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Che bella sorpresa! Questa è l’emozione che si  prova quando per la prima volta ci si affacci al ristorante pizzeria la Taverna di Rosolina Mare (via strada sud 204 – tel 0426 68194). La fitta pineta della strada che va verso Porto Caleri avvolge tutta la zona ed il ristorante compreso.

 

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Antonio Penzo di chiare origini Chioggiotte, patron del locale da trent’anni, lo conduce con l’aiuto della figlia sommeliers Francesca e la presenza attenta della moglie Maria Grazia . Sandro Creuso è il fidato cuoco che, in cucina, da vita a tutta la ricca proposta di piatti che spaziano dalla carne al pesce, ma che rendono speciale questo locale proprio per questo ingrediente. Recentemente il ristorante si è aggiudicato il premio in una tenzone tra locali della riviera rodigina con un piatto sperimentale nato dalla curiosità e dalla voglia di giocare con gli ingredienti di tutta la famiglia con cuoco annesso.

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E’ nato cosi il piatto denominato “Lisetta in valle”: una proposta di gnocchi fatti con le locali patate lisetta di Rosolina (qui si viene anche per imparare cose nuove) condite con sugo di cefalo e crema di Radicchio dei vicini orti lungo l’Adige. Pesce povero rivalorizzato ed ortaggi locali per dare vita ad una ricetta interessante e nuova. Antonio è addirittura ben lieto di consegnare o dettare la ricetta ai suoi clienti perché qui di geloso dei propri segreti non c’è nessuno. Le porzioni sono generose ed i menu degustazione sono ricchi ed impegnativi anche se contenuti nei prezzi.  La vocazione marinara dei piatti la troviamo nelle cozze e vongole di porto Caleri e Scardovari, branzini di valle, ma l’offerta del locale di Antonio, figlio di pescatori, non può che essere ricca ed interessante.

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La proposta dei vini, curata da Francesca, permette di spaziare scegliendo tra circa 120 etichette che, conservate con cura nella cantina sottostante il locale, privilegiano l’Italia ed il Veneto in particolare.

 

Una particolarità di questo ristorante è data dal fatto che non si è mai abbandonata la proposta di pizze per tutti gli appassionati. Anche su questo fronte la scelta è ricca e varia e non poteva non mancare quella ai frutti di mare.  Le paste all’uovo dei primi ottenute dalle sfoglie (tagliolini, etc.) sono preparate in casa e tra i secondi oltre a tutto il pescato che il momento, la stagione o la giornata hanno portato nei locali porti, spicca il tradizionale gran fritto misto. Antonio ci tiene anche alla presentazione estetica del piatto perché, come gli orientali, sostiene che prima che con la bocca si mangia con gli occhi. E’ per questo che si cerca di avere tutta la cura possibile nell’impiattare le proposte di questa cucina marinara. Il locale, adesso che è in piena stagione, non chiude mai ed è meglio prenotare perché in troppi  conoscono già la bontà dei suoi piatti. A proposito di stagione è curioso scoprire che un nido di rondine sotto una parte dell’ampia e luminosa tettoia in legno del ristorante è scrupolosamente protetto affinchè non deperisca nel tempo perché per Antonio l’arrivo delle rondini ad occuparlo ad ogni inizio di stagione rappresenta  il segno tangibile che da quel momento il ristorante entra in piena attività. E’ questo un indice di attenzione agli ingredienti, al territorio, alla tradizione ed anche alla stagionalità. Tutti i dolci sono fatti in casa e sono da segnalare un fondente al cioccolato con crema di zabaione come anche i semifreddi al cocco. Una postazione in veranda all’aperto guardando le chiome dei pini marittimi è sicuramente da privilegiare al momento della prenotazione mentre i bambini posso continuare la serata nel parco giochi all’aperto del ristorante. Niente di meglio per una cena di piena estate.

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Davide Biasco