Bellissima l’esperienza della tradizione del torgglen sud Tirolesi: tutta da sperimentare per chi non ne ha ancora avuto l’occasione. La stagione è quella giusta e gli ingredienti necessari sono una bella giornata, la voglia di fare una passeggiata e dei monti dove si troveranno castagne e, naturalmente, vino.DSC_0842 Questa è la formula della merenda altoatesina che in questi giorni, fino a metà novembre, farà pullulare di passeggiatori i sentieri e le stradine della provincia di Bolzano con una preferenza per la Valle d’Isarco dove questa tradizione probabilmente è nata e trova una sua collocazione specifica. castagne 1L’obiettivo è raggiungere i masi o comunque le locande che lungo in sentieri offrono una merenda fatta di speck, verze, pane di segale e vino nuovo se non addirittura succo di uva, come qui lo chiamano. Ma, a seconda della locanda che qui si chiama “buschenschank “ si possono assaggiare eventualmente anche succhi di lamponi e dolci. Il tutto senza dimenticare che la passeggiata è finalizzata ad assaggiare le castagne di stagione, rigorosamente altoatesine e, nelle situazioni più tipiche, addirittura raccolte nei castagneti di proprietà del maso. Può anche capitare di udire qualche nota di fisarmonica che qui è studiata con amore e passione. masoAbbiamo già parlato del Gallo rosso, una sorta di certificazione delle locande tipiche nel pieno rispetto dei valori di questo territorio (www.gallorosso.it). E’ è lo stesso Gallo che sorveglia affinchè la tradizione del torgglen sia condotta e conservata nel rispetto dei valori che rappresenta. Dire che sia solo una passeggiata è riduttivo, dire che sia solo una scorpacciata di castagne appena raccolte parimenti non identifica questo rito. Bisogna immergersi nella luce tersa di quelle montagne, annusare i profumi dei campi, del sottobosco, dei camini che bruciano la legna, bisogna ascoltare i suoni dei campanili delle valli, i muggiti o gli “scampanamenti” di mucche trotterellanti al pascolo. mucche1Bisogna sentire la freschezza limpida di quell’aria e restare in ozio alla contemplazione di tutto questo scartocciando i frutti di questa stagione appena spadellati dal fuoco per cercare di comprenderne la ricchezza, magari abbandonandosi all’ebbrezza di qualche bicchiere di rosso appena spinato. Tanto, dopo, il ripercorrere a piedi il sentiero del ritorno permetterà di smaltire anche l’eventuale bicchiere in più.
Davide Biasco