DSC08972La vocazione dei Colli Euganei  sta vivendo in questo momento una spinta di valorizzazione dei vitigni che li rendono più riconoscibili perché particolarmente identificati con il territorio. Da noi si sa che con il termine “fiori d’arancio” si intende il vino moscato giallo dolce dei monti patavini. Nella versione spumantizzata rappresentano la risposta locale ai famosissimi Asti DOCG. In questa spinta alla valorizzazione trovano però una loro collocazione anche le versioni secche di questo vino, quelle che hanno ceduto la tipica dolcezza pur conservando il profumo del vitigno aromatico.

DSC08971E’ in questa ricerca che trova la sua collocazione la serata di degustazione che le sorelle Silvia a Roberta Gardina hanno organizzato presso la tenuta familiare Quota 101 sui colli Euganei di Torreglia (www.quota101.com ). presentiLa serata ha offerto la possibilità di una comparazione guidata da un autorevole Massimo de Micheli, giornalista esperto de l’Espresso, tra ben sei etichette di moscato secco provenienti da tutta Italia, Valle d’aosta e Sicilia comprese. DSC08962La versione di Quota 101 è stata quella della vendemmia 2014 ed a diversi degustatori è apparso come il più versatile per tutte le situazioni de gustative a partire dall’antipasto per continuare con primi profumati che possano sposarsi con l’aromaticità di questo vitigno. Si sono così alternate le espressioni della cantina trentina Spagnolli, quella di Gioa del Colle della cantina Angiuli, la valdostana Lopriorè, la piemontese Mongioia per finire con lo zibibbo siciliano, che ne rappresenta l’espressione più mediterranea. L’abile chef della prestigiosa Enoteca centrale di Mestrino, sempre in provincia di Padova (www.enotecacentrale.it è inserita nei locali “pausa pranzo della nuova Guida Osterie d’Italia” ed è da conoscere assolutamente!) ha abbinato un carpaccio di merluzzo “innamorato” con mele verdi, kiwi e wasabi seguito da maccaroni con baccalà mantecato ed infine una zuppetta di fagioli borlotti e radicchio tardivo. DSC08967La gradevolissima location che si affaccia sulla pianura padovana, esattamente a 101 metri sul livello del mare, la  limpida e fresca aria autunnale e la squisita ospitalità delle sorelle Gardina con il papà Roberto hanno creato una piacevole atmosfera che era al contempo familiare, ma comunque ricca di contenuti e di sensazioni. Questa cantina sta progressivamente conoscendo un successo attraverso i suoi vini che si fanno sempre più apprezzabili. Se il prosecco ha preso il prestigioso bollino blu nella selezione altoatesine del Merano Wine Festival (www.meranowinefestival.com), alla cantina è stato riconosciuto l’impegno per la biodiversità e l’impegno dell’enologo Guido Busato probabilmente richiedono di tenere sotto osservazione questa piccola, ma promettente azienda.

Davide Biasco