In tema di sperimentazioni gastronomiche e sensazioni degustative mi permetto di suggerire un percorso esperienziale “da tavola” che si prefigge di creare un’integrazione speciale tra zone geografiche decisamente distanti. L’esperimento enogastronomico che propongo, ma che ho già sperimentato personalmente, mette insieme il nord della Francia, il monti Lessini tra Verona e Vicenza e la località di Sant’Apollinare appena fuori Rovigo. L’occasione dell’esperimento è generata dalla messa in commercio di uno speciale vino che appare per la prima volta sul mercato e più precisamente un metodo classico ottenuto da uve durella delle cantine Marcato dopo un affinamento di ben 8 anni! E’ proprio l’uscita sul mercato di A.R. Durello metodo classico 2006 che rappresenta un evento di notevole portata nel panorama enologico dei vini che spaziano dal Franciacorta al Trento doc. Orbene, l’esperimento ha previsto di abbinare una degustazione di quattro etichette di durello metodo classico con delle freschissime ostriche provenienti proprio dalla regione francese del Mare del Nord. DSC_0381Può apparire arduo il mettere a tavola a casa propria delle saporitissime ostriche ancora vive a meno che non si conosca la possibilità di prenotare direttamente dalla fornitissima pescheria da Nevio a sant’Apollinare di Rovigo tutte le ostriche che necessitano anche con un preavviso di solo uno o due giorni. Ecco allora svelato il mistero dell’integrazione geografica. La pescheria da Nevio (tra l’altro conosciutissima a Trento dove commercializza sempre pesce freschissimo) offre quindi il necessario collegamento con la Francia da dove provengono delle ostriche di alta qualità. E, neanche voler fare un dispetto, questi molluschi non vengono degustati con bollicina francese, ma con una italiana che sta progressivamente crescendo e facendosi spazio. Le etichette della degustazione prevedevano un durello metodo classico da 36 mesi, un altro da 60 mesi, lo speciale A.R. di cui sopra ed un seduttivo rosè prodotto da pinot nero e “dopato”, come dice Gianni Tessari che lo produce, con una parte di uva durella. Non è questa la sede per descrivere la graduatoria, ma ci accontentiamo di dire che il 60 mesi si è sposato in modo eccellente con le ostriche appena aperte: salinità marina dei molluschi e mineralità del monti Lessini hanno creato abbinamenti organolettici estremamente interessanti. Lascio agli interessati la verifica delle altre etichette.

Davide Biasco