DSC_0177La vendemmia è appena terminata, in cantina si sta lavorando con le attività tipiche e necessarie per elaborare il vino in modo da attenuare gli effetti dannosi di un’annata che non è stata propizia al nettare di bacco. Non lontano da noi, in provincia di Treviso, può essere piacevole dedicare una giornata ad un andar per cantine in una zona vocata: Valdobbiadene.

DSC_0161DSC_0131Così facendo si possono scoprire cose, magari già conosciute dagli esperti, ma meno conosciute dai più. Il territorio, magari in una bella giornata soleggiata, si presenta subito incantevole per una distesa vastissima di terrazzamenti morbidamente appoggiati su una molteplicità di colline più o meno esposte al sole. Si scopre così che ve n’è una che vale oro: il Cartizze. Si tratta un area, una collina di 108 ettari in cui si coltiva un’uva bianca, la glera, che sarà utilizzata tutta per la produzione del Valdobbiadene DOCG nella versione dry, quella più amabile. Questo perché la composizione fossile del terreno e l’esposizione rendono i preziosi chicchi più ricchi di zuccheri. E se queste cose vengono raccontate dagli attori del territorio sono ancora più appassionanti. E’ cosi che Francesca, della Cantina Bisol, con professionalità e piacevole gentilezza svela i dettagli della produzione e la storia di una delle più rinomate cantine del territorio. Illustra che il prosecco DOC è ormai solo quello che si fa in pianura in tutto il Veneto: da Belluno a Padova, con l’esclusione (aimè) di Verona e del Polesine! Il vino che si produce nelle colline trevigiane adesso si chiama Valdobbiadene DOCG prosecco superiore.

DSC_0137Passando dalla collina che vale due milioni e mezzo di euro all’ettaro alle zone circostanti ci sono circa duecento aziende agricole che producono glera per dar vita ad un vino sempre più apprezzato. Da Fernando Gatto, della cantina Campion, ci si può far spiegare qual è la differenza tra la vinificazione del prosecco e quella dello champagne, magari degustando una fettina di formaggio fresco di una sua latteria di fiducia che è fiero di far conoscere ai suoi curiosi ospiti. SI tocca con mano che questi operatori sono accoglienti con una finalità che non  è strettamente legata alla vendita. Hanno piacere di parlare del loro territorio e del loro pur faticoso e continuo lavoro. Ed hanno anche piacere ad invitare a conoscere la moltitudine di locali del territorio dove degustare prodotti locali. Dai Mazzeri, a Follina, a pochi chilometri da Valdobbiadene, Mauro, autentico oste di esperienza con riconoscimento Slow Food, racconta i suoi piatti tanto graditi quanto ben preparati. Una gita per scoprire un mondo.

Davide Biasco