Per farsi conoscere al pubblico rodigino il nuovo chef di Hostaria Hospital lo scroso giovedi 4 dicembre ha voluto stupire gli in invitati alla cerimonia di presentazione con un’esplosione di gusti e sapori degni di un ristorante di tutto rispetto. Rimandiamo alle righe che seguono le specialità che sono state presentate alla degustazione per spendere due parole sullo chef  Adriano Bimbati di Frassinelle Polesine, classe 1972. Dopo un’esperienza in giro per il mondo, in cui ha potuto sperimentare cucine ed ingredienti più diversi e differenziati, è approdato negli ultimi anni in alcuni ristoranti del Veneziano e del Padovano fino all’ultima esperienza presso il prestigioso “Storie d’amore” di Borgoricco. Di là, anche per avvicinarsi alle zone natie, è stato intercettato dai gestori dell’Hostaria Hospital, Gianluca e Dafne, che gli hanno affidato il locale sorto da quasi un anno per un rilancio con uno stile ed una verve del tutto nuova. Lo chef Adriano ha colto la sfida con lo uno spirito particolarmente propositivo ed innovativo ed ha cominciato a proporre tutta una serie di novità che già a piano terra, nella “cicchetteria”, gli avventori abituali non hanno potuto non notare. Ma è al ristorante al primo piano, decisamente rinnovato e rivisitato, che si esprime la vera forza di Adriano.2 1

3Gli assaggi dell’inaugurazione sono risultati tutti di alto livello qualitativo sia dal punto di vista della preparazione che degli ingredienti utilizzati. Le undici portate di finger food hanno offerto al centinaio di invitati la possibilità di avere un assaggio delle capacità di questo chef Polesano. Le prime proposte erano già pronte al ricevimento degli perché servite fredde nelle loro coppettine a fogge diverse. I vassoi con  polentina soffiata con baccalà mantecato e purè di melanzane affumicate all’olio tartufato, tagliatella di seppia al timo cotta a bassa temperatura con pomodorino confittato e la sua pil pil, la nostra pancetta in porchetta  con noci peccan, rucola ed emulsione all’aceto balsamico,  il salmone marinato alle erbe con spuma di salsa olandese e orzo fritto, e una lasagnetta di verdure confittata al dressing di rucola hanno sfarzosamente ricoperto una buona parte dei tavoli. E’ stata quindi la volta delle portate calde che hanno spaziato dal risotto al nero di seppia mantecato alla crema di limone candito alla  battuta di fassona all’arancio e caffè con crostino di pane al nero di seppia fritto al  fegato di vitello cotto a bassa temperatura con cipolla stufata e mousse di fegato al porto per finire con un trancio di petto di faraona cotto a bassa temperatura al burro chiarificato con la sua crocchetta di ala fritta con purè di sedano rapa. Non sono naturalmente mancati dei golosissimi dolci rappresentati da un quadrato di pistacchio di bronte, bavarese alla vaniglia e gelatina di fragole e dal dolce “Oriente” composto da un biscuit al cioccolato con bavarese alla cannella, ganache di cioccolato, crème brulè alla vaniglia e bagna al maraschino. La vicina enoteca Divinoh, che ha trovato il giusto sodalizio con il rinnovato locale, ha permesso di accompagnare tutte le degustazioni con dei vini non troppo impegnativi in modo da poter cogliere tutti i dettagli dello chef. La nota che è apparsa evidente ai degustatori più attenti è stata la territorialità dei molti ingredienti. Adriano ha infatti interpretato in chiave nuova ed a volte sofisticata alcuni prodotti della cucina nostrana, trasformando per esempio una polentina e rendendola un sottile fazzolettino a supporto del baccalà. Esame passato sicuramente  a pieni voti. Le feste potranno essere una buona occasione per conoscere anche i piatti della ristorazione quotidiana.

Davide Biasco