La cucina moderna ha fatto, tra l’altro, perdere quelle caratteristiche amarognole di queste prelibatezze che, ora, preparate in modo adeguato, risultano ingredienti di piatti delicati e particolarmente invitanti. Cherasco, vicino ad Alba in Piemonte, è la capitale nazionale di questo tipo di allevamento e stiamo quindi a vedere se questa encomiabile iniziativa imprenditoriale riuscirà coi in suoi due raccolti all’anno ad avviare un nuovo filone di attività legate all’agricoltura del nostro territorio.

Davide Biasco

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