WP_20160331_013Si vede che siamo in primavera perché sono ricominciati i “Venerdi della terra” di Slow Food Rovigo. E’ proprio per celebrare l’arrivo della bella stagione che  la condotta locale dell’associazione organizza da qualche anno una serie di incontri  di conoscenza del territorio, dei suoi prodotti e dei suoi produttori. Quello di questa settimana è stato il primo di quattro appuntamenti calendarizzati fino alle fine di maggio che vedranno le prossime puntate il 16 aprile presso un agriturismo di Taglio di Po, il 13 maggio dalle parti di Cavarzere ed il 27 maggio in Alto Polesine. Il primo si è tenuto a San Martino di Venezze presso l’azienda agricola Le barbarighe della famiglia Gagliardo. I coniugi Silvia e Leonardo hanno gentilmente ospitato l’assemblea di condotta e la serata a seguire nella quale sono stati diversi i produttori intervenuti. Sicuramente quello che ha creato maggior stupore è stato il tagliolese Gianluca Bissacco che si è presentato con le sue confezioni di pistilli di zafferano rigorosamente “made in Polesine”.  WP_20160331_011L’agricoltore ha infatti sperimentato che la silice delle dune fossili di Monti di Rivà di Ariano ben si presta alla coltivazione di questa preziosissima spezia. WP_20160331_010Un laboratorio de L’Aquila, a cui il produttore si affida per i controlli  di qualità, ne garantisce una serie di caratteristiche organolettiche di tutto rispetto. Per capire la laboriosità della coltivazione esponiamo solo due numeri: Bissacco afferma che con i suoi 27 mila bulbi piantati lo scorso anno è arrivato ad una produzione record di 172 grammi! Si proprio grammi! Non per nulla lo zafferano è la spezia in assoluto più costosa! I produttori che hanno poi preso la parola sono stati Giovanna Gioli, della famosa azienda agricola Galassa di Gavello, nota non solo per la frutta che produce, soprattutto mele e pere, ma anche per la ricca offerta di prodotti che realizza sia con quanto coltiva che con le sue abilità anche come pasticcera. Le confetture biologiche allo zenzero o al peperoncino meritano un’apposita degustazione.  Paola Zullato, orticoltrice di Bosaro, ha poi illustrato il suo modo rispettoso di coltivare la terra e della sua modalità di produrre l’ormai esaurito radicchio di busa. Infine Daniele Vallier, dell’omonimo famoso noceto di Borsea, ha illustrato tutti i prodotti e derivati che l’azienda agricola di famiglia produce lungo la riva del Canalbianco. Una degustazione di preparazioni dei vari attori intervenuti ha quindi offerto l’occasione di una chiusura conviviale, bagnata col in vino della Tenuta Carezzabella. La partecipazione ai prossimi appuntamenti è aperta a chiunque interessato, sia per conoscere l’attività dell’associazione che la valenza dei vari produttori che si presentano. Il segnare le date in agenda consultando il sito www.slowfoodrovigo.it a questo punto è d’obbligo.

Davide Biasco