Nel panorama delle iniziative associative del territorio Polesano e dei dintorni trovano posto anche le Comunità del Cibo di Slow Food. Carlo Petrini, fondatore di quest’ultima, le definisce come gruppi di persone che producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile e sono fortemente legate a un territorio dal punto di vista storico, sociale e culturale. Queste condividono infatti i problemi generati da un’agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali e da un’industria alimentare di massa che mira all’omologazione dei gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni. Le comunità rientrano nel grande progetto intitolato Terra Madre e che riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. Da sempre Slow Food si è schierato per i difendere il piacere della tavola e il buon cibo e ha protetto le culture locali di fronte alla crescente omogeneizzazione imposta dalle moderne logiche di produzione, distribuzione ed economia di scala. Ed è proprio seguendo fino in fondo queste logiche che Slow Food si è reso conto di quanto fosse necessario proteggere e sostenere i piccoli produttori, ma anche cambiare il sistema che li danneggia, mettendo insieme gli attori che hanno potere decisionale. Così è nata Terra Madre: per dare voce e visibilità ai contadini, pescatori, allevatori, trasformatori, piccoli produttori. In quest’ottica sviluppa relazioni, attività e iniziative come le comunità del cibo, formate da tutti i soggetti che operano nel settore della produzione e della trasformazione del cibo. In territorio Polesano ultimamente stanno prendendo vita diverse di queste iniziative. A Villadose lo scorso 16 Novembre si è costituita la comunità che ha preso il nome di “Villa Ducis” con i prodotti specifici delle territorio della cittadina. Ma esiste da tempo la comunità “Ricchezze del Po” che identifica una serie di prodotti deltizi, ma non solo. Il comune di Anguillara,  con il nome “Ricchezze di Anguillara”, ha coinvolto alcuni produttori di patate americane mentre la scorsa amministrazione Provinciale ha sostenuto il progetto “In Polesine i salami più buoni del mondo”. Fra poco di parlerà di patate americane anche ad Adria, mentre non tarderà ad arrivare anche da Badia Polesine una proposta di aggregazione di prodotti altopolesani. Si tratta di un fermento di iniziative volte alla valorizzazione e diffusione dei prodotti locali, soprattutto fra i locali che meritano di essere conosciute ed approfondite.

Davide Biasco