Storia, personaggi e notizie del territorio Polesano sono più gustose se ascoltate assaporando quanto lo stesso territorio esprime in termini di prodotti enogastronomici. È stata questa la chiave di interpretazione della presentazione che lo scorso Sabato presso l’Azienda Agricola Barbarighe si è tenuta dell’ultimo numero del periodico semestrale “ventaglio 90”. Lino Segantin, direttore da 25 anni di questa ormai storica pubblicazione, ha illustrato ad un nutrito numero di soci Slow Food e simpatizzanti gli articoli di riferimento dell’ultimo numero della rivista patinata. Sono stati presentati alcuni pezzi particolari in tema di ambiente, turismo e cultura, scovando delle particolarità come una coltivazione di rose antiche a San Bellino, la nuova Oasi di panarella o la bella ristrutturazione di Villa Cagnoni Boniotti. Del periodico sono state comunque illustrate le parti di storia e tradizioni polesane, quella dei personaggi illustri dal 1500 fino al secolo scorso, quella di ricordi e di arte letteraria e quella di attualità varia. Dal momento che la presentazione è stata organizzata da Slow Food non poteva mancare la parte dei prodotti enogastronomici. È per questo che hanno quindi preso parola anche Roberta Pellegrini per illustrare il suo primo allevamento di chiocciole in territorio Polesano, Vittorio Comini che ha illustrato le fatiche per il recupero dei vitigni autoctoni in via di estinzione e di Roberto Bianchini che ha illustrato ai partecipanti l’impegno e l’attenzione di produrre il pane presso il suo panificio La Mesa di Villadose.  Va da se che tante spiegazioni sono state seguite da delle degustazioni sicuramente speciali: dai saporiti e delicati crostini di chiocciole Polesane, alle focacce dolci e salate di Bianchini. Il tutto naturalmente bagnato dalla degustazione dei vitigni autoctoni che Vittorio Comini produce dalla sue viti antiche a Giacciano con Barucchella: la Turchetta Polesana, la Benedina e la Mattarella. I partecipanti hanno anche alimentato una parte del confronto e dello scambio di pareri e, tra tutti, alcune notizie di effetto sono venute da Renato Maggiolo che con il suo orto “ultra biologico” di Lusia sta attirando l’attenzione dei consumatori più attenti. Maggiolo ha infatti stupito con alcuni dati abbastanza sconosciuti: da esperto del settore ha infatti reso pubblico che dal 1950 ad oggi nel solo Polesine sono stati eliminati e non sostituiti ben due milioni di alberi che erano sparsi per tutte le campagne. Se si considera poi, dice Maggiolo, che ogni albero attraverso l’apparato radicale permette di drenare ed inviare in falda sotterranea circa 100 litri di acqua all’ora in caso piogge ed acquazzoni, allora ben si spiegano le recenti devastazioni metereologiche delle acque delle piogge che stanno diventando ogni anno più preoccupanti. È suonato come un ulteriore monito ad un maggior rispetto della natura e dei suoi equilibri.

Davide Biasco