Peccato non avere anche noi qualcosa che assomigli alla Notte della taranta come quella che si terrà a Melpignano in Salento questa sera. Il recupero della tradizione popolare del ballo purificatore per sconfiggere il morso del ragno è stato nel tempo arricchito e stasera a Melpignano ci sarà anche lo sfoggio della più articolata e ricca produzione enogastronomica salentina. Citiamo l’iniziativa perché rappresenta un esempio mirabile che si è ricavato una notorietà particolare a livello internazionale e fornisce un entusiasmante veicolo per far conoscere la terre ed i prodotti del territorio Salentino. Si sono messi insieme l’associazione La notte della Taranta, Il GAL Isola Salento ed Eataly per creare un vero e proprio viaggio di gusto tra saperi e sapori del Salento. Cibi tradizionali, cibi antichi e cibi recuperati: dai formaggi (tra cui il pecorino di Maglie), alla frutta e verdura (albicocca di Galatone), batata (da noi patata americana)dell’agro leccese,capperi in salamoia, caruselle sotto aceto, che è un’infiorescenza del finocchio selvatico,cicoria ,conserva piccante di peperone, fava di Zollino, fichi secchi, finocchio marino sott’aceto, meloncella, che è il frutto immaturo del cucumis melo,mugnuli (un raro ortaggio simile al broccolo), piattello (un agrume sconosciuto), pisello nano di Zollino, secco di Vitigliano, pomodoro seccato al sole (anche sott’olio), pomodoro giallo ( de prendula o mpisa) , olive celline di Nardò in concia tradizionale. E ancora carni ottenute anche dalle parti meno nobili di capra ed agnello, e piatti della tradizione che vanno dalle cozze piccinneallurienu(chiocciole bianche con origano) monacelle(chiocciole piccole di colore marrone)polpo alla pignataquatara di Porto Cesareo (zuppa di pesce) scapece gallipolino (pesce pane e aceto), zuppa di pesce alla gallipolina. E poi dolci: bocca di dama, purceddhuzzi, cupeta, mustaccioli, pasticciotto e zeppula salentina. Naturalmente non può mancare il pane tra cui le friselle di orzo e grano,i taralli e le pucceuliate. Le paste fatte in casa, le focacce, la gastronomia e le nove denominazione di origine dei vini salentini. L’occasionesarà anche per le specialità grike, le birre artigianali, ed altro ancora. Come si vede alcune proposte sono proprio specifiche del territorio, altre sono la versione locale di piatti o prodotti presenti anche in altre zone italiane: l’abilità è stata quella di raggrupparli in modo organico in un’offerta che così risulta ricchissima.   Il titolo “il cibo della taranta” viene così a costituire una propria identità che si fonde con la festa, con il rito e nel amplifica a dismisura valenza e diffusione. Complimenti a chi è riuscito e riesce a fare tanto nel conservare e far conoscere la cultura anche dei prodotti del proprio territorio.