Se ieri ad Adria si è parlato di patata americana nel secondo convegno nazionale organizzato da Slow Food oggi si può spendere una parola sull’aglio bianco polesano. E’ meritevole di essere visitato il sito http://www.agliodop.it realizzato con il contributo della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e del GAL Adige nel quale questo “oro” bianco è ampliamente illustrato e valorizzato. Viste le sue caratteristiche, se fossimo degli esagerati comunicatori, dovremmo dire che anche questo (come il goji) è un superfood, viste le sue proprietà antibatteriche, antisettiche, mucolitiche, ipotensive e come regolatore del sistema cardiovascolare. E’ un tipo di coltura particolarmente diffuso del Polesine probabilmente agevolato dalla condizione climatica, dal tipo di terreno e dal tipo di agricoltura da noi praticata. E’ uno di quei prodotti jolly che non hanno una identificazione territoriale spiccata: sia in alto che in medio che in basso Polesine lo si coltiva con gli stessi risultati qualitativi. E interessante leggere sul sito che l’individuazione del prodotto a denominazione di origine protetta, che è quello che oggi viene valorizzato, è il risultato di un’attività di sperimentazione dell’azienda regionale Veneto agricoltura che, presso il suo centro Po di Tramontana a Rosolina, è riuscita a sanificare i bulbilli dell’aglio bianco polesano riuscendo ad ottenere un prodotto agricolo con pochissimo scarto dovuto al marciume. E’ seguita poi un’attività di alcune azienda agricole che, coordinate dalla loro associazione di categoria, hanno permesso di recuperarne completamente  la semente e renderlo quindi coltivabile su larga scala. A rigore bisogna dire che, per quanto sia tutto aglio polesano, quello che si può fregiare con la sigla DOP è quello prodotto in una trentina di comuni del medio Polesine . Per questa parte di prodotto la garanzia di qualità è assicurata dal Consorzio specifico attraverso una sinergia con un autorevole ente di certificazione: il CSQA di Thiene. Questa organizzazione provvede ad effettuare un continuo monitoraggio sui produttori al fine di poter autorizzare alla commercializzazione dell’aglio con l’identificazione DOP. Sull’interessante sito vengono proposte anche alcune ricette per il suo impiego in cucina, ma la sua versatilità è tale che un elenco di ricette sarebbe pressocchè infinito.

Davide Biasco