Colgo lo spunto da un interessante pubblicazione per proporre una riflessione che va un po’ controtendenza rispetto alle certezze quotidiane o alle spontanee aspettative in fatto di cibo buono. L’occasione è offerta da una delle pubblicazioni di Dario Bressanini, un ricercatore universitario che suggerisce delle riflessioni scientifiche che invitano a “prendere con le pinze” una serie di convinzioni in tema di cibo ed alimentazione. La pubblicazione si intitola “Pane e bugie” (editore Chiarelettere) ed approccia con metodo scientifico diverse credenze spaziando dai cibi OGM, agli ibridi, agli incroci, passando per la fragola-pesce, gli alimenti biologici, quelli naturali ed il cibo a km zero. Continua parlando della frutta che non ci sarà più come le banane, del pesto cancerogeno, del latte crudo, del glutammato e dello zucchero come dolce veleno. L’autore critica in modo garbato, ma fermo, lo stesso fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, ma lo fa con approccio scientifico, difficile da contestare. A volte, leggendo le pagine della sua pubblicazione o navigando sul suo blog “scienza in cucina”, sorge potente il dubbio che parli al soldo delle grandi multinazionali del cibo, ma le sue argomentazioni sono talmente curate nella ricerca delle fonti e le sue affermazioni talmente scientificamente “testate” che non è facile, forse impossibile, contestare le sue teorie controtendenza. Il succo dei suoi concetti è che troppo spesso una propaganda giornalistica si presta ad interessi che portano a creare convinzioni errate, ma diffuse e difficili da sradicare. Dalla lettura dei suoi concetti emerge un modo di consumare il cibo più semplice, con meno paranoie od ossessioni, il che non può che fare bene in questo contesto di attenzione sempre più elevata a quello che mangiamo. La conoscenza che viene da una consapevolezza di un nuovo modo di accogliere le cosiddette “nuove scoperte in fatto di cibo” sarà senz’altro di aiuto a chiunque avrà voglia di farsi rapire dalla sua scrittura alla portata di tutti.

Davide Biasco