Il piacevole aperitivo letterario che si è tenuto lo scorso giovedi presso la Galleria Bolzoni in centro a Rovigo ha offerto qualche nuovo spunto di riflessione sul territorio. L’occasione è stata la presentazione direttamente da parte dell’autore, Franco Luise, della sua pubblicazione dal titolo “Cuoco senza stelle”.  Enrica Quaglio ha stimolato una conversazione nella quale lo chef ha raccontato, in modo poco formale con un nutrito gruppo di interessati, soprattutto donne,  la sua “carriera di onesto cuoco “e sulle sue esperienze diverse in paesi diversi. L’interessante idea chiave del libro è tutta contenuta nel titolo: la ricerca del riconoscimento da parte della guida Michelin di almeno una stella in qualità di chef per i locali nei quali ha lavorato negli anni. Rassegnato, ma non amareggiato, l’autore ha raccontato di come abbia perseguito l’obbiettivo, ma l’abbia anche ripetutamente mancato senza per questo perdere di stima di se stesso. Ha fornito una chiave di distinzione tra lo chef, più manager razionale, ed il cuoco, più operativo e coinvolto con il palato ed i sensi. Altra battuta felice dell’autore è stata la domanda al pubblico di quali siano i migliori chef non stellati: ”le mamme” ha dichiarato senza esitazione o incertezze! La location della presentazione, resa elegante e raffinata dagli articoli in esposizione, ha fornito una graziosa cornice di questo evento di cultura gastronomica che ha piacevolmente caratterizzato una serata di inizio autunno. La considerazione che, tuttavia, ad un certo punto è diventata nitida è che nella provincia di Rovigo non c’è nemmeno un ristorante stellato. Se per chi ci abita questa può essere una notizia irrilevante o scontata, lo è di meno per chi arriva in provincia magari per soggiornare qualche periodo. Non abbiamo nessun locale stellato, neanche con una stella. Anche se abbiamo una delegazione locale, insieme con il territorio di Chioggia, dell’Accademia della Cucina Italiana, tuttavia nessun ristorante del territorio può dirsi elencato nella guida Michelin. In provincia di Bolzano, di contro, sono talmente numerosi che forse non bastano le dita di una mano per contarli. La domanda è se veramente nessun locale nostrano possieda le caratteristiche per soddisfare tutti i requisiti per il riconoscimento della prima stella. A dire il vero qualcuno pensa che uno o due ristoranti del giusto livello ci possano essere, ma di fatto sono in guida. Abbiamo più locali da guida Slow Food (che resta comunque la guida più diffusa ed apprezzata tra quelle sul mercato), per cui per il momento le stelle ci accontentiamo di vederle in cielo nelle notti limpide.

Davide Biasco