Il convegno dello scorso venerdì di Slow Food ad Adria sulla patata americana non è stato un convegno come gli altri. La passione, la competenza, la professionalità e l’impegno sono state le molteplici modalità con le quali i diversi relatori si sono avvicendati presso la grande sala della Croce Verde. Ogni relatore ha portato un suo contributo unico e particolare, senza sovrapposizioni e magari con qualche leggera divergenza, ma quanto contenuto e che intensità! I professori Sambo e Nicoletto dell’università di Padova hanno fatto il punto sulla coltivazione di questa radice (abbiamo imparato che non è un tubero come la patata tradizionale), indicandone sia le prospettive che le difficoltà in una diffusione che però la colloca comunque al settimo posto al mondo tra le coltivazioni agricole. Una “patatara doc”, come lei stessa si definisce, è stata Monica Grandi che rappresenta la settima generazione di una famiglia di coltivatori di questo tipo di patate nelle campagne di Baricetta. Questa donna ha colorito la produzione di questo vegetale di un alone di antica saggezza fatta di esperienza diretta nella coltivazione. La giovane biologa nutrizionista, Baira Corrarati, ha offerto la possibilità di collocare la patata americana nel contesto dei poteri nutrizionali  e ne ha illustrato valenze ed opportunità sia nella versione a pasta bianca che a pasta gialla. L’ex fiduciario di Slow Food Rovigo, Paolo Rigoni, ha poi coltamente collocato la coltivazione di questa pianta nella storia del territorio illustrandone le difficoltà di introduzione iniziale e lo scarso appeal di cui inizialmente godeva per essere considerata cibo per i poveri. Ernesto Milani della pasticceria Dolci Tentazioni ha poi concluso gli interventi tecnici con delle proposte di impiego culinario alternativo del prodotto. La chiusura del presidente regionale Mauro Pasquali è stata però anticipata da alcuni convinti sostenitori delle iniziative di valorizzazione dei prodotti e delle produzioni locali. Aveva cominciato in modo colorito, tutto rigorosamente in dialetto, il sindaco di Zero Branco, Mirco Feston, che lo scorso anno aveva ospitato la prima edizione del convegno. Hanno poi parlato dello stesso argomento anche il sindaco di Anguillara, Luigi Polo, e l’assessore Giampietro Rizzato del comune di Villadose. Spunti, notizie, approfondimenti, curiosità e riflessioni hanno riempito un pomeriggio di fine autunno di sensazioni e di suggestioni di un prodotto tanto semplice, ma a quanto pare, tanto ricco.

Davide Biasco