Questa è la stagione delle more di rovo. Quelle nere, polpose, grosse o piccole per la cui raccolta, nelle ore più calde della giornata, si sfidano le punture di insetti, zanzare comprese ma anche  le punture delle spine a protezione di questa saporita bacca estiva. E’ un tipo di frutto non molto presente come frutta da dessert a causa di alcune difficoltà nella loro commercializzazione, ma è tuttavia un frutto ancora troppo sottovalutato. Dal punti di vista nutrizionale, inquadrate nella famiglia dei piccoli frutti (insieme con lamponi, fragole, mirtilli e ribes), le more contengono antocianine e flavonoidi, due sostanze antiossidanti. Hanno inoltre proprietà  diuretiche,dissetanti e depurative e sono valide nella prevenzione cardiovascolare. Sono piuttosto ricche di fibra e quindi contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino. Le more contengono acido folico e aiutano a regolare i livelli di omocisteina, due sostanze importantissime soprattutto durante la gravidanza. Una carenza di acido folico e una quantità elevata di omocisteina nei primi mesi di gestazione possono infatti causare danni anche molto gravi al feto. Sono ricche di vitamina C e contengono una discreta quota di vitamina A. Il loro sapore tipico è una combinazione di dolce ed acidulo per cui il modo migliore per degustarle è quello di raccoglierle ben mature o anche di assaggiarle dopo avere fatte raffreddare in frigorifero per qualche ora subito dopo la raccolta. Un’abbondante coppa di more di rovo fresche con sopra una pallina di gelato alla vaniglia o anche una colata di jogurt bianco sono una delizia veramente appagante. La difficoltà nel trovarle in commercio nella grandi distribuzione organizzata è causata dal fatto che sono frutti facilmente deperibili e quindi poco si prestano ai normali modi e tempi di trasporto ed esposizione per la vendita. A ciò si aggiunga il fato che il prezzo di commercializzazione risulta piuttosto alto perché la raccolta non è meccanizzabile a causa della loro delicatezza e sono quindi lavorate esclusivamente a mano. In casi di raccolte particolarmente abbondanti, che potrebbero essere per esempio quelle di quest’anno per l’eccezionale calura che ne ha permesso una copiosa produzione, questo frutto ben si presta per la preparazione di confetture, magari con la solita stevia o preparato a base della stessa, per avere un’ottima alternativa alle proposte industriali ed anche a basso tenore di zuccheri.

Davide Biasco